art ista
'^
piemontese
P I N O S T A M P I N I
F
r.i i nostri iin'i"**ri «l’oggi l’ino Stampini * indub
biamente una delle figure più significative. Do
tato di personalissima sensibilità artistica, egli
sa esprimerai con un linguaggio non ancora usato.
Allievo di ( i sire Ferro, si formò aU’Accademia
Albertina, interessandosi seriamente all» varie forme
d'arte: il che "li permise poi di svolgere quella atti
vità multiforme che conosciamo. Si è infatti cimen
tato non soltanto nella xilografia, per cui ha raggiunta
la notorietà, ma anche nella pittura e nel disegno;
ha inoltre al suo attivo una produzione non trascu
rabile ili cartelloni e. specie, di medaglie. Ricono
scimenti notevoli hanno sancito il reale valore della
sua arte. Piazzatosi, ancor studente, ad un onorevole
secondo posto nel concorso per il cartellone dell’Hspo-
sizione di Torino (i<*_’N) vinceva successivamente in
un solo anno (10.55) il Premio di pittura Arbarello
(opera:
I! Pian Temire).
il Premio di S. M la Regina
|xt le xilografie di guerra (op; ra: / ;’</s
sul
>.
Michele),
il Premio della Cassa di Risparmio. jn-r non citare
che i maggiori successi.
>i faceva conoscere anche in varie mostre, le
Sindacali, l’intersindacale fiorentina, le Biennali, la
mostra dell incisione ad Abbazia, esponendo inoltre
a ll’estero (Riga. Budapest,
\ a rsa v ia , ecc.). Aveva
l’onore d ’un acquisto da
parte del Capo del Go
verno e del Ministero «lel-
l'Educazione Nazionale.
Prima sua attività fu il
cartellone. I.o abbandonò
tosto siccome
jm ic o
lisjmn-
dente alle sue necessità
artistiche. La guida di Fer
ro lo avviava alla pittura,
alla «piale si dedicò presto
con imj)egno, integrando
quella produzione con la
xilografia. Ma fu questa
ad attrarlo definitivamen
te, rivelandogli la via più
adatta jn r scoprire la pro
pria intima personalità: gli
permetteva, lo intuì tosto,
di estrinsecare quel mondo
spirituale tormentoso che
la vita stessa, di intenso
ritmo e «li profonda fede,
andava creando in lui. Era
il bisogno di scavare, di penetrare, senza pietà nè
falso pudore, quello che sentiva avrebbe potuto sod
disfare per mezzo della creazione xilografica.
L ’innata forza, tesa nella lotta, lo incitava ad
esprimersi in forme artistiche adeguate. E per questo
motivo egli 'i dedicò contemporaneamente alla me
daglia. in cui senti lo sforzo «li creare un rilievo vio
lento e potentissimo, d ’ima robustezza rara (sj»ecie
nelle medaglie per la Legione Universitaria).
Una vera trasformazione l’artista ha operato
tornando successivamente alla pittura: anche le
opere piii recenti rivelano una serenità affatto scono
sciuta alle xilografie. Egli vi dice che «piasi non riesce
a definire quest'altra sua attività artistica, tanto
gli pare diversa e discordante. Noi abbiamo osservato
una maturità maggiore ne!l'o|>era xilografica, ma ciò
non basterei)!** a spiegare la profonda metamorfosi
dello Stampini «piando egli passi dalla xilografia al
dipinto.
Ci pare invece che sia il colore ad operare
il mutament" ih /isionomia artistica,
la «piale tuttavia,
«piando il nostro avrà trovato se stesso anche in
cotesta attività, rivelerà certo le comuni radici.
Ila egli 11 senso innato della |)oesia: senso che
ritrovi nell'incisione in una forma «piasi epica. La
stessa jHHsia appare nel
dipinto in un aspetto più
sereno, anche se meno pro
fondo. K mistica, «piando
il |>cnnello accarezzi le
tinti- dolci della montagna
[Citimi> sole sul Cenino),
è contemplativa «piando
esprima l'armonia della fi
gura. A «piesto pro|x»sito
ancor meglio si osserva la
mutazione |M»ichè l'essere
umano si ingentilisce, sere
nandosi mirabilmente, di-
menticando il to rm e n to
d'anima espresso spesso
con rara efficacia nelle in
cisioni: non più le figure
disformi e corpose, prepo
tenti tino a riempire «li sé
«piasi tutto lo spazio, solo
lasciando breve respiro allo
sfondo e«l all'ambiente, va
ganti cupe in un vivo con
trasto di luci e «li ombre
(si osservi l abilità dell'ar-




