S P O R T
C I CL I SMO
I
l ciclismo — clic il Duce si è compiaciuto «li
definire « sport (la poeti » — va tenuto in
debita considerazione non soltanto per la
larga popolarità di cui si vale, come vero sport
del popolo, ma anche e soprattutto perchè si
affianca a una fra le più fiorenti industrie italiane.
La città di Torino poi, rispetto al ciclismo, vanta
lenissime tradizioni e
|
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i campioni suoi famosi
e jH*r le importanti manifestazioni, alcune delle
(piali ultra ventennali che sopravvivono tuttora.
Enti, Società. ( «ruppi Aziendali e Dopolavoro
hanno sempre dato largo appoggio al movimento
ciclistico e ne fanno fede l’acquisto del Motove
lodromo Torinese da parte del Comune ed inizia
tive di vario genere come ad esempio l'istituzione
del « Trofeo del Direttorio », da parte del Commis
sariato della Federazione ciclistica, da mettersi in
palio fr.i le Società jn-r la rinascita della pista ed
intine il recentissimo intervento deU'autorità che
è valso ad assicurare l’arrivo di una tappa del
diro d'Italia a Torino.
Nell’annuale riunione del Commissariato pie
montese della Federazione ciclistica, j>er la com
pilazione del calendario corse, sono state preven
tivate 107 gare, 36 delle (piali si disputeranno a
Torino. Va rilevato che taluni sodalizi hanno ancora
da fissare la propria attività futura, tra essi i
Fasci Giovanili che da un paio d'anni a questa
parte svolgono la maggiore attività rispetto alle
Società dell'intera provincia. Indi(*e migliore della
futura attività dei Fasci Giovanili è dato dall'alto
numero di tesserati alla F. C. I. |K*r il Comando
Federale di Torino: 500 corridori. I^e principali e *
tradizionali gare, quelle cioè che formano il patri
monio organizzativo ciclistico di Torino — il Giro
del Piemonte e la Milano-Torino — sono state man
tenute in vita, ma il numero maggiore delle corse
è dato da quelle riservate ai dilettanti ciò che
dimostra il grande interessamento delle Società |M*r
(piesta categiria.
ritimumeute si sono registrate delle novità in
seno ai sodalizi. Ad esempio è scomparsa l'A. S. Leu
mann che è passata armi e bagagli al Circolo Spor
tivo Dora di Collegno, il (piale, forse perchè ha la’*
fortuna di possedere una pista propria, intende
dedicare gran parte della sua attività ai velocisti,
senza |M*raltro trascurare la strada. L> S. C. Itiagio
Nazzaro ha smobilitato i corridori della strada per
cui l'attività del Sodalizio sarà volta soprattutto
alla pista. È risorta dal letargo in cui era caduta
l'anziana Ucat che si ripromette un’ottima ripresa.
Il Dopolavoro Maggiani, che in meno di un anno
dalla sua fondazione ha fatto passi da giganti,
ha reclutato, oltre molti stradisti, «piasi tutti i
velocisti disponibili in favore dei (piali svolgerà
molta attività. 1 più forti raggruppamenti di cor
ridori per l’Anno XV sono quelli del (5. S. Fiat,
d e llT . S. Ausonia e della S. C. Vigor che organiz
zerà con la
Gazzetta <hl Popolo
il Giro del Piemonte,
prova valevole per il Trofeo deU'Ini|»ero. Di non
trascurabile importanza sono poi le squadre di
stridisti della Piemonte, dell'A . S. Paracchi, del
Pedale Chierese e del G. S. F. Venaria.
L'aj»ertura della stagione ciclistica in Francia
ha fatto intanto registrare due lenissime vittorie
di corridori torinesi, fascisti e Militi di Legioni di
Inorino: Canuisso e Martano, rispettivi vincitori
dei « Criterium » di Nizza e Cannes, davanti ai
rappresentanti di 4 Nazioni. Il ciclismo torinese,
che fra poco dominerà la scena degli sport estivi,
ha così aperto la sua stagione con due g.Miime che
vanno ad aggiungersi alla sua già ricca collana di
vittorie. Da ciò v’è da trarre i migliori auspici per
l'avvenire.
SILVIO VA*ETTO
A
risolvere se non totalmente almeno in gran
parte il problema ospedaliero della città e par
ticolarmente quello dei servizi d’urgenza me
dico-chirurgici hanno contribuito in passato l’Ospe-
dale
Martini e l’Astanteria. Anche ora, che funzio
nano in pieno il nuovo Ospedale di San Giovanni
alle Molinette, e le annesse cliniche universitarie, i
due
nosocomi Martini occupano nel bilancio dell’as
sistenza sanitaria cittadina un posto cospicuo poiché
provvedono direttamente a servire zone periferiche di
grande importanza quali quella di Borgo San Paolo
e quella della Barriera di Milano, dense di popola
zione operaia, e che perciò, specialmente nel campo
infortunistico, dànno una rilevante percentuale di la
voro ai servizi di pronto soccorso.
Non molti sanno in quali circostanze e quali fun
zioni hanno svolto in un periodo in cui — come si
è
detto — il problema ospedaliero di Torino era par
ticolarmente assillante, questi due ospedali passati
in proprietà del Municipio, il quale ne ha recente
mente affidata la gestione per due anni all’Ammini-
strazione delTOspedak di San Giovanni.
11
nome che i due nosocomi portano è quello del
loro fondatore, il comm. prof. Enrico Martini. Il
valoroso chirurgo, allora giovanissimo, univa alla
passione per la professione che si era scelta, delle
valide qualità di organizzatore e «’ amministratore.
Con spirito audace, egli seppe prevedere quali
sviluppi avrebbe raggiunto la città che nel iqio,
quando egli era ancora assistente di chirurgia presso
l’Ospedale di San Giovanni, già delineava la sua
forte struttura industriale, quindi faceva presagire
sempre nuova affluenza di masse operaie che per
ragioni economiche e di lavoro avrebbero cercato di
accasarsi alla periferia.
Durante i servizi di guardia, nella sala dei pronti
soccorsi al San Giovanni, il prof. Martini aveva
potuto constatare come il trasporto di un ferito da
una zona lontana ne aggravasse le condizioni e
qualche volta, specialmente nei casi di emorragia,
divenisse letale. Anche questa constatazione ebbe
grande influenza sulla sua decisione. Egli progettò
di costruire dapprima un ospedale alla Barriera di
San Paolo riservandosi dopo quell’esperienza di edi
ficarne un altro alla Barriera di Milano.
11
primo fu inaugurato il
22
novembre del
1911
:
aveva la capacità di
50
letti ed era dotato di guardia
medica, sale d ’operazione, ambulatori, gabinetti di
esami, farmacia, cappella, ecc. Il prof. Martini aveva
posto
25
letti per malati di chirurgia a disposizione
del Municipio e di malati poveri, e
10
letti erano
stati fìssati dal Comune.
Awlalcnia sanitaria cittadina
La storia degli
Ospedali Martini
dal registri defl
servizi d’urgenza
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