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fatto \edere, un Inni, dell»* molle, ima vite... e lo

spavento «li «|Ut‘ll':i

11

imo. la paura ili piangere, ili

dover chiedere perdono ai Inisti dei generali inventori

coi balli le medaglie le cordelline e poi la volontà di

doiniuarnii. il ragionamento per cancellare il mal­

fatto. l’intinita cautela nel rimuovere la leva perché

il babau rientrasse senza rumore... Kra una piccola

mitragliatrice, un modello che non era mai stato

adottato, forse serviva solo a spaventare i bambini e

chissà (pianti anni aveva atteso, la piccola mitraglia­

trice. prima di potersi togliere il gusto di spaventare un

bambino, mio almeno, anche gracile, durante la sua

grama esistenza di modello non adottato .

1

modelli

Itoli

adottati sono, nel museo, quelli

c h e

meritano maggiore reverenza, ('annoili pesanti od

armi leggiere che siano, hanno sparato pochissimo,

forse mai. Alle prove dei poligoni di tiro, se ci furono,

fecero del loro meglio mentre l'inventore stava con

la faccia contro il muro attendendo di voltarsi per

sapere dalla giuria

s e

il suo tipo era stato adottato o

no. Pensiamo al loro virile sconforto, rientrando in

casa, davanti alla servitù, ai famigliali riuniti in sa­

lotto, alla precedente intesa con gli intimi: «Se

chiudo l’occhio sinistro è andata bene, se chiudo il

destro non è stato adottato... », agli equivoci inevita­

bili — é il destro, il sinistro?... prova ancora... —

perchè tilt ti sanno come capita quando una persona

fa da specchio ad un'altra... e poi la cena viril­

mente triste. «Sarà per un'altra volta, stiamo allegri

10 stesso, anzi, domani andremo a sentire la Mar-

ehiolllli... .

II ('avalli invece lavorò giusto, tenacemente, fu ad

Aker (Svezia) a proprie spese per applicare al fondo

ddl'anima del calinone queU'auello elastico di rame

che rese pratico il caricamento della culatta, poi rigò

1 cannone, sempre in Svezia, e il *27 aprile 18 Hi sparò

il primo colpo eon successo

tanto che il lìe, sin dal

20

maggio dello stesso anno pre­

scrisse di applicare la rigatura ai

cannonicaricantcsi dalla culatta

eia bocca da fuoco dei Cavalli fu

impiegata all’assedio ili (ìaeta

nella batteria At fratina. Ma

quanti sforzi, quanti tentativi

prima di questi conclusivi suc­

cessi ? Quanti — non adot­

tati — ? Kcco il cannone a se­

zione (cuticolare..., ecco il cu­

rioso cannone a ripetizione of­

ferto al He Vittorio Kmanuclc

II dal bergamasco Ferdinando

(incrini e, tra i pezzi più rari,

l'organo piemontese a trenta

canne che alla Venaria, nel

177!*, fece dodici scariche in

nove minuti alla distanza di

circa .'t

(*0

metri ponendo il (*

0

" o

dei colpi in un bersaglio di

metri !» per

(ili altri proiettili finirono per

terra e ci saranno ancora.

II visitatore freudiano ha da

sgavazzare, al museo d'arti­

glieria: può mettere le mani le

dita la testa nei buchi lubrifi­

cati d’ogni diametro e carez­

zare proiettili d’ogui misura:

maschio e femmina mettono al

mondo anche cannoni e qualche

frase del catalogo ha un pic­

cante significato ginecologico.

S'apprende per esempio che il

Deport di cal. 7-‘>m m a rigatura

elicoidale con passo costante

e munito d’un otturatore a

vitone eccentrico, a movimento

rotatorio in un sol tempo, con­

gegno di scatto a ripetizione,