tìsico intuiva oh»* quei giovani più freschi di energie e
più audaci nelle loro concezioni avrebbero un giorno
superato il maestro in quella idealo corsa alla risolu
zione dei sempre rinuovantisi problemi seientitiei.
In ogni modo i tre amici dovettero lasciare quei
rospitale laboratorio. Decisero allora di fondare una
società che servisse loro di luogo di convegno non
solo, ma rendesse possibile la riunione con altri stu
diosi invitati ad esporre le loro osservazioni scien
tifiche ed a discuterle a scopo di reciproco am
maestramento.
Sorso così nel 1757 la «Società tilosofico-mato-
tnatica privata » nella quale convennero presto
le migliori illustrazioni scientifiche del Piemonte,
come un Bertrandi, un Aliioni, un Gerdil, eco.
mentre come soci stranieri venivano ammessi Kuler,
Condorcet, Haller, d'Alembert eco. Il Cigna ne
fu il primo segretario ed a lui si deve la compila
zione del primo volume contenente le comunicazioni
presentate alla Società nei suoi due primi anni di
vita. Nel 1761’ Carlo Emanuele I I I conferiva poi
a questa Società il titolo di Kegia ed il suo successore
V ittorio Amedeo I I I l’accoglieva sotto la sua partico
lare protezione intitolandola « Kegia Accademia delle
Scienze » e concedendole come stabile dimora il p a
lazzo ove i Gesuiti avevano tenuto il Collegio dei
Nobili.
Cigna intanto, p u r proseguendo i suoi diletti studi
di fisica, continuava nella carriera medica occupandosi
in particolar modo di anatom ia e di fisiologia. Studiò
accuratam ente il meccanismo della respirazione nel
neonato, la stru ttu ra dei vasi sanguigni, illustri)
l’anatom ia del sistema genitale femminile e pubblicò
infine un tra tta to di anatom ia fisiologica che fu assai
stim ato dai medici dell’epoca. Questi studi gli valsero
la nomina nel 1770 a professore straordinario di
anatom ia, e nel 1775 a professore ordinario nella
stessa cattedra, succedendo al Bruni. Im po rtan ti
sono le sue ricerche sulla respirazione ed in una comu
nicazione alla Società filosofico-matematica in tito
lata
De colore sanguini* esrperimenta nonnulla
fu
tra i primi a dimostrare che il colore nero del sangue
è dovuto all'assenza dell’aria e che lo stesso sangue
poteva riprendere il suo caratteristico colore vermiglio
col solo rimetterlo ancora a contatto dell'aria. In
altri esperimenti portò profondi contributi alla sco
perta dell’ossigeno fa tta nel 1744 dal Priestley
e quasi contemporaneamente dallo Scheele. D i
sgraziatamente le teorie del flogisto (
2
) che allora
imperavano e delle quali era convinto sostenitore,
non gli permisero di raccogliere più im portanti fru tti
dalle sue ricerche e solo più tardi al Ijavoisier
doveva toccare la gloria di comprendere e di dimo
strare tu tta l’importanza dell’ossigeno nella chimica
dei corpi.
Ma
il campo d’azione prediletto dal Cigna era
l’elettricità. Di questa mirabile fona da poco tempo
erano state intraviste le più importanti caratteristiche
ed i migliori fisici lavoravano a meglio individuarlo
scrutandone le riposte leggi. Cigna si dimostrò un
ottimo allievo del Beccaria che era un’autorità in
m ateria o dedicò buona parto del suo tempo allo
studio di questo misterioso fluido. Ne rimango*
tracce non indifferenti iu diversi suoi lavori pubbfc
oati fra lo memorie della Società fisico-matematica t
fra questi m erita di essere ricordato quello intitolali
De analogia magnetismi et electricitaii» dissertatio
on
fra i primi intuisce e cerca di dimostrare la analofi
fra magnetismo ed elettricità, allora dalla più pan
dei fisici considerati come fenomeni ben distinti con
origine e manifestazioni.
Inoltre mentre è universalmente riconosciuta »
Alessandro Volta la scoperta dell’elettroforo, pir
colo apparecchio dal quale derivano tu tte le m*
chine elettriche ad induzione, è non meno geni
ralmente ignorato ohe un analogo apparecchio i
quello che più conta, i principi sui quali l’olettrofa
è basato, erano già stati scoperti dal Cigna ben die
anni prima del grande Comasco.
In fatti è del 21 gennaio 1766 la distribuzione et
il Cigna fece ad amici e colleghi dell’estratto a stanq
di una sua comunicazione
De noria quibusdam exp
rimenti* electrici*
pubblicata nel Tomo II I dei
Miscellanea philosophia> mathematica Societatis fi
vatae Taurinensi*.
In questa memoria espone le sue osservazioni i
svariati esperimenti uel corso dei quali aveva nota
l’accumularsi di elettricità in un corpo condutto
comunicante col suolo o messo in con tatto con i
coibente elettrizzato.
Aveva a questo scopo ideato un apparecchio ti
chiamò duplicatore o moltiplicatore di elettrici!
Isolata una lam ina di piombo col tenerla sospesi
mezz'aria mediante fili di seta, la poneva a contai
con una striscia pure di seta previamente elettriza
eolio strofinio. Avvicinando allora un dito alla 1
m ina di piombo tosto d a questa scoccava una sci
t illa e la seta nello stesso momento vi aderiva fori
mente. Staccando ancora la seta dal piombo ed
quest’ultimo avvicinando ancora il dito scocci
tosto u n 'altra scintilla e così via.
Vediamo ora la descrizione dell’elettroforo
S
tiano. Consiste esso in una schiacciata di resina
ci
t rizzata strofinandola con una pelle di gatto, ed
un disco metallico con un manico isolante. Ponei
il disco a con tatto colla schiacciata in modo
che
traverso lo sperim entatore comunichi colla tern
quindi sollevandolo per il manico isolante, nasce I
scintilla se gli si avvicina un dito. Rimesso di noi
a contatto colla schiacciata e ripetendo le stesse l
novre, si continuerà ogni volta a prodursi la scint
Ciò avviane perchè essendo la schiacciata carica
elettricità negativa, il disco si elettrizza per
indud
nella sua faccia superiore di elettricità
negatili
su quella inferiore (a contatto colla
schiacciata)
elettricità positiva. La elettricità
negativa si se*
a
terra attraverso il corpo dello
sperimentatore
disco sollevato per il manico
isolante rimane I
più carico di elettricità positiva che si scarica
una scintilla.
Sostituendo alla schiacciata di resina il
ni
di seta, al disco metallico la lamina di piombfl
n




