sandro Saluzzo, che conservò il titolo ili presidente
onorario, era sottcntrato il ( olile Mcrcurino Arbitrio
di (ìattin ara. m en tir in pari tempo il Marchese (in
stavo «li C avour veniva a so tituirc lesa re Altieri
nella viccprcsidenza.
Il
Ricovero sem inava ormai organizzato con pro
spero successo: sul suo modello fu progettata nel
1SIO l'erezione di uno stabilimento agricolo che rac
cogliesse i mendicam i ili tutte le provilicic piemontesi.
In fatti il li) giugno di qucH'anno veniva presen
tato al He il progetto « per la formazione di una
Società, onde provvedere per via d'azioni al ricovero
dei mendicanti validi delle provincie ed all'applica-
zione loro al dissodamento delle terre incolte del
Piemonte <-•>).
(ili uomini sarebbero stati trasformati in burnii
agricoltori, le doline avrebbero atteso alle faccende
domestiche ed alla fabbricazioni* di oggetti di ve
stiario e di altre cose ili prima necessità, l/istitu to ,
avuta dai comuni la nota dei mendicanti di ciascuno,
se non poteva accoglierli tutti, doveva accoglierne
un numero proporzionale. La p polazionc avrebbe
dovuto comprendere in tutto
inno
ind ividui, e. se
fosse stato possibile, si sarebbero fondate in seguito
delle succursali. I mezzi dovevano essere forniti da
azioni di li. li't acquistabili dal pubblico. Il disegno
era bello, ma non trovò possibilità di realizzazione
e così non se ne lece nulla.
Il
nostro Ricovero invece prosperava discreta
mente, riuscendo a procurarsi mezzi più che 'iitli-
cicnti: il bilancio 1sIO ci dà infatti un’entrata di
L. 1*11.100,0.‘» contro un'uscita di L . 201.007,10. Vi
erano inoltre dei legati ancora intatti per L. 101.000.
Il Ministero decise allora di sottoporre il Ricovero
alle leggi che governavano gli altri istituti del genere,
ma il Ili maggio 1841 l'Amm inistrazione presentò
una supplica al Re. perchè fossero ancora mantenute
le condizioni eccezionali che gli erano state fatte,
data la sua ancor breve vita.
La popolazione era di ISO persone, quasi tutte a
Torino: dieci soltanto, cioè 7 inferme e tre inservienti
erano rimaste a Yinovo.
Si era ormai deciso infatti di concentrare tutti i
ricoverati a Torini», mediante opportune modifica
zioni di locali e già a Torino si stava costruendo una
cappella alla Vergine, su disegno deU’A rchitetto F e
derico H lachicr col titolo di
-lu m ia l'o r li
(l i I ).
Il
1I ottobri* 1S10 era stata solennemente celebrata
alla presenza del Duca di Savoia c del iMica di (le-
nova. la posa della prima pietra ed il 10 ottobre la
(ìnzzittn l'it tmmUxr
aveva dato notizia d ell’a vve n i
mento.
Nel novembre IM II i ricoverati erano ridotti a soli
lis i, tutti a Torino, ma in compenso le loro condi
zioni erano m igliori: Lo stato loro sanitario è m i
gliorato, il numero ilei morti è dim inuito e, mercè
le cure assidile dei direttori di spirito si spera anche
con fondamento un miglioramento morale, del quale
già 'i scorgono alcuni principii (li."»).
La cappella era prossima ad essere compiuta. lira
stata presa dclit»crazione di jn»rtare tutti i ricoverati
2S
a Torino, perchè il castello di V ino vo aveva jjià
mostrato da tempo le sue manchc\olezzi*. Fin dalli
prima \isita infatti gli amm inistratori erano stat
a vve rtiti che occorreva una spesa di cinquantamila
lire per renderlo abitabile da qila11 rocchio poveri
Ora la spesa sembrò subito troppo grande ed il nu
utero dei ricoverati assai minore di quello che si er.
desiderato. Si era progettato allora di comprare j
Torino ilall'Opera della Maternità l'edificio della Ce
iierala, clic avrebbe potuto contenere un numero il
persone mollo maggiore. L'acquisto sarebbe stati
fatto da una società, che avrebbe quindi conclusi
con l'Amm inistrazionc del Ricovero un'atlittanza eli*-
fosse insieme ammortizzazione del capitale. Poi noi
se ne potè far nulla e venne invece l'occasione del
l'acquisto di casa A rd y, che fu poi ampliata con oppor
tulle costruzioni (li*»). Così il Ricovero trovò la su
sede definitiva.
I no degli amm inistratori piii zelanti, il l>ott. 1)>
lìolaudis, scrisse nel 18II una relazione sulla vita
d e ll'istitu to tino allora.
L ’amm inistrazione interna, tenuta per turno da.
visitatori quindicinali funzionava ottimamente.
Felici risultanze si ottennero di già presso mole
miseri, i quali in prima ignari o dimentichi di ogni
principio di religione o di onesto vivere, tranquilli
si occupano adesso in onesti lavo ri: il clic è maggior
niente rimarchevole presso i fanciulli... •> (U7).
II vitto era discreto, constando di pane e minestri
in abbondanza e carne due volte la settimana e vini
per i vecchi c per i deboli. La biancheria personal*
e ila
letto
era in quantità adatta da essere cambiata
in maniera sutliciente: il vestiario si mutava nel
l'estate e nell'inverno.
T u tti coloro che ne avessero la capacità crani
occupati ed una statistica del HI dicembre 1810 fi
dà 233 persone fra uomini e donne, granili e piccini
adibiti al lavoro. 1 lavori erano: filatura del cotone,
calzoleria, cucitura di fodere per sciabole, sartoria,
fabbricazione di bottoni e di astucci, cardaggio il.
lana, di moresca e di cotone, tessitura di tela, tila
tura di rista, di stoppa e di seta, lavori di cucito c di
maglia. Il liIS novembre 1SI0 l'istitu to calcolava il
suo guadagno netto sui lavori dei ricoverati, detratti
ogni spesa a L. 1011,.'ili. Ai ricoverati si erano pagate
per la parte loro spettante, L . 3030,88 e messe |K“r
loro in disparte L. 661,37.
DaJla breve esperienza di vita dell’istitu to nel 1S42
il Presidente Conte di (ìa ttin a ra trasse materia jtft
coni pi Lire alcune Istruzioni provvisorie •> ai sua
collaboratori (liH).
Incom incia dai visitatori, il cui ufficio è sorvegliai*
che gli impiegati del Ricovero compiano il loro dovei»
e rilevare inoltre le cose necessarie per farle note alb
Direzione.
Il
secondo titolo riguarda il Rettore ed il Vice-rei
tori* spirituale, che hanno per così dire la parte
p ii
importante in seno a ll'is titu to e
cìih*
la redenzione
morale |»er mezzo della religione.
O ltre alla piena assistenza religiosa dei rico veriti
d oveva essere ufficio del Rettore tenere in un registi*
in nota del nome di ciascuno e dei tratti piii
salienti della sua condotta. Il Rettore ed il suo
;iiut m ie dovevano avere cura particolare dei ragazzi
.It jli infermi.
Al licitoti* spettava la parte spirituale, p erla parte
materiale esercitava la sua continua sorveglianza sul
Kit ov ero l'ispettore, che doveva tenerne d'occhio
m ila la \ ita interna, infliggere pene disciplinari, leg-
o,i, la corrispondenza dei ricoverati, accogliere i
iiihi\ i venuti e passare ogni tanto la
visita nei dorm itori degli uomini, per
vedere che non \i succedesse nulla
li anormale. Per la parte clic rig io c
ava le donne era coadiuvato dal-
l'invigilatricc. che doveva dedicare
m a particolare alle tauciiillc.
Ha lei dipendeva la Direttrice dei
lavori delle doline, che ogni giorno
feriale provvedeva alla distribuzione
lei lavoro, curava il mantenimento
lei binili ordine nei laboratori, fa-
■ciido rapporto all'Ilivigilatrii-i* delle
malfalle delle ricoverate.
Importantissima è pure la parte
Ile riguarda l'igiene: ogni ricoverato
ammesso era sottoposto immediata-
iin-iilc ad un bagno di pulizia. Il
niedieo visitava tutti i giorni l'in fcr
meria ed esam inava ogni ricoverato
al suo ingresso, inviandolo alle stanze
ippositc per le malattie infettive, se
In trovava allctto da mali attacca
ticci.
(ili altri pilliti di queste <•Istru-
ziniii
riguardano gli altri utlici del
novero e non sono di grande in
tercise.
1/11
agosto 18 Ili un'ordinanza del
i birezionc permanente d ava alcune
disposizioni relative al compimento
della cappella ed il giorno dei Santi
in l edeva per il pio Istituto l'avvc-
iiim. nto piii importante di qucH'anno,
i"< la benedizione della cappella
te-a. dedicata alla Vergine .lanua
odi. cerimonia che fu compiuta dal-
’A' ivescovo Monsignor Luigi Fran-
soni alla presenza dei Principi Reali.
li _’ l aprile 1S 13 fu presentata al
Mu.M ro (20) una nuova relazione sul
l'andamento del Ricovero. Si rileva
una notevole diminuzione delle som-
in- sottoscritte pel mantenimento
dell Istituto, che da un massimo di
li. 1lo.S‘_*8,o:» ni*l 1830-40 si erano
ridotte a L . 27.871 nel 1843, ma era
cresciuto il ricavato dai lavori dei ri-
covcrati da L. 7552 a L . 11400.
Per i ragazzi era stato sistemato
••mvenientementc l'insegnamento re
ligioso ed elementare ed i più intel
ligenti venivano ogni giorno accompagnati alle offi
cine di artigiani, che si erano incaricati di istruirli,
ili attesa che fossero per essi stabiliti dei maestri
d ’arte in seno a ll’istitu to .
Si calcolava che d all'apertura del Ricovero a tu tto
il 1842 erano state ricoverate 120.*» persone, delle
quali 100 erano morte, 164 erano state lasciate uscire
e 36 erano fuggite. 11 numero ilei morti era notevole,
ma bisogna ricordare che si tra tta va di vecchi, di
Un dormitorio




