pt*ri<*• liche voci di definitive separazioni.
\ cavallo di un asino i due si recano nel
lontano West, alla ricerca di una ra
gazza ereditiera di un pingue giacimento
d’oro Giunti a destino stanno per essere
giot.iti da un destro lestofante; ma a loro
volta lo giocano abilmente e riescono ad
assolvere il loro compito ed a scovare la
ragazza. Il film è breve, con uno sviluppo
rapido e lineare; in compenso è scorre
vole e disinvolto. I due comici che son
riusciti in questo occasione a rinfrescare
la loro vena hanno parecchie trovate di
ottimo gusto.
Ne
11
maggiordomo
di L. Mac Carey
Charles Langhton, appare per la prima
volta in un ruolo decisamente comico.
Un conte francese spedisce a certi suoi
amici — dei nuovi ricchi americani —
un maggiordomo discendente da una stir
pe di maggiordomi che hanno servito nella
sua famiglia. Stilizzato e sussiegoso un
simile j>ersonaggio quando appare in quel
l'ambiente di fasti forzati ed artificiali fa
una notevole impressione. Kgli si vale «li
questo inopinato ascendente in mezzo a
gente ignara di raffinatezza e di certe
forme, per emanciparsi e costruirsi una
sua indipendenza. Questo passaggio dallo
stato mortificante del servitore alla con
dizione d’indipendente è il motivo essen
ziale del film; motivo sviluppato dal
Langhton. attraverso una gamma di va
riazioni comiche, alcune delle quali rag
giungono la caricatura e la farsa, con
estrema destrezza e jienzia. Accanto al
protagonista è un complesso di artisti
abilissimi; R. Yonng. Z. l*itto, M. Bo-
land, ('. Huggles.
l.a maschera di mezzanotte
di S. Koberts
è un film che appartiene al nuovo genere
in voga in america, al genere giallo-rosa.
L i trama è intricata e densa al punto da
far smarrire la più sveglia attenzione;
il dialogo anch'esso contribuisce notevol
mente ad aumentare la confusione. In
sostanza vi si narrano i casi di un celebre
avvocato che a causa della sua notoria
abilità a scoprire i più fantomatici delin
quenti è impbcato in una truce storia.
Per le esigenze del genere e dei palati
delicati non manca l'epilogo a lieto fine.
E l'.ivvocato intraprendente, dopo una
serie di peripezie, finisce con lo sposare
k sua bella fidanzata. Protagonista è
\N Powell, specialista in queste parti. La
fidanzata è Giuver Rogers. che ci sembra
più a posto — almeno alla stregua di
questo esperimento — come ballerina.
Altri film proiettati durante il mese:
N
af'oii J altn tempi
di A. I*alermi.
Ha-
gaz: iccio
di G. Boyer,
Follie dt Broaduay
•
93
H di R. IV I Ruth.
Un bacio al buio,
l-f perle della corona
di S. Guitry,
L’n
dramna sull’oceano
di M. S. Clair.
II
castell i
|N
Fiandra
di G. Von Bolvary,
La rj^azza di Pangt
di L. Joson,
Stayer-
,tn*
'I* A. Litrack,
Angelo
di E . Lubitsch,
AUe frontiere dell'india,
di J. Ford.
Dolce
«"Mniio di S. Strssev.
s.c.
T E A
Mese teatrale vario ed intenso, con pa
recchie riprese di classici e diversi lavori
di autori italiani, per molti riguardi, in
teressanti.
La Compagnia Ricci-Adami ha rap
presentato aU’Alficri una novità di Sem
Benelli: •L ’elefante ». L ’« elefante » e Ser
gio. un tipo di sognatore, di dialettico
e di moralista provvisto di diverse lauree,
che ha sposato Nadia, una donna arida
e calcolatrice, e a lungo andare si ac
corge di quel che in effetti si nasconda
sotto la sua tìnta natura. Ella ha inten
zione di assenirlo e di dominarlo; ma
egli non è uomo da adattarsi ad dna
simile condizione, sicché disgustato fugge
di casa e pianta la moglie ai suoi vari
maneggi ed affarismi. Sergio incontra
adesso la donna che fa per lui: una ra
gazza tenera ed arrendevole che egli pre
senta disinvoltamente ai suoi genitori,
l ’n subitaneo e tempestivo ritomo a casa
salva Sergio e la sua famiglia dalle con
seguenze delle ultime malefatte della mo
glie. Costei con la complicità di Ristiano,
un losco figuro che è suo amante, sta
per appropriarsi della società del suo
cero.
Il pronto intervento di Sergio manda
aU'aria questi piani. Eccolo ora. abile e
scaltro come mai aveva dato a dividere
d’essere, muovere all’offensiva: un’of-
tensiva condotta, in ossequio al principio
a brigante brigante e mezzo, con risolu
tezza e senza scrupoli. Sergio ha alla
fine partita vinta; restituisce al padre la
sostanza che stava per essergli usurpata,
divorzia da Nadia e si unisce con la sua
nuova mite compagna che l'ha «atteso in
mezzo a tanto trambusto. Commedia ti
picamente benelliana. nonostante i panni
borghesi dei suoi personaggi, alcuni dei
motivi essenziali del suo teatro sono iso-
labili e riconoscibili anche attraverso
sfumature e trasposizioni. Individualissi
ma è la foga e l'impeto verhale, certo suo
linguaggio ad un tempo acuto, scattante
e sonoro die sottolinea tanti insoliti casi
e situazioni. R. Ricci ha disegnato la
complessa figura del protagonista con ac
centi caldi, risentiti, variamente intonati
e commossi. Armoniosa e calzante l’in
terpretazione degli altri: di L. Adami,
di E. Magni, di M. Brignoni, di E . Salu
toni. di S. Almirante, di M. Brizzolati,
di R. Paoli.
La Compagnia di C. Donadio ha rap
presentato aH'Alfien un’altra novità: «Qui
tutto può succedere » di Silvano D'Ar-
borio; giallo in tre atti. In un castello
sperduto in mezzo ad una isoletta di
stante dalla costa. Oliviero Keller, du
rante una senta oscura e tempestosa,
pensa di divertire i suoi ospiti già eccitati
e nervosi da una serie di racconti gialli,
simulando un delitto. A questo allegro
fioco si presta l’amico W alter ConnoUv.
che ai la nascondere in cantina. Si odono
T B 0
due colpi di rivoltella; Oliviero appare
stravolto e dichiara: ho ucciso Walter.
Cessato il turbamento della prima im
pressione gli ospiti si danno attorno per
scoprire le ragioni di un simile atto. In
dagano, cercano; e vieti fuori una lettera
parecchio appassionata e compromettente
della moglie di W alter ad Oliviero. La
ragione del delitto, adesso, per molti è
chiara. Per molti, ma non per tutti;
perchè tra gli ospiti c’è qualcuno che
ha serie ragioni di odio e di vendetta
contro Walter e non crede alla fin
zione. E costui ha la pensata diabolica
di approfittare di quella finta tragedia
per compierne una vera. Infatti appena
W alter riappare egli lo fredda con una
rivoltellata. Oliviero con orgasmo adesso
constata che il suo amico Walter, là
disteso ed immobile, è effettivamente
morto.
E siccome in tutti è la convinzione che
è stato Oliviero l’assassino, egli non sfug
girà alle sanzioni della giustizia. Alla fine
con l’ausilio di due lettere, egli riesce a
provare la propria innocenza; mentre il
vero omicida è scoperto e punito. Il la
voro è condotto con tutti gli accorgimenti
ed insaporito con i pimenti di pramma
tica. anche se non presenta grande no
vità di tipi e di situazio
' nr - tata ed
aderente la recitazione, da pai le ili S. Do
nadio, L. Garella, F. Dominicis, R. Se
ripa, I. Porani e degli altri.
La Compagnia di M. Benassi ha rap
presentato al Carignano una novità di
F. Lousdale: « Non lo siamo un poco
tutti?... ».
Commedia scorrevole e disinvolta, leg
germente intinta d ’un umorismo che
scende talvolta a toni ironici e sarcastici,
suffusa d’un moralismo sentenzioso e
fnzzante — è divertente e piacevole.
M. Benassi ha disegnato il personaggio
di Lord Greham con tratti appropriati
e precisi. Il resto della compagnia, R. Mo
relli. O. V. Gentilli, L. Brignone e gli
altri — ha recitato con la misura e l’im
pegno che questa commedia, vana di toni
e di sfumature, richiedeva.
La Compagnia A. Falconi-N. Besozzi
ha rappresentato all’Alfieri un’altra no
vità: « Trenta secondi » di A. De Bene
detti. Intonata e a posto l’interpreta
zione.
Altre novità rappresentate durante il
mese: « L'indimenticabile agosto 1925 >
di U. Morucchio, dalla Compagnia G. Govi
al Carignano, « L a signora è con me *,
di P. Weber, dalla Compagnia Fakoni-
Besozzi al Alfieri.
Riprese: «Coriolano », •Liliana », 1L a
bisbetica domata », « 11 mercante di
Veneria ».
Atorf*




