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E allor *i volge d’Oporto all'esule

eui dalle occhiaie scende una lacrima,

mentre in Campidoglio garrisce

della patria riunita il vessillo.

Ma ancor non basta, perchè un iatidico

motto solenne, qual sacro monito,

la prima Regina d'Italia

lanciò un dì «Sempre avanti Savoia! »,

Passano a mille gli eroi, che in Africa

caddero inulti; da mezzo secolo

hanno Tossa imbiancate dal sole

e da raggi di gloria immortale.

Alfìn l'Italia, tra bronzi ignivomi

epici assalti, frementi cariche,

«l'iniquo contine >»ha varcato

sull*Isonzo, sul Carso, al Quarnaro!

A Redipuglia par che risusciti

«della frontiera la scolta vigile »

e Tonda del Piave ripeta

la canzon «lo straniero non passa ».

L’«italo Amleto » rimane attonito

e a se dinanzi scorge l'immagine

del Duca che «fiso a la meta »

fu campione d’invitto valore.

Poi guarda e scorge, non più dai tumuli,

ma dalTalterna vita che palpita,

i vivi passargli dinanzi

pel suo nobile sogno pugnando.

Ed ecco il Rege che nella storica

Peschiera, sorse solo a difendere,

in giorni per Tarmi nefasti,

dei soldati italiani l'onore.

Ma duro è il fato! Vittorio Veneto

del serto vede che impallidiscono

le foglie e le bacche d'alloro,

al soffiar d'una triste bufera,

finché un audace, possente turbine

umano, incalza, travolge, suscita

nei cuori depressi l’ardire,

la speranza, la fede, l’amore!

e allor commossa da novi palpiti

di giovinezza, la gente italica,

unit^ e guidata dal Duce,

sulle vie della gloria procede!

Nuove Legioni, due Duchi intrepidi,

e .un Condottiero di lauri carico,

coll’armi che san la vittoria

rinnovarono i fasti di Roma!

Grida di osanna al cielo salgono

da quelli armati gloriosi scheletri

e inchinanti i vecchi vessilli

mentre echeggia la marcia imperiale!

GwMral* LUCIANO

C O S T A N Z O R I N A L D O

S

ulla nobile figura del piemontese prof. Costanzo

Kinaudo (nato a Busca-Cuneo nel

1847

) molto

ci sarebbe da dire, che la personalità viva e non confon­

dibile, la bontà d ’animo, la schiettezza delTingegno,

fecero .>i che durante la sua vita egli svolgesse una copia

notevolissima di dissimili attività, anche al di fuori del

cam|x> dell’insegna mento e della cultura. Che infatti il

Kinaudo fu oltreché maestro esemplare, autore di una

quantità di opere e operette, parlatore sicmo e aperto,

benefattore, fondatore e direttore di un periodico.

La

Rivista Storica Italiana,

che svolse una sua non sterile

funzione, collaboratore di giornali e riviste (la nostra

'tessa Rassegna lo ebbe fra i più validi). Nè disdegnò ili

partecipare alla vita pubblica. Basti qui ricordare che

fu eletto Consigliere del Comune di Torino con riele­

zioni successive tino al

1920

, quando rinunciò a ripre­

sentare la candidatura. In questo stesso periodo fu As­

sessore }ht le Elezioni, per l’istruzione pubblica e per

le Finanze, jx t circa

12

anni. Eletto nel

1915

Presi­

dente del Comitato delle

4

provincie piemontesi per

soccorsi ai danneggiati dal terremoto della Marsica, rac­

colse l>en L.

1

.

740

.

000

; nel medesimo anno nominato

Presidente della Commis­

sione Municipale per la rac-

z

colta dei fondi in favore

delle famiglie bisognose dei

combattenti, raccolse altri

li milioni.

La sua rapida carriera di

studente prima, poi pro-

essore, segna parecchie tap-

x? degne di memoria. Càia

in dal secondo anno univer­

sitario, nella facoltà di let­

tre e filosofia, della nostra

•itti, vince il concorso al

R. Collegio Carlo Alberto

Ielle Province (

1864

). L'an­

no seguente ottiene il pre­

mio Bricco Martini all’A-

eneo torinese. Ottiene poi

1

premio suddetto una se-

onda volta. Nel

’b j

gli è

onferito il premio Dionisio.

^on ancora laureato insegna

nella

4

* e

5

* ginnasiale del-

Oratorio Salesiano. Si lau-

ea poi a pieni voti assoluti,

1

la sua

dissertazione di

aurea è

dichiarata degna

li stampa

e premiata dal

Ministero

con medaglia d*ar-

HCMi ’ento< unica in Italia. Nello

stesso anno è fra i fondatori del Circolo filologico, ove

frequenta i corsi di Francese, Tedesco, Inglese.

Dojk) aver rinunciato (non sarà Tunica rinuncia) alla

cattedra di professore di lettere italiane al K. Liceo di

Campobasso, supera nuovamente a pieni voti gli esami

speciali della facoltà di Filosofia, ed è proclamato dot­

tore in filosofia. L’anno dopo ottiene la laurea in teo­

logia a pieni voti, e la dissertazione è dichiarata anche

questa volta degna di stampa. Nel

'70

si laurea a pieni

voti assoluti in giurisprudenza, e, ancora una volta, la

sua dissertazione di laurea è giudicata degna di stampa

e nuovamente premiata con altra medaglia d ’argento

(unica in Italia).

Ed eccolo professore, prima del ginnasio, poi del liceo

nell'istituto paterno di Torino. Supplente nel

'72

del

titolare di storia del K. Liceo Gioberti, è, nel '

73

,

vincitore del concorso per il posto stesso; annullato il

concorso e ripetuto, egli vince una seconda volta. O t­

tiene anche l’incarico di eventuale supplenza del tito­

lare di Storia moderna all’Università. Più tardi, nel’

78

,

è incaricato dal Consorzio Universitario di un corso

speciale sulle Fonti della storia d ’Italia, corso che terrà

anche negli aniu om essivi

sino all’

84

. E frattanto egli

ottiene il posto di titolare di

lettere italiane, dapprima,

di scienze sociali e storia

generale, poi, alla Scuola di

guerra, ove era stato in un

primo tempo incaricato. Nel

successivo concorso per la

cattedra di storia moderna

della R. Università torinese

si classifica, con un solo

punto in meno del primo,

come secondo eleggibile. Nel

'90

è incaricato dal Mini­

stero della Pubblica Istru­

zione a tenere un ciclo di

conferenze sul Risorgimento

ai maestri della provincia.

In questi anni è membro

di un’infinità di commis­

sioni, per concorsi degli

insegnanti, dei direttori di­

dattici,

ecc.,

e

rappresen­

tante

del

Municipio in vani

consigli, scuole, giunte, con­

sorzi, delle scuole medie e

dell'università, in comitati

per commemorazioni, ecc.

Nel

1906

è eletto membro

del Consiglio centrale della