Le tre « sonate » di Giovanni Brahms ci furono
offerte dal violinista Leo Petroni, assai più conosciuto
all’estero che in Italia. Bella cavata, equilibrio e
pensosità, aderenti allo stile del compositore tedesco
che in queste « sonate » ci dette un saggio dell’arte
sua a volte un poco dispersiva e dottrinale.
II quartetto Busch ha ritrovato ancora una larga
eco
di risonanza fra noi per la mirabile fusione.
• • •
Un bel ciclo ha pure organizzato il « Gum », inau
gurandolo con Bronislaw Huberman. A tanto nome...
Successo, come era facile prevedere, trionfale. Ed
inizio con un doveroso omaggio al compianto Ottorino
Respighi, colla « sonata in si minore ». Collaboratore
Jacob Gimpel, in pagine di Bach, Beethoven, Ssi*
manowsky, Chopin, Brahms. Altrettante « firme » che
attesterebbero da sole sull’assoluta serietà artistica
dell’interprete.
E musiche italiane venivano incluse pure da Karl
U. Schnabel, col Rutini, il Martini, il Paradisi, insieme
alla « sonata op.
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» di Beethoven, a pesai di Men-
delssohn e di Lisst.
Il Duo Bormioli-Semprini: piacevole diversivo;
accanto a Bach, Zipoli, Schubert, Albenitz e Rossini,
la « fantasia sui classici del jass ». Esecutori non solo
tecnicamente solidissimi, ma vivaci e ben compresi
di questo genere spregiudicato che esige una grande
prontezza di spirito e una malleabilità capace di rive*
lare, attraverso all’apparente meccanismo, l’anima e
10 stile di musiche spesso caricaturali e parodistiche.
La giovane e ben dotata pianista Anie Fischer
si affermava decisamente nella t toccata e fuga » in
do maggiore di Bach, offrendoci in seguito e quasi im
provvisando, per cambiamento improvviso di pro
gramma, 1’ «appassionata» di Beethoven, e poi Schu
bert, Chopin e Lisst.
Il « Gum », nell’intento di favorire i giovani, of
frendo loro motivo a presentarsi in pubblico, chia
mava due musicisti licensiati recentemente dal nostro
Conservatorio: il pianista Ettore Mando, allievo del
M° Gallino, ed Eros Ferrarese, allievo del prof. Bei-
lardi. Serata festosa.
Cogli stessi intenti, volti a valorizzare i nostri
concittadini, il
• Gum »
invitava il giovanissimo vio
linista Ferruccio Scaglia, che, pure allievo del Conser
vatorio, col Prof. Beffardi, otteneva l’estate scorsa
1 diploma a pieni voti. Un programma rispettabile,
ove,
tra l’ahro figuravano una sonata di Fanré, il
« Trillo del diavolo », la « ciaccona > di Bach per vio
lino
solo. Impressione oltre ogni dire favorevole, cosi
per il possesso della tecnica, quanto per la maturità
artistica. Cooperatore valente il M. Sandro Fuga.
Allieva di Virginia Ferni-Germano, per due sta
gioni al Teatro alla Scala, e premiala nel giugno
del ’36 al Concorso internazionale di canto, a Vienna,
e con un attivo di brillanti successi, in concerti, la
nostra concittadina Marisa Merio si presentava —
collaboratore il M° G. F. Ghedini — in una eclettica
collana di liriche di autori italiani: il Lualdi, l’Alfano,
il Ghedini, la Giurianna ed in altre pagine di romantici
tedeschi e di Mussorgsky. Accoglienza cordialissima
e richieste di
bis
di un pezzo del Ghedini.
Con Beethoven, Haydn, LocateUi, Granados, Pop
per, il violoncellista Arnold FOldesy ritornava fra noi,
accolto con cordiale simpatia. Come degna di grande
interesse si mantenne la seduta di Arthur Rubinstein.
Con Bela Bartok col noto « allegro barbaro », un fram
mento della «Turandot » di Busoni, e la «Polka » di
Sciostakovic egli eseguiva pagine classiche e romanti
che: la «toccata in do » di Bach, gli «studi sinfonici »
di Schumann; altre opere, ancora, di Chopin, di Gra
nados e di Albenitz.
Nei mesi venturi altri concerti di violoncellisti, fra
cui Benedetto Massacurati e Antonio Saldarelli, inse
gnante al Liceo Musicale di Bari, artista di cui si dice
un gran bene.
Per la prima volta in Italia verrà il cantore negro
americano Aubry PanL-y, specializzai»
gli t Spi
ritual songs ».
Torinese, Ercole Rovere ritornerà fra noi, lasciando
per un istante la carica di violino di spalla al Reale di
Roma, ottenuta recentemente dopo aver coperta quella
di primo violino, dal 1927, al nostro Teatro Regio.
Artista pensoso, modesto e di grande valore. Un altro
concerto di violino sarà offerto da Attilio Ransato.
Vico La Volpe, chiamato da Mengelberg « pianista
fenomeno », ed Arturo Rubinstein ci daranno saggi
in due distinte sedute: quest’ultimo con programma
di musiche prevalentemente di attualità.
La musica d’insieme è rappresentata dal • Trio
Rossi-Campaiola-Oblach », formato con artisti bolo
gnesi, e da due concerti che saranno organizsati dal
M° Luigi Gallino, del nostro Conservatorio.
• • •
Ricca è la messe degli « Amici deOa Musica ».
Esordio promettente col « Sestetto Pohronieri »,
di cui Canno parte Alberto Pohronieri (1° violino),
Ercole Giaccone (2° violino), Giuseppe Alessandri
(viola), Antonio Valisi (violoncello). Luigi Amodio
(clarinetto) e Sandro Fuga (pianoforte).
Con opere di Moaart e di Bmhms, ecco In nnovu
composizione di uno dei nostri reputati anteri di
musica da camera: Maro Castafcauovo-Tsdeeoo: il
« quintetto in & minore », per archi e pianoforte.
Creazione densa e sopratutto vibratile e comunicativa
nei due tempi di msuao.
A Beethoven erano dwHeate tre
nate * per violino o pia noforte. D c




