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Per «‘numerare «l«‘«rli esperimenti singoli (li part»*ci-

pazionc. ricorderemo hi Ditta Lamelle .loubcrt,

con una percentuale del .‘il»

La Casa Kditricc

( ’haix concede il !.‘>

degli utili, ma per i*ssi*n*

ammessi a fruir»* «li codesta quota-parti* occorre

avi*r compiuto un trentennio ili attività.

Il Cotonificio V. T. ami Taylor Ltd. ili Londra,

111*1

1020

, dopo avi*r prelevalo dagli utili «l«*l-

l'azicnda l'intcrnssc d»*l rapitali* tirila misura del

ripartiva equamente la rimanenza con gli

operai.

La percentuale più vantaggiosa venne concessa

dalla Lcelaire Hrugnot Cros e C., nella propor­

zione dell'Hl " 0.

IVr (pianto concerne gli Stati l ’niti d'America

potremo rilevare alcuni dati dallo studio del

Cestri*. Kgli afferma che in numerose aziende parte-

cipazionistc. è stata adottata nei confronti delle

maestranze la percentuale del Mi

Sono poi

note le somme assegnate in bilancio dall'impresa

Derminons. Ksse variano per ciascun operaio da

lire

1

Ò

00

a lire

1

*

000

.

L'innumerevole varietà delle «piote-parti di utili

assegnate, testimonia come nel campo partccipa-

zionista >i proceda ancora un po' a tentoni. Le

organizzazioni sindacali improntate allo spirito

della lotta di classe, disinteressandosi costante-

mente del problema, ne hanno pressoché impedita

la soluzione organica.

In altri termini: il postulato partecipazionista

venne considerato una forma di... intrappola-

mento delle maestranze, che dovevano, al con­

trario, essere indirizzate verso gli obbiettivi della

completa espropriazione del capitale.

Le visioni... apocalittiche impedivano di scorgere

la realtà e di valutar»* i vantaggi morali ed econo­

mici che sarebliero risultati da questa prima eva­

sione degli o|M*rai dal regime salariale. Non ad

altro è dovuta la sistematica assenza nei contratti

di lavoro di qualsiasi cenno concernente il parte-

cipazionisino.

La situazione che consegui i* facilmente compren­

sibile: gli esperimenti furono necessariamente sal­

tuari e non poterono nemmeno effettuarsi — come

forse sari-blu* stato in«lis|iensabile — |

ht

deti r

minate categorie di industrie.

In Italia il problema parve giunto ad una svolta

propizia, allorquando la Commissione Kcoiiomica

del dopo guerra — della «piale facevano parte

Marconi, Na\a, Tittoni, Scialoia — auspicò l'in-

troduzioue nei rapp«»rti fra capitale e lavoro del

30

principio partecipazionista. In «*tfett<*, però, tale

fervidissimo voto

idui

potè concretarsi. L'irredu-

cibilc avversione dei maggiori ambienti sindacali

impedì qualsiasi vasta possibilità «li esperimento.

Ci siamo «li proposito soffermati a riassumere i

precedenti del problema partecipazionista min

tanto per abbandonarci alla vana tiritera delle

stereotipate recriminazioni, «pianto perchè dalla

spassionata valutazione «li «pianto è avvenuto era­

vamo certi di poter trarre alcune implicite de­

duzioni.

Premesso, infatti, clic uno d«*i maggiori ostacoli

frappoiientesi alla realizzazione «lei partecipazio-

nismo, deve ricercarsi nello spirito classista delle

parti in contrasto, parrà logico rilevare che esso

in pieno assetto corporativo debba ritenersi com­

pletamente sormontat«i. Alle inceppanti pastoie

pseudo rivoli

1

ìonarie della vecchia situazione sin-

dacale. sono subentrate le i«l«*«* gradualmente evo-

lut rici «lei corporativismo: per cui la riforma un

tempo paventata «piale una deviazione «Ielle pre­

poste direttive «Iella lotta «* «Iella violenza, pilo

oggi esseri* riguardata «•olile il fattivo risultati*

«lello spirito collaborazionista, estrinsecantesi in

una tangibile maggior»* solidarietà sociale fra i

vari settori <l«*lla proibizione.

\i* è fuori proposito richiamare il problema della

natalità affermando una maggiore giustizia social»*

nei rapporti tra capitale c lavoro. Il (ìran Con­

siglio, s»>giiando le precise direttive che dovranno

tradursi in disposizioni di l»*gge, ha implicitamente

schiuso il varco a «piellc maggiori e«l iu un certo

scuso continuative forme «li miglioramento «he

im iii

riguardano soltanto il salario, ma

ben sì hi

posizione social»* del prestatore d'iqiera.

Con la part»‘cipazione agli utili «Icll'azicnila si

verrebbe a creare uno stato d'animo «li maggior

collaborazione n«*lla massa o|teraia non più la

sciata al solo regime salariale, clic, come »'• mito,

ha costituito da un cinipiantennio la preoccupa -

zione maggiore dei sind:M*ati.

Il contratto collettivo

|>otreblN*

introdurre, con le

ne»*essarie cautele e tenendo presenti le esigenze

della congiuntura economica, «piesto principio.

Siamo, ben inteso, su di un terrene sp«*rinientale:

occorre muoversi con pruilenza. ma con d»*cisione,

«luplice re«piisito che contr.wldistingue ormai tutt«*

le oiterazioni del Keginie.

Ve»ln*mo in seguito alcuni nuovi as|H*tti della que­

stione in rap|H»rto aU'azionariato.

RODOLFO ARATA

A