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interi. Uno dice che l'Inghilterra si arma per essere in grado di far fronte agli impegni as-
sunti con i suoi trattati. Un altro dice che è per assicurare la pace internazionale, o per dare
man forte alla Lega delle Nazioni quando questa abbia bisogno di imporre la sua autorità.
Neville Chamberlain mesi fa dichiarò che quando l'Inghilterra sarà ben armata nessun
dittatore di Stato autoritario cercherà più di cavarsi la voglia di perpetrare aggressioni agli
Stati deboli. In altre parole, l'Inghilterra sta assumendo le spoglie di guardiana della pace
internazionale.
Uno potrebbe essere indotto a ricercare da chi, ed in quale occasione, le sia 6tato asse
gnato questo compito. Altri potrà pensare che le suddette dichiarazioni ministeriali, come
quelle relative alla difesa della democrazia, abbiano soltanto importanza parlamentare. Ma
forse non si è molto lontani dal vero pensando che sotto questi nobili propositi sopravviva
l'intenzione di obbligare altre potenze a regolarsi in modo conforme agl'interessi imperiali
britannici, intesi secondo una vecchia maniera egoistica e sopraffatrice. in certe d ”
circostanza dei loro rapporti internazionali. Questa intenzione è ormai anacronistica, perchè
nessuno vuol più riconoscere egemonie, ma può darsi che l'Inghilterra non se ne sia ancora
accorta, malgrado il valore ammonitorio di eventi ancora recentissimi.
Le dichiarazioni e le decisioni del Gran Consiglio non sono necessariamente una risposta
all'accelerazione del riarmo inglese, anche se la stampa estera le ha presentate come tali,
e anche se nelle dichiarazioni dei ministri inglesi le allusioni al contrasto con l'Italia siano
spesso molto trasparenti. Esse sono piuttosto un avvertimento per qualunque potenza, e
quindi anche per l'Inghilterra, che l'Italia è risoluta a non lasciarsi imporre il volere di
nessuno, per potenti che siano gli armamenti che lo appoggiano; anche se, in futuro, si
volesse ripetere con mezzi creduti più idonei il tentativo di coercizione fattole nel 1935.
È noto che la Germania ha cessato di riconoscere la validità del patto di Locamo perchè
invalidato dalla successiva alleanza franco-sovietica. E die questa allensa è il maggiore osta
colo alla ricostituzione di un patto analogo. Ora il senatore Henry Bérenger, presidente della
Commissione degli affari esteri del Senato francese, con una nota pubblicata su
Lm Tribune
des Nations
d ell'11 febbraio, sostiene die la Germania non ha nessun diritto di rimprove
rare alla Francia questa nefasta alleanza, perchè anche essa è legata all' U. R. S. S. da un
patto di amiciaia e di mutua assistenza, ancora ratificato da Hitler nel 1933, e che si rin
nova
automaticamente di anno in anno, perchè finora nessuna delle parti l'ha denunziato nel
modo prescritto.
II buon senso dice che la denunzia di un patto ùmile, dati i rapporti esistenti fra le due
poterne, è superflua, e sarebbe persino ridicola; invece, secondo il senatore Bérenger, ex*
ambasciatore di Francia, bisogna credere die per virtù di un patto simile Tamictna tra
Germania e U . R. S. S. sia cosa lampante.




