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Il

inarchi****

Vittorio Colli ili Fclizzatio è nominato

commissario presso la detta socictà... ili.

Il li*. Piivvetto imponeva pure ai

soei

ili radunarsi

un dato «riorno allo

seo p o

ili nominare una cniiimis-

sione che compilasse un progetto ili regolamento,

mentre chiedeva insieme che si presentasse il piallo

della distribuzione del locale, con le divisioni per la

separazione dei sessi e delle età. ed

im i

ragguaglio

dettagliato intorno al numero dei ricoverati ed ai

lavori che si sarebbero ad essi tatti lare. Il l> giugno

seguente veline data comunicazione al Marchese Colli

della sua nomina a H. Commissario e dell'incarico

di fiducia attillatogli di sovrintendere alla l'orinazione

della nuova Società e questi rispose il liti gingilo

impegnandosi ad assecondare le sempre pie inten­

zioni del Sovrano ed il caritatevol zelo della rispetta­

bile società, che

M

propone

D II

tanto lodcvol scopo (.*>)

Il 1!» giugno il li. Itrevetto di approvazione tu

pure comunicato ai due iniziatori dell'opera, F ra n ­

cesco Melano e G iovanni l ’ansova. che risposero il

■J.'i ringraziando, telici di veder coronato il loro zelo

di bene. Finalm ente il lo luglio, sotto la presidenza

del Marchese Colli, si raccoglieva la prima congrega

generale dei soci per scegliere i membri della comm is­

sione, per compilare il regolamento. Innesti furono

il Marchese Lasca ri s di Yciitim iglia. che tu subito

sostituito con l'in tend ente Tlevisi, il Conte l'anln

Costa della Trinità, il C av. Abate Giuseppe llo tto , il

Conte Maurizio Nicolis di Itobilant, il ( a\. Ignazio

(■invaimi l ’ansova. Michelangelo Bcrtini, Francesco

Melatio.il

Dott. Giuseppe | >«• ir<ilalidis. G ian Mnmeiiicn

Vicino e Michele A mia ndi (<i). I lavori fum ilo iniziati

subito ed al principili di settembre era già pronto un

progetti! di regolamento. Fiim nn tenute presenti in

primo lungo le nonne contenute neH'articolo terzo

dell'editto li!» novembre 1S.'M>. Si raccolsero pilli* no­

tizie sidl'organizzazionc e sul t'iinzioiiaiueiito ili altri

istituti a carattere consimile.

Cosi

tu presa visione del

regolamento del Ih-posito di Mendicità di (h a lli berv.

fondato dal Conte di I inigne il .'{<> luglio 1Siili (7).

Il servizio interno era in tale istituto attillato ad un

ordine di Suore. Le norme principali che si segui­

vano crauti: separa/inni* dei

sessi

e delle età, salvo

per i bimbi siittn i sette alm i, ch’eralin attillati alle

loro madri, scparaziutit- dei

sani

dagli amm alati, che

dnvcvatin esser stilliti» internati negli ospedali, lavoro

a tutti i ricoverati

sri-ondo

le loro forze. Si avevano tre

specie di alimentazione, il tipo comune, per i lavo ra­

tori e per i vecchi, il tipo per i convalescenti e per gli

amm alati e quello per i puniti. Il primo regime

constava di pane, minestra e due volte la settimana

carile, il secondo era regolato dalla prescrizione del

medico, il terzo ennstava di

solo

palli* ed acqua.

Conn* norma principalissima era prescritta la massima

pulizia personale e degli ambienti. Tale opera funzio­

nava ottimamente da più di un decennio.

Il progetto di regolamento del IJicnVcrn ili Men­

dicità di Torino, claliorato dalla commissione consta

di venticinque articoli. d i\ i'i in molti paragrati.

Il pruno riguarda In scopo d ell'istituto,cioè ilare un

più pronto soccorso e ricovero ai poverelli per loro

maggior bene temporale e spirituali*: ed in opera ili

carità riunita, con direzione economica, ordine e

includo sbandire per sempre la mendicità ila questa

città e pm\ iucie e toglierne i malori che vengono

dail'ozio fatali :i” li

stessi

vagabundi ed alla civile

sncielà (>). (Quindi la direzione doveva lar ili tutto

per prevenire la mendicità, educare i lam inili, pro­

curar lavoro agli abili. L ’opera doveva essere messa

sotto il patrocinio della Peata Vergine col titolo ili

•lamia Coeli e sotto la protezione del Sovrano, che

l'avrebbe sovvenuta c sostenuta ili ogni occasione.

Molto importante è l'articolo sesto, che riguarda i

locali ed i requisiti dei ricovi*raiuli. I locali dovevano

essere tl*e: il castello ili Vilinvo,

im i

deposito a Torino

e

rullìi

io centrale provinciali* in Torino stessa. lii-

giianln a coloro che potevano aspirare ad entrare

nel ricovero il paragrafo dice precisamente cosi: Il

L’ictivero è destinato ad accogliere idi accattoni del­

l'intiera provincia dell'uno e tlell'altm sesso, di ogni

età. validi ed invalidi, nati o residenti da dieci anni

nella provincia torinese .

(ili articoli 7. S, il e tu riguardano l'amm inistra­

zione, le congreghe dei soci, gli il Itici etc. Creazione

interessante soliti i cooperatori t* le cooperai rici ili

carità. (Questi vengono

scelti

Ira i soci per collaborare

coiraiiim inistrazioiie. Importantissimo è l'articolo

ventunesimo che riguarda la distribuzione ilei ricn-

vcrati. i lavori il trattamento e le punizioni. Separati

i

ilue

sessi, si

dovevano anche separare gli indiv idui

di varia età. A tutti vecchi e giovani, grandi e piccini

doveva essere impartita istruzione religiosa e. liti

lim iti del possibile istruzione elementare. I lavori ed

il trattam ento dei ricoverati dovevano avere

im i

rego­

lamento a parte.

A ll'artito lo liI è prescritta la revisione del regola­

mento dopo il primo quinquennio. Al regolamento

fondamentale erano allegati un regolamento partico­

lare per le collette e le sotInscrizioni ed

IMI

regola­

mento particolare per la separazione ilei lille

sessi c

le suddivisioni iu Ialite classi o camerate per ciascun

sesso. Le camerate tlnvevaiin essere sette per immilli

ed altrettante per dnnni*. La separazinne era fatta

secnmln il criterio dell'età ed anelli* delle cnlidizinui

tisiche n sociali degli individui. X cU 'lllia e nell'altra

categoria vi era infatti una classe particolare per gli

infermi e nella categoria femm inile h* vedove, le

sposate e le zitelle formavano classi separale. Vi

erano poi un regolamento particolare per i lavori

ed

im i

regolamento particolari* per le punizioni. Il

primo stìtbiliva clic 'i dovessero adottare maiiifat

ture «In* usassero le materie prime di minor costo,

oppure adibire i ricoverati alla fabbricazione di oggetti

da consumarsi nel ricovero, oppure all'agricoltura

nei terreni pertinenti all'istitu to . Per i ciechi e gli

storpi si sarebbe trovato un lavoro adatto ad

essi

proporzionalo, come ad esempio la fabbricazione ili

corde, per le donne essenzialmente la filatura, la

tessitura, lavori a maglia e di cucito. Si potevano

trovare anche dei piccoli lavori adatti ai bimbi in

cnllabnrazmne culi gli adulti. A ltri ricoverati avreb-

bem prestato i servizi necessari al buon andamento

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