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RASSEGNA

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POLITICA ESTERA

L E 6 H I S M 0

I H

D I S G R E G A Z I O N I

L'uscita dell'Italia dalla Società delle Nazioni non

ha bisogno di commenti. Era ora che avvenisse.

Gl'Italiani lo sentivano tutti: e poco c'importa se

l’indifferenza con cui in Francia e in Inghilterra

sembra stata accolta sia fiuta o vera. Ma il fatto non

ha mancato di produrre certi effetti che quei Paesi

non mostrano di gradire. Con l'uscita dell'Italia,

nella Lega rimangono tre grandi potenze: Inghil-

terra. Francia e Russia. Per combinazione, ma non

soltanto per combinazione, queste Potenze, per via

di alleanze e di intese, formano, indipendentemente

dalla Lega, un blocco contrapposto a quello delle

grandi Potenze così dette autoritarie: Italia. Ger-

mania e Giappone, che son tutte fuori della Lega.

Ora sta succedendo che numerose piccole Potenze

scoprono che restando nella Lega è come se fossero

schierate col blocco anglo-franco-russo. E comin­

ciano a mettere le mani avanti. Esse fanno sapere

che la loro intenzione è di far parte di un raggrup­

pamento a carattere universale, capace di esercitare

funzioni di assistenza e tutela a vantaggio di qual­

siasi Potenza: ma non già di essere praticamente im­

pegnate a fare gli interessi di un gruppo contro

quelli di un altro gruppo. In sostanza queste piccole

potenze vogliono far sapere alle grandi che se ci

sono delle lw*ghe fra di loro, esse, con la scusa della

Lega, non intendono essen en e immischiate. Se que­

sto scopo possa essere raggiunto non si può dire,

ma che voglia essere raggiunto pare sempre più

chiaro.

Così per la Svizzera il presidente Motta ha dichia­

rato che in ogni caso la sua neutralità dovrà essere

integrale conformemente alla tradizione secolare,

alla geografia e alla storia del Paese. F l'Olanda ha

dimostrato il proponimento di invitare gli Stati ap­

partenenti agli accordi di Oslo — qualcosa come

una « intesa » a carattere prevalentemente econo­

mico — . cioè Belgio. Lussemburgo, Danimarca,

Finlandia. Norvegia. Svezia e l'Olanda medesima,

a riconoscere l’impero italiano dell'Etiopia per re­

care così un decisivo contributo alla chiarificazione

dei rapporti fra le Potenze europee. In questo

gruppo di Stati la Svezia ha manifestato la sua vo­

lontà di revisione degli obblighi della Lega con di­

chiarazioni del Ministro degli esteri Sandler a llp-

sala il novembre scorso. E quasi tutti questi Stati

avevano fatto riserve a proposito drll'applicazionf

dell'art. 16 — quello delle sanzioni — fin dal lu­

glio 1916. ad un'assemblea ginevrina.

È ben noto che il Belgio ha voluto riprendere una

posizione di neutralità molto simile a quella che

aveva nel 1914. conservando in m<»do puramente

formale, e con un'interpretazione soggettiva, i

sm

impegni societari.

E non contiamo le defezioni dell'America latina

dove le simpatie per la Lega sono in incessante ni

freddamento. il malumore della Turchia per le qot

stioni relative alla zona di confine con la Siria, I

tendenza a starsene in disparte della Polonia, e d

quasi tutte le Potenze danubiane e balcaniche, fatt

eccezione per la Ceco-Slovacchia, che ha troppi

dm

tivi per tenersi aggrappata alla Francia e alla Russia

Queste tendenze centrifughe hanno suscitato il

larmi e curiose proposte di rimedio, come quell

di trattenere con la prepotenza — non è stato pw

prio detto cosi ma il significato è questo — i nuon

disertori. Altri ci penseranno. L'Italia ormai si di

sinteressa di questi cavillosi problemi.

Il Ministro degli esteri di Francia, Delbos, ha fati

uno di quei soliti viaggi nell'Europa Orientale, di

per i Ministri degli esteri francesi sono quasi ui

tradizione. Si sbarca a Varsavia, da Varsavia sii

a Bucarest, poi a Belgrado, a Praga, e si torna

Parigi soddisfatti. Questi viaggi, stando alle dichii

razioni di chi li fa, hanno sempre buon esito.

Ministro francese è sempre ben accolto. Del resti

perchè non dovrebbero accoglierlo bene? Ma sol

viaggi che lasciano il tempo che trovano. La Po)

nia fa una politica indipendente, gelosamente ini

pendente, e non c'è viaggio di Ministro francese!

d'altra nazionalità che gliela possa far mutare. 1

Ceco-Slovacchia è fedele alla Francia, ma con

grossa e intransigente minoranza tedesca di cui

composta la sua popolazione, non può mutare

a a

cizia. La Jugoslavia e la Franria rimangono p

modo di dire amiche, ma l'amicizia era ben

a ll

cosa quando era anche tutt'uno con l'inimicil

verso l'Italia. Gli accordi tra Italia e Jugoslsi

hanno profondamente alterato questi rapporti.

Romania messa fra la Russia da una parte e la Ji

goslavia antibolscevica e amica dell'Italia

d a l l 'a l l i

per fare' una politica indipendente bisogna che

guardi dalla Russia, che, fra l'altro, non ha l

rinunziato alla Bessarabia. La Russia è alleata

d i

Francia. Quindi...

Sono cose troppo grosse per poterle smuovere fl

dei viaggi e dei brindisi.

La guerra in Cina prosegue tra continue vitti

giapponesi. Come s'era notato fin dal principio, I

ghilterra e Stati Uniti, a cui l'azione giapponese!

Ciua garba poco, si fanno reciprocamente coragl

a mettere a posto il Giappone, naturalmente

n

Ì

concluder nulla.

K R M A a O O C t O V B M

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