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a dire, ed un ciclo eloquente, uel quale aleggia lo

spirito del musicista in tutta la sua potenza, rivelata

in àmbito apparentemente modesto, ma recante pal­

piti e fremiti di drammaticità e di commosso lirismo.

Interpreti Marcel Maas, al pianoforte, ed il violi­

nista Alfred Dubois.

Brahms, Beethoven e Pizzetti ci venivano ancor

presentati dal Trio di Budapest; una buona accolta

di strumentisti rivelante studiosità e comprensione.

Ed ecco ancora due •<attrazioni » singolari. Una

costituita dal uQuartetto di saxofoni di Parigi » e

l'altra dal concerto-profilo di Franco Da Venezia.

Il « Quartetto » recava una nota insolita, consueti,

come siamo a sentire lo strumento come solista nel-

l'orchestra-jazz o nelle orchestre grandi, colle altre

famiglie di legni. Quivi, invece, si tratta di una fa­

miglia unica, analoga, salvo, naturalmente, la diversa

natura, al quartetto vocale od ai quartetto o quintetto

di viole, di classica memoria. Vi ritroviamo la stessa

« partitura »; un saxofono soprano con Mule, il con­

tralto con Romby, il tenore con Lhomme ed il baritono

con lo Chauvet.

Organismo che sta a sè e che vive di una infinità

di impasti, veramente suggestivi. Oltre a musiche

trasferite, ne udimmo altre scritte appositamente. Un

buon campo di esperienze pei compositori, anche sotto

cotesto aspetto.

Ottima cosa i concerti profilo, in collaborazione

col Sindacato Interprovinciale Musicisti.

In attesa del prossimo che ci presenterà Sandro

Fuga, allievo, al Liceo Verdi, di Franco Alfano, e

Renato Russo, diremo con piacere di Franco da

Venezia e del sostanzioso programma, cui egli, come

collaboratore, partecipava, al pianoforte.

Alcuni pezzi pianistici, già conosciuti e che risal­

gono al 1911, alcune liriche di data press'a poco

uguale, si alternavano con altre recenti e con due

sonate, una per violino e pianoforte, premiata dalla

Reale Accademia Filarmonica di Bologna nel 1935;

la seconda per violoncello e pianoforte dell'anno stesso,

entrambe di prima etecuzione. Abbiamo così potuto

rilevare l'ascesa compiutasi nello spirito e nella sen­

sibilità dell'artista in quest'ultimo venticinquennio.

Collaborarono amorevolmente il soprano Paola

Della Torre, Gilberto Crepax ed Enrico Pierangeli.

Il «Quartetto Gertler », di cui fanno parte Endrè

Gertler (1° violino), Pierre De Groote (2° violino),

Lazio Reve«z (viola) e Marcel Louon (violoncello), re­

cava, con Mozart e Beethoven, una « Suite mirica »di

Alban Berg. novissima fra noi, sebben scritta una de­

cina d'anni or sono. Se ne comprenderà subito lo

stile, quando si soggiungerà che il Berg fu allievo di

Arnold Scbomberg.

Graziella Valle-Gazzera, in collaborazione col Mae­

stroG.C.Gedda, toccò pagine nostre setteottocentesche

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con Falconieri e Carissimi, Bellini e Cagnoni, per giun­

gere, dopo Grieg, Humperdinck. a WolfF, a Debussy,

De Falla; ovunque apprezzata per la proprietà di

stile e l'intelligente interpretazione.

Fra tanta dovizia non poteva mancare una serata,

almeno, atta a porre in luce la musica organistica,

la quale conta un repertorio vasto ed in gran parte

inesplorato. E opportunamente si provvide, invitando

l'insigne organista M° Ulisse Matthey che avrà a lato

Enrico Pierangeli. Pezzi per organo solo di M. E. Bossi,

Haendel e Franck si alterneranno colla « sonata in re

maggiore » di Corelli e col « concerto in la minore »

di G. S. Bach. Occasione propizia per riudire il magni­

fico strumento che il Conservatorio possiede.

Federico Chopin sarà esposto da Raoul De Koc-

zalski, considerato l'interprete ideale del grande com­

positore polacco. Egli ci farà passare in rassegna tutte

quelle creazioni in cui Chopin ha trasfuso tanto alito

di poesia ed espresso stati d'animo così diversi, dalle

guerriere polacche, ai sognanti notturni, agli studi,

ai preludi, sino alle mazurke ed ai walzer, danze,

per così dire, volatilizzate...

In materia di canto ecco poi Chiarina Fino-Savio

con le canzoni piemontesi di Leone Sinigaglia e, in

seguito. Carolina Confalonieri.

La parte corale è rappresentata da due accolte di

gran nome: il « Quartetto vocale russo Kedroff », che

i torinesi già conoscono e che riudranno certo con

gioia, e dalla « Corale Palestrina » di Budapest. Cento

voci, guidate dall'eminente direttore Edwin Fischer.

Rimangono da fissare due concerti italiani. Dopo

i quali la bella serie si chiuderà coi « Comedian Har-

monists », sestetto di cinque voci e pianoforte, con

programma di musiche tedesche popolari e di canzoni

composte per i più celebrati films.

* * *

Illustrati così, nomi ed opere e scopi di queste

Associazioni veramente benemerite, dalle quali esula

ogni scopo di lucro, e che offrono con abbonamenti

irrisori, se si calcola il numero di concerti nell'anno,

occorre ancora ricordare a titolo di lode e di compia­

cimento che la nostra Civica Amministrazione, in virtù

di un articolo della convenzione stipulata col Governo

all'atto del passaggio dell'istituto alle dipendenze del

Ministero dell'Educazionc Nazionale, si è riserbato l'uso

della Sala e della Saletta.

. Concedendo gratuitamente Sala e Saletta, e sussi­

diando con un annuo contributo le Società stesse, il

Comune continua nella sua simpatica forma di mece­

natismo ed asseconda cosi l'opera di queste Società.

Opera meritoria, verso la quale i torinesi si dimo­

strano, coll'adesione spontanea, grati e sensibili.

m irro

m u s a