Società nazionale per la storia del Risorgimento. E,
nello stesso anno, alto segno di riconoscimento, gli ì
conferito il diploma di benemerenza per l’istruzione.
Riconoscimento che di poco precede e quasi prean
nuncia l’altro, più chiaro e pieno, per cui gli è assegnata,
nel
1907
la medaglia d ’oro dei benemeriti dell’istru
zione pubblica.
L’anno seguente lascia la cattedra del Liceo Gioberti
e qualche anno più tardi viene collocato a riposo per
limiti d ’età dalla Scuola di guerra.
Questa la magnifica cronaca della sua ottima a tti
vità di professore, cui è connesso un complesso di inca
richi varii, di premi e di onorificenze rare e meritatis-
sime. Impossibile qui ricordare tutto, tante furono le
Deputazioni, tli storia patria per le province toscane,
di storia patria per la Romagna, ecc., le commissioni,
della R. Accademia dei Lincei per la pubblicazione
degli A tti delle assemblee Costituzionali Italiane, del-
l’Accademia di scienze, lettere ed arti di Palermo, e
altre ancora, i consigli, di Presidenza della deputazione
piemontese di storia patria, ecc., i comitati, le giunte,
di cui fu membro attivo e competente. Degna di un
cenno a parte è questa informazione che assume un
chiaro valore e dà un sicuro segno dell’altissima stima
che egli godeva: fu nominato dal Presidente del Co
mitato per il IV centenario di Emanuele Filiberto,
S. A. R. il Duca d ’Aosta, Presidente della Commissione
avente il compito di preparare un volume sulla grande
figura sabauda.
I comuni di Arpino Casalvieri, Isola Liri, Sora, vollero
conferire al Nostro la cittadinanza onoraria in segno di
gratitudine non peritura per i grandi benefici da Lui
ricevuti. Questo nobile riconoscimento indica come egli
ad una coltura rara, ad una preparazione mentale del
tu tto superiore alla norma, unisse, ciò che è tanto dif
ficile, una bontà di cuore, una umanità di affetti e di
sentimenti che lo portavano ad essere caritatevole e
benefico verso tu tti i bisognosi, senza sfoggio di quella
stessa carità. Uomo di grande modestia, mai cercò le
onorificenze che pure gli vennero assiduamente offerte
insieme alla copia di cariche e di nomine. Dopo una
serie continua di onori sempre maggiori egli ebbe quello
altissimo della Gran Croce del Gran Cordone dell’Or-
dine Mauriziano, decorazione che gli fu solennemente
assegnata nel
19 3 1
, in Municipio, dal Podestà conte
Thaon di Revel, per offerta del Consiglio dell’istituto
Umberto I dei figli dei militari, istituto di cui era stato
membro della Giunta esecutiva, dapprima, e poi Vice
presidente.
Questo lungo elenco di notizie non è che uno schema
essenziale della sua vita pubblica, della sua attiv ità di
insegnante e di maestro, di cittadino benemerito. Ac
canto ad essa si è parallelamente svolta quella di scrit
tore di cultura e di storia, in cui fu profondo e vasto.
L’elenco delle sue opere, opuscoli, memorie, libri scola
stici, riviste che documentano una produzione assidua
e costante e tenace e sapiente, prova la eccezionale
vitalità di quest’uomo che trovava modo di esprimersi
pienamente in campi diversi, in attività culturali che
riescono a vagliare pienamente gli uomini dinanzi a se
stessi ed agli altri. Sono innumerabili i periodici cu
egli collaborava, innumerevoli le recensioni, impron
tate ad un invidiabile carattere di serietà e di oqa
valutazione.
Chi non lo conobbe personalmente ha una chiara idea
da queste note della vastità della sua figura, della uma
nità del suo cuore; ma non potrà pienamente valutare
quale perdita rappresenti la sua recente scomparsa, not
pienamente come quello stuolo di discepoli, di amie
fedeli, di ammiratori che ebbe e la fortuna di vivergli
accanto; non pienamente come i familiari che egt
lasciò dopo una vita di concordia perfetta.
Famiglia esemplare, se lo stesso Paolo Boselli, uomc
rettissimo, scriveva: «Quando io penso alla Sua fami
glia, trovo una visione preziosa di luce, di bontà, d
gentilezza e di perfetto accordo affettuoso ». E ancora
« Famiglia è la Loro nella qu.-’e non c’è solo la virtù
ma la simpatia degli ingegni, e la cui amicizia mi
1
carissima ».
Riandando nel ti mpo, lo svolgimento della esistena
di Lui, si ravvisa un senso di attaccamento per la fa
miglia senza alternative nè oscillazioni. La moglie e<
mi
i figli furono sempre i Suoi fidi compagni nelle ore d
1
libertà, in quelle stesse di lavoro; egli voleva che es :
fossero i primi ad ascoltare i discorsi e le confereiu
4
che preparava via via. E ne seguiva le osservazioni il
conformità a quella coscienza critica del proprio ope |
rato che gli impediva di atteggiarsi a sdegnoso
fi
infallibile.
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Affabile con tu tti, schietto sempre nei giudizi, retti
nelle valutazioni dei discepoli, seppe crearsi una schia :
grande ed eletta di affezionati ammiratori.
Il
cui comune affetto dovette sopportare il colp
grave ed amaro della sua lenta decadenza fisica, dap , u
prima, mentale, poi, quando, dopo un secondo attaco
di arterio sclerosi, per circa sette anni si trascinò jieoo
samente per un calvario dolorosissimo di sfacelo. Ri
1
dotto a poco a poco immobile, finché gli fu data d »
Dio la lucidità di mente, seguì da quel suo terreno cai
11
cere lo svolgimento della vita giovanissima che prosp
rava intorno, nel clima nuovo e fresco; esultò per I u
vittoria africana, per il valore di tanti suoi ex allief “
pianse per la morte di alcuni di essi. Ma da ultimo 1 »
greve nebbia invase quella mente mirabile, che tari '*
aveva lavorato e prodotto, finché una pietosa fine ca
chiuse il ciclo terreno.
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Una infinita schiera di beneficati, di amici, di «
leghi, di alunni lo rimpiange. Ma la sua figura noai '
spegne nellfc memorie e negli affetti. E se l’amore ■ £
potè operare il miracolo di mantenerlo in vita, coi r
lamenta dolcemente in accorati versi la Sua spd
Emma Rinaudo Coletti, amore stesso saprà operare l
tempo quell’altro miracolo di tenere presente seraf
il ricordo di lui, esempio raro e ammonimento sic*
L »
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