Sul uretraspecchiodell*uqu«
stello del Valentino, costruito alla motta francese,
nella prima metà ilei Seicento, <laI conte Carlo ili
Castcllamontc per Madama Reale Cristina ili Francia,
moglie ili Vittorio Amedeo I. Legende di amorose
tresche, «li congiure, «li trabocchetti «* ili orride
secret«* aleggiano intorno alla grigia nude; storili
ricordi di armistizi, «li trattati «■di pa«-i ivi conclusi;
ma quando qualche lederà nuhc candida e fioccosa
sovrasta «rii aguzzi t«*tti ili ardesia, par di ve«l«*r«* la
mongolfiera sette«*entesca «li Madanu- IMancliard le
varsi al cospetto «Iella lolla torin«*sc, meravigliata
«*d attonita a questa prima <*sp«*rienza aviatoria.
# * *
Tutti i Torinesi, abituati coni*- sono ad ammirare
n«*ll«* friornate limpide la piramidale lontana nude «lei
Monviso, ardita come il cupolone guariniauo «l«d IMut
ino, sanno «die è lassù «die nasci* il fiume r«*gal«*.
Molti anzi som* saliti al Pian
Re. a stupirsi di ve
dere l'origine modesta dcU'Kridano: un chiaro rivo,
una sorgente limpida, e nulla piii. Ma nella città
sabauda esso è già ampio più di cento nu-tri. «* tluis««*
pacato e solenne, tra !«• |»ro«l«* sistemate a banchine,
ad aiole, a giardino. Poi. trascorso in vista dri gi
ganteschi platani d«d Pareti Michehitti, care piante
che rammem«iranti gustosi fondali ili t«*atm ottocen
teschi. in meandri larghi e capricciosi «izia nel larg«i
letto, come una sposa sola nel talamo nuziale.
Il «-tirso regale del Po cittadino «'* qui un po' niello
tranquillo: passata la diga a valle del ponte della
(Iran Madre ili l>io, il fiume par che si liberi dalle
civiche pastoie, «* ruscella più lieto, con le acque
increspate da correnti e ila flussi, da rapide e da
gorghi.
Proprio là. presso il salto della diga, è il convegno
preferito dei pescatori torinesi. Appassionati dilet
tanti, talora inesperti anc«ira, ili quelli che credono
la pesca consister»* nella paziente att«*sa a «*apo «li una
lunga canna: talaltra invece ma«*stri sapienti nella
diflìcile arte. IMtlicilc davvero: e lo si dica senz'ombra
di ironia nè di «*sagerazi«nie.
Non v'è esercizio sportivo mis«*«inosciuto «|uanto la
p«*sca, considerata dai più come passatempo ozioso,
e che solo il caso, la fortuna, o l'abbondante pescosità
delle acque possono r«*ndere fruttuoso. Opinione
ingiusta jfer tutti i jiescatori, particolarmente poi
|
mt
qìielli torinesi, «he n«*l mondo degli iniziati a
questo diporto vanno famosi p«*r «-erte lor pc'che
'pecialissimc ili sistema e di abilità. In Francia, ad
«‘sciupio, dove la p«*s«a è diffusissima, dove le associa
zioni di |M*scat«iri sono assai numerose «■fiorenti, tanto
da organizzare cltdoma*binamente gare dotate «li
ririhi premi, i Torinesi sono assai stimati e ritenuti
coucoiTcnti molto t<*niibili.
Per peacare, occorre fermezza «li mano, resistenza
tìsica, ad«lt*stram«*uto; bisogna conoscere le abitu-




