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A R T I G I A N A T O

BPLCMIZICIIII IHI

( I S I MOSTRA

ARTE ORAFA

Antichissima è l’arte orafa; così antica che le sue

origini si perdono nella misteriosa oscurità dei lon­

tani tempi preistorici. Il più antico gioiello a noi

noto — quello trovato negli scavi di Abhidos —

pur risalendo al 5000 avanti Cristo rappresenta già

un piccolo capolavoro d’arte e di tecnica che fa in­

travedere dietro di sè forse secoli di maturazione.

L ’oreficeria fu in grande onore presso tutti gli

antichi popoli orientali, gli egizi, gli ebrei, gli assiri

e babilonesi e sembra che da questi —e specialmente

dagli assiri e dai fenici — apprendessero i greci i primi

elementi della lavorazione dei metalli preziosi ch’essi

portarono ad un altissimo grado di perfezione. In

Italia le origini dell’oreficeria risalgono agli etruschi,

l’enigmatico popolo che, scomparso nell’urto fcon

Roma, portò nella tomba il segreto del suo linguaggio.

Da essi appresero i romani gli elementi dell’arte orafa

che seppero poi fon­

dere con quelli elle­

nici e con quelli ispi­

rati loro dal bel cielo

d’Italia, più azzurro

degli azzurri zaffiri,

e dal riso della terra

ferace.

Le invasioni bar­

bariche prima e il

trionfo poi del Cri­

stianesimo — predi­

catore di umiltà e di

eguaglianza — fecero

rapidamente decade­

re l’oreficeria che vis­

se solo più per esal­

tare —nelle stupende

pissidi, negli osten­

sori ricchi d’oro e di

gemme, nei preziosi pannelli delle chiese tutti fioriti

di sottili ricami — con l’inanità della vita umana,

la sovrana maestà, la gloria immortale di Dio.

Passato però il medioevo ascetico, tutto racchiuso

nell’adorazione del simbolo e dello spirito, nel rigo­

glioso rifiorire del Rinascimento l’arte orafa assurge,

di nuovo in Italia, alle più alte vette.

Quasi tutti i grandi artisti dell’epoca interessano

direttamente od indirettamente l’arte orafa. Basta

ricordare come sintesi di questo periodo la tipica

figura di Benvenuto Celimi, poeta ed avventuriero,

scrittore ed artista, insuperato maestro del cesello,

dello sbalzo, del conio.

Tutte queste interessanti notizie sui corsi e ricorsi

storici dell’arte orafa li ho spigolati da un libro:

L ’arte orafa attraverso i tempi

per caso scovato tra

un mucchio di vecchie riviste, in una chiara saletta

dove mi trovavo in

attesa dell’artigiano

Felice Blua espertis­

simo nell’arte di la­

vorare i metalli pre­

ziosi.

Il

suo arrivo però

mi

ha

costretto

a

fare

un piccolo saltoattra- |

verso il tempo pas­

sando bruscamente;

dagli squisiti

dell’arte del Ri

mento a quelli —

pur più modesti

dell’arte orala

dema. Dopo i

venevoli d'uso

l’c

mi precede, attrai

so una sala

.......... .....