FANTASIA ALLA CITTADELLA
rcquciito il musco «l'ar!i«rli«*ria «lai IMI
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ed entra
toci mia volta ci sono tornato sovente, prima ac
compagnato dalla povera Maria clic non
lo
volle mai
visitare c clic, appena entrata, andava a sedersi di
fretta sul labbro del cannone turco di calibro tale
die non Ito piii veduto, cosi grosso, se non al Kremlino,
e là sgranava il rosario mentre io mi perdevo fra le
ruote dei pezzi, poi da
solo
in compagnia di vari
pensieri a seconda dell'età, mai con giovani doline
per le quali, fra gli altri musei di Torino, c'è assai da
scegliere secondo i gusti ed i temperamenti. Ogni
volta però clic nei lunghi periodi d'infedeltà ci passavo
davanti, i ricordi infantili mi riprendevano e, deciso
di rivederlo bene dopo la riprovevole noncuranza,
l'ho avvistato da lontano come sepolto sotto una
vegetazione rigogliosa ed in un momento che non
riuscivo a vederne i muri, tanto spesse erano le foglie,
ho temuto elle le frasche l'avessero potuto som
mergere.
Cari vecchi cannoni di bronzo, di ferro, fedeli* amico
Cominazzo armando delle venete milizie del XVI11 se
colo. e voi rivoltelle a spillo, a percussione anulare e
centrale, sbarazzine pistolettc Flobert e l.rowing bru
nir*, vi ho ritrovati tutti, ciascuno al medesimo
posto, col solito puntuale cartellino e, di più, ho ap
preso clic la fondazione del museo fu decisa con
b’egio Viglietto il
IS
aprile del 17-11, il giorno e il
Illese che io nacqui ili llli paese dove c'è niente da
vedere tranne una colubrina ad una feritoia del
castello. Apersi gli occhi alla luce precisamente al
l'ombra di quel castello, a un tiro da quella colu
brina. perchè, nei tempi antichi, le colubrine non g e
lavano oltre l'ombra degli spalti quando il sol era
piii basso e l'ombra più lunga...
Sarà poi giusto ?Quanto può esseri* lunga al massimo
l'ombra di un castello ? IMpcndc, dipende... 4'omunqiic
convinto come sono di avere qualcosa da spartire, per
via degli astri e delle congiunzioni celesti con tutto
quanto accadde ed accadrà in quel giorno dell'aprile
di ogni anno, ho avuta una prova della legittimità del
mio amore pel Maschio della Cittadella e che, se c'era
di mezzo il calendario, doveva essere una cosa dav
vero seria, ili quelle clic statino nel libro del Destino.
MYro fatta l'opinione che quello d'artiglieria fosse un
musco deserto, un museo ignoto ai più c che i torinesi
pensassero al Maschio della Cittadella piii collie ad
lina casamatta tenuta
sii
perchè l'anima di Pietro
Micca potesse passeggiarvi che ad un'istruttiva ras
segna di modelli, cimeli, rari esemplari d'artitizi da
guerra, ma appena mi sono informato dal Sig. Ma-




