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T E A T R O

Un mese teatrale densissimo di novità

e di riprese, con molte prime italiane,

sotto vari

riguardi,

interessanti.

La Compagnia I>e-Sica-Kissone-Melnati

ha rappresentato aU'Altieri «

Hirima

<> l'amore e il caso » di G. Contini. Il

romanziere Rolx-rto ha preso in fitto

una casa di campagna di proprietà del

conte Renato, per vivere tranquilla­

mente alcuni mesi e scrivervi un ro­

manzo. Ma ecco che la sera gli capita

in casa Kvelina, una ragazza liella e

gentile, la quale non sapendo della par­

tenza del proprietario della villetta e suo

tutore è venuta a trovarlo. Klla è inna­

morata dell’ispido e barbuto Renato. Il

tempo piovoso, la sera avanzata consi­

gliano E velina a trattenersi. Rol>erto vede

cosi concretarsi le condizioni favorevoli

per un'avventura. Non avviene, però,

nulla: e ognuno trascorre la notte chiuso

nella propria stanza. Al secondo atto

riappare Renato, il quale ha rinunziato

al suo progotto di viaggio. Evelina per

ingelosirlo dal momento che lui la sfugge

e la trascura, prima civetta, poi se ne va

via con Roberto. Ma anche questa volta

si tratta di una convivenza da buoni

amici, assolutamente platonica, senonchè

Evelina si appassiona al gioco e lo spinge

fino al punto di far sapere a Renato che

lei e Roberto si sono sposati. (Juando i

finti coniugi vanno a far visita a Renato

nella villetta la sua ex-pupilla trova un

individuo cambiato: è divenuto mon­

dano, intraprendente. Tanto intrapren­

dente che adesso si accorge delle molte

grazie di Evelina e si ficca in testa di se­

durla. Alla ragazza finalmente disgu­

stata. non resta che rifugiarsi nell'amore

placido e rispettoso di Roberto. La com­

media tessuta su una sene di casi e di

personaggi di cui è evidente la stranezza

è impostata su toni farseschi; ma è priva

di vivacità e di movimento. Accurata

la recitazione della Rissone. del I)e Sica,

del Melnati.

La stessa Compagnia ha rappresentato

un'altra novità « Uno più due » di L.

Chiarelli. Lucy Stubb è una ricca e gio­

vane impulsiva che vive nell'ambiente

cosmopolita di S. Remo ed ha un gran nu­

mero di corteggiatori. Fra gli aspiranti alla

sua mano ed alla sua dote sono il galante

conte Pino Chicco e l'ingegnere Stefano

Lesca. un po' timido ed impacciato.

Lucy, che ha un temperamento vanesio,

si destreggia fra questi pretendenti

quando capita in quella società cosmopo­

lita e bizzarra uno strano tipo. £ Igor

Bxadkin. un russo. Fra le sue altre sva­

riate qualità ha quelle di essere un

abile

chiromante.

Lucy

lo induce

a leggerle

la mano.

E

il russo le nvela che lei avrà

due manti:

il

primo morirà subito dopo

le nozze, mentre il secondo vivTà vita

lunga e febee. Naturalmente di fronte

ad una rivelazione cori inattesa e sensa­

zionale i due corteggiatori sentono venir

meno il loro entusiasmo. Ma alla fine il

Lesca che è sul serio innamorato si de­

cide a correre il rischio e prega Lucy di

sposarlo: alla sua felicità basteranno

anche pt*hi minuti. Ma ecco che lo slancio

quasi eroico drl pertinace pretendente

è premiato: e la bella straniera lo ripa­

gherà di un affetto che durerà tutta una

vita. Che la fatale profezia si è già avve­

rata: Lucy è vedova, ma pulzella, avendo

perduto il marito in una sciagura auto­

mobilistica poche ore dopo il matrimo­

nio. Il lavoro, definito dall'autore farsa

sentimentale è brioso e tutto pervaso

di una leggera e sprizzante lepidezza, è

stato recitato con vivacità ed adegua­

tezza di toni.

La Compagnia Ruggero Ruggeri ha rap­

presentato al Carignano una novità ik

V. Tieri: « gualche cosa ili me*. Il gior­

nalista Gustavo Rea, direttore de

II

Tempo

sta conducendo un'accanita cam ­

pagna contro un paese nemico. Egli ha

una figlia Marcella, che ama teneramente;

ma assorbito coni'è dalla cure e dalla pas­

sione giornalistica non ha m<xlo d ’occu-

paisene. La affida ad un'istitutrice, la

signorina Mauret. Marcella ormai non è

più una bambina ed è sensibile alle se­

duzioni della vita. Sicché quando l'isti­

tutrice le presenta un ufficiale della na­

zione contro cui il Rea quotidianamente

si scaglia, accetta le sue premure e la

sua corte Qui scoppia lo scandalo. Un

piccolo giornale avversano de

II Tempo

rivela, nei ternani più informativi i rap­

porti che corrono tra la figlia del diret­

tore e l'ufficiale. Interviene la questura,

l'ufficiale e l'istitutnce sono arrestati;

il Rea è invitato a giustificarsi al M ini­

stero dell'interno: anche su di lui pesa

il sospetto di spionaggio. Finalmente si

fa la luce: le accuse contro Marcella ed il

vecchio giornalista si dissipano, ed egli

tom a al suo posto di comliattimento

confortato dalla vicinanza e dalla solle­

citudine amorosa della figlia. Il dramma,

costruito con sobrietà di linee ed incisi­

vità di situazioni, ha avuto da R. Rug-

geri un'interpretazione commossa ed ef­

ficace. Il Ruggeri è stato degnamente

coadiuvato dalla Bagni, dalla Marchiò,

dal Bianchi, dal Camabuci. dal Martelli.

La Compagnia Emma Gramafica-Be-

nassi ha rappresentato al* Carignano:

• Isa, dove vai • », una novità di C. V. Lo­

dovici. £ una commedia delicata e sen­

sitiva che

potrebbe definirsi,

se

ancora

i

generi con

la varietà delle loro rrrpzioni,

riuscissero a rendere un significato unico,

di genere intimista. Isa è la moglie amo­

rosa

e soave di Marco, tipo di nomo rude,

intraprendente, deciso. In casa dei due

c'è

Luca, devoto e fedele aiuto di Marco,

a cui questi affida la realizzazione dei

suoi progetti. £ naturale perciò che Isa

pensi a vincolarlo tempre più nell'am­

bito famigliare dandogli tu moglie la

so-

rella Diana. Ma ecco che il cuore di Isa

ha uno smarrimento ed una sensazione

«li gioia quando apprende che lui rifiuta.

Ella ha a momenti la nozione precisa dd

suo sentimento, però, pudica e dibattuta

coni'è. non osa confessarselo. Diana, al

contrario, gelosa, intuisce e non si perita

di informare Marco. L'uomo, anche in

questo caso, adopera la sua istantanea

risolutezza. Manda Luca a sorvegliare

certa impresa lontano, invita Isa ad una

spiegazione. Qui l'uomo si smarrisce: si

trova dinanzi un'anima schiva e segreta,

ormai irreparabilmente offesa e contami­

nata dal sospetto; e perduta

jkt

sempre,

l a commedia fondata su toni morbidi e

tenui, circonfusa di un autentico alone

di poesia, d'una tessitura psicologica tra­

sparente è stata recitata da E.Gramatica

e da M. Benassi con molto ini|>egiio ed

aderenza.

Ha lasciato il Carignano la compagnia di

Emma Gramatica e Memo (Cenassi, do|K>

averci fatto dono di lielle commedie,

magnificamente interpretate. Una re­

cita ancora della commedia intimista

crepuscolare di Ludovici (edita da

Sie~

>iano

in febbraio, non aprile, come mal

indicammo la volta scorsa); una de

« L ’urlo», di IV Stefani e Cerio, comu­

nemente definito come un giallo — ter­

mine la cui accezione ha ormai assunto

una cosi vasta portata, da potervici far

rientrare anche l'«Edipo Re» di Sofocle — ;

• Generalissimo» di Molnar. « l a Da­

migella di Bard » di Gotta — chiara

commedia descrittiva, ma di fama forse

superiore ai meriti -, ■Serafina la de*

vota », di Sardou, sempre interessante

pezzo... archeologico: ecco le loro ultime

rappresentazioni a Torino. L'eccellenza

degli atton e i prezzi bassi hanno procu­

rato loro una buona accorrenza di pub­

blico che giustamente non ha lesinato

gli applausi.

Una rivista. «Tutt'altra cosa», ha poi

tenuto il campo per tieneficenza con

notevoli successi. Macario del pari ha

continuato ad intonare il suo • Do (di

gambe) » al Rossini. È Macario un comico

che quando vuole sa pur essere un artista:

divertente lo è. di regola, sempre... e spe­

ciale poi nel farci veder le stelle (della

sua compagnia). Non taceremo la spassosa

rivista del Guf (al Chiarella), che n-

prende la tradizione «li quella spensie­

ratezza goliardica spumeggiante divenuta

ormai cosa di leggenda.

Govi ha resistito vittoriosamente

al-

l'Alfien col • Bar dello Sport » di Salvini

giunto non so se aU’undecima o dodi­

cesima replica, e con » Gustavino e Pas

salaequa » di Canesi, • Giustin l’aciocchi »

di A. Marone, « Quella buon anima *

di

l*almenm

e

« Bocce » di Acquatone,

le

quali tutte ricordiamo qui meramente per

amor

di

cronaca. Non ci resta che prender

atto dei gusti del pubblico, sopratutto por­

tato verso le riviste e le commedie che

lasciano tranquilli, vellicando con «empii- J

cita gii affetti, anche nel senso della cuoi*

mozione, meglio se del nsn.

.Itorgs'

j