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R I C O M P A R S A D I A D A 31 (

N

on si può diro che Ugo Betti sui un poeta fe­

condo, se si giurila al numero e alla densità

dei suoi libri di versi. Dal

191*2

ad oggi, tre volumi:

Il re pmxieroxo (1

Canzonette-La Morir (1931*),

e, recentemente l'inno e Donna. Ma l'go Betti è

uno di <|iici poeti — e s'indovina da mille piccoli

tradimenti che maliziosamente arridono dai suoi

versi — che esercitano una estrema sorveglianza

sopra sè medesimi prima di offrirsi in pubblico.

<’osichc non ci stupiremmo se per ipotesi venissimo

a sapere che egli abbia i cassetti traboccanti di ma­

noscritti poetici: anche se la scelta è stata quanto

mai esigua e parsimoniosa.

Dicevamo che s'indovina «la mille piccoli tradimenti;

“ non si direbbe a una prima lettura, tanto il verso

è spesso volubile, e il suo giro scorrevole; in realtà

abbiamo dinanzi uno «lei più s«|uisiti maestri del

ritmo che possa contare la nostra o«licrna lettera­

tura.

La stessa squisitezza che si avverte nella modulazione

interna «lei verso è naturalmente consona a tutto

quanto il suo mollilo. Il mondo poetico di Betti è

qualcosa di estremamente agile, morbido e vivo; e

non è monotono, anzi si schiarisce e si acqueta in

una luce più calma e diffusa, mano a mano che gli

anni crescono, e «Migli anni l’esperienza sofferta

«Iella vita. Perciò «|uesto nuovo libro è anch'esso,

come i «lue preeedent i, una rivelazione: rivelazione

di un cangiamento assiduo e riservato, che attende

per rivelarsi le sue fasi culminanti; ed ogni libro

compiuto c per esso come un'alba che salga a rischia­

rare dopo una notte inquieta un paesaggio cangiato.

La prima apparizione «li Betti lo rivelò un poeta

«li visioni tial>esche e di incubi «lolorosi: motivi leg­

geri. volanti tremavano a volte nel soffio della sua

|HM*sia, come un ondeggiamento di rosei veli appa­

renti e scomparenti ueU'omhra. Poi quella leggera

e incerta trama comincio a connettere le sue maglie,

a«l acquistare estensione e rilievo, e si giunge così

a quest'ultimo volumetto dove la varietà «Ielle evo­

cazioni e delle fantasie è non solo tenuta insieme

«la un tenue filo, ma sostenuta da una lineare, anche

se molto semplice, impalcatura di pensiero. Non è

un'impalcatura molto robusta, che Betti ama assai

più dimenticarsi in un vago simlxilismo, anziché

soprassedere a se stesso e reagire: ma v'è come un

tendersi di sottili cartilagini che sezionino e ehiu-

«lauo il suo piccolo universo dandogli una confi­

gurazione chiara e definita.

L'esigenza a cui Betti ha risposto si denuncia su­

bito: trascorrere dalla lirica all’epica, nel senso di

uscire dall'interno verso l'esterno; dilargare il piccolo

àmbito «Ielle sofferenze e «Ielle speranze fuggevo|

ed abbracciare tutta l'umanità e tutto il cosmo

Perciò quel titolo — Tomo e Donna — «la storiJ,„|.t

ito a comporre i suoi film su temi di

universale; perciò l’avvio così remoto, che si rifi

veramente

oh oro

, risuscitando il pa«lre Adam#

dalla mota ond'eblH* vita. Col titolo fatto precedei!

a queste nostre righe abbiamo voluto richiamali

l'attenzione proprio su questo biblico ritorno, fatt<

esteriore se si vuole, ma significativo.

11

lettore intuisce facilmente che Betti non s'è po

preoccupato di raccontarci passo passo la storia <ld

mondo. Le tappe sono presti» bruciate, ma ritorni

da capo a fondo il senso variamente doloroso

sereno «Iella vita goduta, sofferta e scrutata in ut

tinnì comunione «l'affetti con l'umanità intiera

Dopo Piiscoli e Cozzano, non conosco alcuno de

poeti contemporanei che possieda meglio di Betti li

facoltà d'intuire l'uomo nella sua posizione di esili

creatura librata suU'orlo «leil'universo, accompa

guato nella sua jiericolante vita «lalle misteriose voc

«Iella terra e dalle silenziosi catastrofi stellari.

La tersa chiarità «li rappresentazione che risplemk

in alcune liriche non si ridette peri» in tutto il libra

In genere, sembra che un languore morbido e av

volgente, una vischiosa sostanza intrisa di lacrimi

e di sudore l«» pervada; e spesso un odore di zolli

e di erl»e che inebria e opprime, come certe ondata

di profumo respirate nei campi <|uando il corpo

stanco e il vespro smorza, colla luce, ogni ardoi

vitale. Tutto ciò fuso in un tono nuovo, più coi

deliziale, più persuasivo. Ancora qualche leggera tini

di estetismo; qualche malinconica nostalgia cr

puscolare; e frequenti ricordi pascoliuiii; ma sol

venature appena j>ercettibili.

A chi non pretenda «l'incontrar»» l'arte ad ogni volti

di pagina, «* «{uesto un libro che consigliamo. G

incontri som» qui abbastanza fre«|ueiiti, e sono dui

dei <|uali, in tempi di penuria, bis«»gna essere part

«-«ilarmente grati. Di «{uesto, per esempio, che

trova <|uasi all’inizio del libro (Pe«*cato originale

e di cui vogliamo fare ««maggio al lettore chiudenti

questi* brevi note:

« La luce sopra i calmi mari - Lentamente si diffua

- Dormivano c«»me f«»glie chiuse - I contincn

solitari. - K s'inoltrarono le due creature, - Sbigo

fife, tenendosi per man», - Dentro i silenzi e

frescure. - Ai loro passi, come una colomba - Sn

«lata, Pero si levò, poi tacque. - Timidamente api

rono la fronda, - Spiarono la cava ombra dell’aeque,

- Ed in quell'ombra scorsero due volti - ('he sai

vano tremando - Dentro rieli capovolti ».

IHEHATOflRAFO

Jiil.uu

ii) mcnsilo riivo. con una consiile-

wole percentuale di film notevoli |>er

iii|N>rt.izionc e fattura. Ma con un solo

JiIiii

ih produzione italiana.

In (M-iisava Musetti particolarmente

massa. forali «> su motivi d'intonazione

nu c a

e d'epopea (iXoo, I

’ecchia guardia,

ll<l,

/ninni) l.a contessa di

l'arma

rap­

presenta una sorpresa. Vi si rivela un

Hl.isetti

medito ed insospettato: sottile

Im o

alla morbidezza, ma sempre attento.

<«attrito e privo di compiacenze verso gli

sviamenti del prt-giutlismo. l'n simpatico

e prestante giocatore ili calcio s'imliatte

a teatro ed alle corsi1in una elegantissima

ed allar mante donnina, conosciuta negli

ambienti mondani col nome di contessi»

di l'arma. «»uesto titolo nobiliare che lei

l><irta uni molto garl*> e disinvoltura non

è. • he un appellativo attribuitole dal

direttore di una casa di mode, in cui lei

è

addetta i !P.e indossatrice. Alle corse la

domenica vince

j h t

intervento del suo

ammiratore duemila lire che egli intasca

ripromettendosi di consegnargliele. Ma

nd frattemjv» della donnina non c'è più

trai i la

e allun ili- lui l.i incontra di nuovo

•hi portafogli gli sono sfumate le duemila

In K sul motivo di questo debito che

s'mqtosta tutta la trama dell'idillio, con

variazioni amene e delicatissime perma­

nendo nfU'umimratore l'ignoranza della

eilettiva occupazione della ragazza. Il

film è agile, piacevole, movimentato con

accortezza, composto con un senso vigile

di intima coerenza, con liellc pagine de­

scrittive e prospetti di paesaggio; in­

seriti senza forzature. Kd è sostenuto

anche da un'interpretazione sensibile ed

attenta, sopratutto ila parte della Ce-

gani. nuova a simili ruoli, e dal Centa.

dalla (•alimi, dal Melnuti. dal Cesari.

Gustose le scene di l’aulucci.

l.a luce verde

di F. Borzage è un film in­

teressante imjiostato su una trama discre­

tamente originale, l'n giovane medico, in­

tervenuto iu aiuto ili un suo maestro è

accusato di aver provocato la morte ili

un'ammalata. Fgli, al contrario, non ha

nessuna colpii; il vecchio medico, che è

il vero responsabile tace; ed il giovane

accetta senza protestare di essere allon­

tanato daU'ospedalf. Successivamente in

conseguenza di quella casualità strana che

è rinvenibile, come

deus ex machina,

in

tre quarti di film egli incontra la figlia

della morta. Idillio, ed iu seguito rottura

ed allontanamento ddl'innamoratu inor­

ridita. Il giovane medico riparte nel Mon­

tana dove infierisce un'epidemia ili tifo

petecchiale. Fgli a forza di tentativi e

di ricerche scopre un siero immunizzante,

se lo inietta e siccome l'esperimento ha

esito felice è per lui il trionfo. Intorno

gli si raccolgono amici iti ex-nemici, è ri­

preso l'idillio e si conclude bene. Iteti di­

segnata è la figura di questo dottore

sostenuto soltanto dalla sua luce morale;

notevoli son le pagine che descrivono la

clinica. La regia è sorvegliata ed attenta.

Protagonista è E. Flynn, con accanto

A.

Louise e M. Lindsay. In

Simpatica ca­

naglia

\V. S. Van D yike si è studiato di

trarre il miglior partito da Ire giovanissimi

attori americani: JackieCooper, M. Roo-

ney, Freddie Bartholomew: un'impresa

che tino allesso non era stata tentata.

E non si può dire che non ci sia riuscito,

l ’n ragazzino, tìglio di genitori divorziati,

è messo in una scuola frequentata da tigli

del |>o|)olo discretamente smaliziati ed

intraprendenti: e ne subisce i soprusi e le

angherie. Poi, conquistata la simpatia

ili una di queste Itanile infantili, della

quale fa parte il tiglio di un famigerato

gangster gli è (H-rmesso di partecipare alle

loro imprese. Il figlio del gangster per

onorare la memoria del padre progetta

di mettere al cimitero una lapide; una

provvista di quattrini necessari pensa di

procurarseli mediante un furto. 11 ragaz­

zino allora,

jh t

evitare le peggiori con­

seguenze in caso di una scoperta, li in­

dirizza a rubare a casa sua. 11 trucco,

però, è appurato, e suscita le in- e gli

sdegni di quei giovanissimi e spietati fur­

fanti. I quali si commoveranno e si pen­

tiranno soltanto più tardi in presenza

del loro compagno ammalato, e in pe­

ricolo di morte. Il film ha in certe parti

toni che arieggiano ai

-;i di

F»

a

Paul;

ma coniplessivanii

lien im ­

postato e condotto

I i*/<>

nella bufera

ili l\ Leiseu è un film

giallo congegnato nel minio di pramma­

tica, se si trascuri la variante dell'am­

biente aviatorio. Quello che è il nucleo del

film è stemperato e dissolto nel mot’vo

insistente delle sequenze di volo. Inter­

preti principali sono J. Bennett, F. Mac

Murray, Z. l*itts.

II paradiso delle fanciulle,

di R. Z. Léo­

nard è uno di quei film a grande spet­

tacolo di cui gli americani hanno oltre

che il gusto, una specie di particolare

predilezione. Grande spendita di sceno­

grafie, battaglioni di belle donne, musiche

fascinose ed elettrizzanti, vistosi com­

plessi coreografici: tutto

è

mobilitato per

raggiungere certi effetti di una bellezza

labile e decorativa: ma tuttavia vaga­

mente e saporitamente allcttante. In

questo caso anche il soggetto nel quale

di solito consiste il punto debole di tali

visioni e fantasmagorie ha una conse­

quenza e solidità: ispirato com’è alla

vita di Florenz Ziegfield, il più grande

impresario di spettacoli di varietà.

Altri film proiettati durante il mese e

meritevoli di menzione sono

Le beh*

della città

di W Keygley,

Ramona

«li

H. K ing,

Resa d'amore

di W . Honard,

Tarass Bulba

di A. Gravonsky.

Mogli dì

lusso

«li A. E. Green,

Il mio timore eri

tu

di S. Fitzmaurke,

Il sentiero della

melodia

di J. Sautley.

L'avamposto

di

L. Garnier e C. Barton.

La cornettista

del West

di C. B. De M ilk.