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S P O R T

D

opo quasi un mese ili corsa durante il quale gli spunti

interessanti non sono ìiianeati quasi inai, è term inato

il .{(» maggio al velodromi) Vigorelli. di Milano, il G iro cicli­

stico d 'Ita lia .

Come già l'anno scorso alleile quest'anno ha vinto Gino

H artali, il toscano di Polite a Kma. che conta appella *_’•{ anni.

K come già l'anno scorso la \ittoria fu più che meritata. Hartali

è davvero un grande atleta, un asso . come amano chiamarlo

i critici, un tipo costrutto sulla falsariga dei grandi campioni

e non può essere giudicato inferiore ad essi se, noli ancora

ventitreenne, è già riuscito a vincere due G iri d 'Ita lia , impresa,

questa, da atleti di eccezione.

Il

G iro confò noto presentava quest'anno alcune novità.

Le principali erano la costituzione dei Gruppi non rappre­

sentanti le Case di biciclette, la tappa a cronometro a squadre,

un percorso pili lungo, più duro c con l'inclusione delle Dolo­

m iti.

L a costituzione dei («ruppi è stata un'innovazione di

pretta marca italiana. La tappa a cronometro a squadre è

stata copiata dal Giro di Francia co>i colile si è voluto im itare

il G iro di Francia allungando il percorso e includendovi la

scalata di famosi valichi montani.

Il

primo esperimento è andato bene. I Gruppi ' hanno

salvato il G iro dalla monotonia ili cui sarebbe certamente

caduto dopo il primo terzo del percorso, cioè da quando si

decise a favore di Hartali nella tappa a cronometro del T e r­

minillo. Da questo punto e per tutto il secondo terzo del per­

corso da Homa a Vittorio Veneto, il (iiro visse delle belle

battaglie fra i Gruppi c più precisamente fra il Gruppo degli

Ita lia n i a irK ste ro e il Gruppo Hertoldo, per il ponessi) della

maglia bianca, distintivo del primo in classifica dei liberi .

Seiioncllò colile tutte le medaglie alleile questa storia dei

G ruppi ha fatto vo lere il suo bravo rovescio. Si è rilevato

cioè che i G ruppi sono m aiiovr.iti come le squadre al ser­

vizio delle Case di biciclette con quei sistemi definiti aliti-

sportivi e sempre a loro rim proverati. Ma, non essendo di

questo mondo le cosi* perfette, bisogna accontentarsi del lato

buono dell'innovazione.

Non è possibile invece essere teneri nei confronti delle

altre novità. Nessuno approvò mai la mania delle novità

quando, come al G iro ili Francia, esse rappresentano una

ricerca del sempre più diflicile . che sa di baracconi da fiera

ed è invariabilm ente destinato a diventare fatica inumana

per i corridori. K ila tener presente che tali novità (aum en­

tata lunghezza del percorso. aumentate asperità, tappe con-*

secutive, due tappe in un sol giorno, tappe a cronometro,

partenze ad ore impossibili) applicate quest’anno al G iro

d 'Ita lia sono le medesime che i nostri critici e il nostro pub­

blico biasimarono |N*r il G iro di Francia.

Chiudiamo queste note col fare l'augurio ai corridori ita ­

liani che si apprestano a disputare il Giro di Francia che non

risentano delle tremende fatiche del Giro d 'Ita lia da cui sono

reduci. K che la buona fortuna li assista.

SILVIO VARETTO

Un U M è «cappato... La fila «i (frana nel tentativo di m antener*

i contatti

Durante un periodo di quiete, nelle retrovie >i fanno

quattro chiaccher*

Bartali tolo al patto di Bolle

la truppa compact» u m M buoni amici

intenti

ad *M