Chiuso tra fiume e collimi, là dorè il l po di-
tiene piccolo borghese e riflette su quanto lo cir
conda un'aria di povertà contrastante ani l'opu
lenza di sponde ed acque sjoggiata p<H‘o più su
prima della diga, il Ricovero di Mendicità na
sconde, dietro il filare degli alberi del corso, il
suo fabbricato dall'aspetto tra il triste ed il rac-
colto che sa molto di contento ed un po' di
prigione.
(Quante colte ogni torinese sia passato qui in
nanzi guardando il canale che fu, il Parco Mi-
chelotti col verde rigoglioso degli alberi centenni,
senza sentire e senza pensare di star sfiorando
tutta una umanità dolente per piaghe reirhie e
recenti raccidta dalla carità dei buoni in un unico
luogo che consente una pace quasi serena, una
placida attesa della fine, è difficile dire, ('erto si
è che ben pochi
sanno di queste
mille
anime riu
nite e
placate con
una
delle
tante
opere
di solida
rietà che il cuore forte e generoso del popido tori
nese ha saputi
>
esprimere in ogni tempo.
Corso ('asale 56, un indirizzo priro di espres
sione per molti. File di bianche camerate, cortili
spaziosi e soleggiati, laboratori dorè tutto si fa
a rallentamento, dorè tutto sembra ireato per
stringer ancor più la morsa di commozione che
attanaglia nel trasatrrer qualche ora tra questa
gente che seppe l'arrilimento di andar randagia
in cerca ili un tozzo, che sa il bene di sentirsi
al sicuro, ed esprime in ogni gesto, in ogni
sguardo, la pacata rU-onoscenza fatta forse più
di rispetto per coloro che qui dispensano con
quotidiano apostolato che non di amore per chi,
noto od ignoto, a questa sorgente di carità diede
e dà rita con l'offerta dei mezzi necessari.
Yeirhi e vecchiette che sanno di picciAo popolo,
che sanno di campagna son qui frammisti a
uomini e donne che con la espressione di uno
REGIO OSPIZIO
MENDICITÀ
DI




