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Capitello tipico

vostro gusto. Ve ne sono nell'atrio, ve ne sono

nella navata, ve ne sono nel presbiterio;

e risalgono al Duecento, al Trecento, al

(Quattrocento ed al Cinquecento. Sono

q u a s i

inediti. ~ono poco conosciuti, anche >e qual*

cuno è firmato da quel Giacomo Giacquerio

di Torino che fu uno dei principali primitivi

piemontesi; e fanno corona ad una bella

pala d’altare di Defendente Ferrari, che rac­

conta una soave notte di Natale.

Ma se a voi tu tti queste pitture dicono

p o c o ,

se avete il coraggio di confessare che di arte

non ne capite niente, venite con me. che vi

farò vedere un affresco che vi piacerà tu t­

tavia. È là. sulla strada che da S. Antonio

conduce ad Avigliana; una striscia affrescata

»

<J I A N F R A N C E S C O C I G N A

Affranchi dalla fina dal Quattrocanto

un par di secoli fa. sovra un portale rustie®

che par l'ingresso di un cascinai**. In belli

lettere grassottelle l'insegna dice:

All’Albergo del Cannon d ’oro

Buon vitto, buon alloggio e buon ristoro

Da una finestra attigua esce, ronfan i

come il respiro di una pentola in bollore, ui

fiato di vapore, dal profumo sapido ed inv»

tante.

Oste, ce la date anche a noi una porzio»

di qucU 'anatra tenera, infarcita di castagne

che sta stufando nella sua grascia insaporati

di erbe buone?

D

urante la seconda metà ilei secolo x v u i, cessate

lineile lunghe guerre durante le quali Francia e

Spaglia ed Austria più volte erano scese nelle contraile

piemontesi u disputarsi la vittoria, sorsero numerosi

ultori ili scienze naturali e specialmente mediche c

tisiche ad illustrare la rinnovata FDiversità Torinese.

ha maggior parte di costoro ha lasciato notevoli

impronte dei loro studi nella storia del progresso

ielle •ienze. ma il loro nome e le loro opere non sono

ricordate elio da

1111

ristretto numero di studiosi,

mentre sono ignote ai più. K questo non per scarsità

ili loro meriti, ma piuttosto por incomprensione di

««temporanei, per avversità di tempi ed anche per

quella medesima modestia, scrisse Vittorio Bersezio,

he li lece non prendere orgoglio mai dei buoni in­

degni nati nelle loro torre... e non li lasciò vantarsi

Ielle linone qualità della loro razza ».

Fra queste nobili tigure di studiosi del vecchio

’iemnnte cosi scarsamente ricordate, è da annoverare

ìianfraneeseo Cigna, di cui tre anni fa si compì,

jUasi completamente inosservato, il secondo cente-

iario della nascita.

Medico, tisiologo, sopratutto tisico di grande va-

orc, Cigna è ben degno di essere ricordato, e non solo

ni tracciarne in rapidissima sintesi la vita e le opere,

na anche eoi rivendicargli

prima idea di un impor-

ntissinio principio tisico

uu altro grande ita-

ebbo l'accortezza di

nel mondo col-

sone la scoperta.

(ìia n fra n e e s e o C ig n a

acque in Mondovì il L* lu-

li<» 17» I d a famiglia dovi-

iusa e con nobili tradizioni

i coltura (il padre era me-

iw» di chiara fama e la

ladre im parentata col ce-

bre tisico Beccarla). Ebbe

» dai primi anni ottim i

west ri che lo indirizzaro-

>allo studio delle lettere,

*a egli si sentiva a ttra tto

alla professione paterna,

pertanto, compiuti in

ondosi irli studi letterari,

inso per concorso un posto

1 Hoal Collegio (1) delle

rovini io. iscrivendosi nel

• ••o alla Facoltà di Medi­

ala della H. Università di

orino. l)opo pochi mesi

Gian France>co Cigna

(

1 7 3 4

-

1 7 9 0

)

V a le n t in o

MO0

*',M'a arm ile sm» a freq uen­

tare il gabinetto di fisica dirotto da Giovanni B a t­

tista Boccaria, olio si era reso celebro presso i

dotti di tu tta Europa con im portanti ricerche nel

campo dello scienze fisiche

0

specialmente dell’elet­

tricità.

Tosto si dotte a seguire con passione gli studi del

m io

grande parente, ma non per questo trascurò gli

studi medici che anzi compì brillantemente laurean­

dosi nel 17.V». Duo anni dopo sosteneva gli esami di

aggregazione al Collegio di .Medicina discutendo in

pubblico diverse dissertazioni, alcune delle quali

assai notevoli. Così in quella intitolata

De irritubilitate

appoggiava la discussa teoria hallcriaiia della irrita ­

bilità con argomentazioni così solide, che lo stesso

Mailer volle tradurla dopo qualche tempo in francese.

Ma un’altra tesi faceva già sin d ’allora prevedere il

campo di studi nel quale il Cigna si sarchile illustrato.

Era intitolata

Ih clxtricitate

ed oltre ad esporre

brillantemente le esperienze in materia elettrica com ­

piute dal Beccaria, conteneva ancora delle personali

osservazioni del Cigna tali da indicare iu lui una

chiara visione dei nuovi problemi che interessavano

allora le nienti degli studiosi.

Si era intanto legato di viva amicizia col Lagrange

il quale frequentava il gabinetto del Beccaria, e

col conte Saluzzo, appassio­

nato cultore di m atem atica

ed Ufficiale nel Reai Corpo

delle Artiglierie. La vita di

questi tre amici intim a­

mente uniti, e per la a b i­

tudine mentale e per l’e­

guale amori* alle ricerche

scientifiche, scorreva quie­

tamente fra gli studi e gli

esperimenti di laboratorio

ed il ricco gabinetto del

Beccaria era il loro ritrovo

favorito. Svisceravano q u i­

vi i problemi che maggior­

mente li interessavano ed

il loro maestro scendeva

spesso a discutere con essi.

Ma ad un tra tto i rapporti

fra i nostri amici e il Bec­

carla si raffreddarono.

Forse lo Scolopio che

era di carattere alquanto

difficile e mordace era stato

offeso da qualche apprez­

zamento che i suoi allievi

si erano permessi di esprì­

mere su qualche esperien­

za, e forse anche il sommo