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ululici od oggi sono ventitré: assistono gli ammalati,

sorvegliano il laboratorio «Ielle donne, la farmacia,

la cucina,guidano tutta la vita internagli). Tra esse è

degna di ricordo Suor (ìiuseppina Rìeliclmv. sorella

del Cardinale, donna di altissimo spirito religioso e

di un’attività straordinaria che, tra le altre cose

introdusse nell'istituto l'usanza «li «lare ogni lunedì

in lettura ai ricoverati dei libri educativi o religiosi,

opera che fu in seguito continuata attillandola al

Rettore (67).

Fu stabilito che i medici fossero «lu«*. coadiuvati

da infermieri «li professione, presi alIVsterm», anziché

scelti fra i ricoverati.

Molti «legli amministratori contribuirono sensibil­

mente a migliorare le condizioni morali «* materiali

dei ricoverati. Questi infatti

ebbero

poco a poco

notevoli miglioramenti, sia n«*l vitt«» che nel vestiario.

Fu imposto il lavoro a tutti quelli che non fossero

dichiarati inabili e furono per essi scelte occupazioni

con giusto criterio: alle donne vennero aflidati lavori

«l'ago e di maglia, mentre gli uomini sono adibiti

a fabbricar giocattoli, schiacciar nocciuole, fare pic­

coli lavori «la fabbro, «la falegname, «la calzolaio e

«la sarto.

Anche il locale era stato r«*s«»più conforme alle nuove

esigenze dell'istituto. Fin «lai 1861 infatti, l'ingegnere

Candido Morella, condirettore del Ricovero, aveva

progettato

1111

ampliamento con la costruzione «li

varii corpi «li casa in modo da formare con quelli già

esistenti due cortili circornlati da porticato, uno per

«loune e l’altro per immilli (*»*).

11

9 giugno lHtL' fu deliberata l'esecuzione «l«-l

progetto, fidandosi sulla carità pubblica, perchè

mancavano i fondi. Fu presa allora a mutuo «lalla

Cassa governativa Depositi e Prestiti una somma di

L. 14.*».000 con l'obbligo di restituirla, pagandoti

!1

annualmente il 7% tino ad estinzione del debito.

Il

contratto andò in vigore in 1° lugli»» 1863 e si

estinse il 30 giugno 18S7. La costruzioni* fu compiuta

in pochi anni, aiutandosi anche con generose offerte

e colla dilazione ottenuta «laU'impresario Giovanni

Tua al pagamento del debito residuo di L. 80000 pei

lavori eseguiti. Fu fatto anche un adeguato impianto

di caloriferi. Le cucine coi mezzi offerti «la un b«*ne-

fattore furono arredate con i criteri deH’epoca (69),

nel 1879.

Nel 1898 il Ricovero ricevette l’eredità d«*l Dott.

Scipione Giordano di L. 195000 divisa in due legati:

un»> a favore di una casa di ricovero i>er vecchi

maschi <li condizione civile «li almeno settantanni, con

una retta <li non più di L. 40 mensili, p»»sta in una

città «li non meno «li l

.‘»0000

abitanti, l'altro per la

fondazione, entro «licci anni dalla sua morte, «li una

casa di ricovero per uomini, secondo norme da lui

«Iettate (70). Con «|uesti fondi si restauri» h facciata

del Ricovero verso corso Casale, migliorando le fi­

nestre con la sostituzione d'intelaiature in ferro alle

antiche intelaiature di legno e con migliore areazione

«lei locali. Nel 1901

fu

impiantata la fognatura ge­

nerale della casa e fu acquietato

1111

vasto spazio di

terreno

per ulteriori

ampliamenti (71).

11

L

*6

maggio 1901 alla pres«*nza «legli Amministra­

tori e delle principali Autorità citt:i«line fu solenne-

nient«‘ inaugurato il nuovo impianto «li lavanderia,

costruito per munitica donazione del Comnicndator

Agostino Denis (7J).

Kssa è installata in un salone «li cemento armato t

comprende due grandi vasclu*, una «li macerazione

cd una «li risciac<|iiatura, un bollitore per l'anpia, trt

tinozze, una lisciviatrice, una macchina per la «li

sinfeziono, un i«lroestrattor«*, ini essicatoio a trenti)

scompartimenti, riscahlati a 60°, una pompa azio-J

nata ila

1111

motore elettri»*»», p«*r l'estrazione del-

l'a««|ua dal sottosuolo. Alla lavanderia sono annesti!

locali p«*r la raccolta <l«*lla biancheria sporca c per la

piegatura <*distribuzione di qu«*lla lavata «* due vasche

per riserva «l’ac«|iia «Iella capacità compl«*ssiva di

ventimila litri. Il Comm. Denis fece pure costruì

un muro «li cinta per il t«*rreno r»*ccntemente acqui

stato «*«1 in pari t«*mpo vi f«*«*e d«*i piantamenti. Spes

in tutto a prò «lei Ricovero 53200 lire.

Nel 190.*» fu costruito al sccomlo piano un nuov

dormitorio per

1

«* donne, capace di cinquanta letti

t

tra il 190.*» ed il 1907 si compiè il trasloco «Iella Di

zionc dai locali «li via Po 31 neH'e»lificio del Ricovero.

Anche in questi ultimi anni il locale subì nuovi

modificazioni: m*l 1931, mercè la cospicua elargì

zinne «li L. 150000, «lisposta «lall’Avv. GrandTff.

l’acifi«*«> (lliìron, a nome pure «lei suoi figli e mi

<|ii«*ll«* «l«*lla città «li Torino, della Cassa «li Risparmi)

dcH'Istituto ()p«*r«* Rie di S. Paolo e «li altri lx*n

fattori, si elessero «lue nuove ali «li fabbricato, capì

«li cento posti, destinati in parti uguali a uomini

«buine. Negli anni 193.V36 poi si modificarono radi-

calinente c«»n criterii nio«lerni gli impianti di riscal

«lamento e di cucina, conseguendo miglioramenti n<

tevoli m*l servizio e sensibile (‘cononùa nell’eserci

stesso.

N»*1 1908 un’apposita commissione compilava

nuovo r<‘golamento interno, che fu approvato d

l’Amministrazione il 7 gennaio 1909 e nello stes

anno dalla Commissione Provinciale di Benefico!:

«li T«»rin«». Questo regolamento andò in vigort

1"gennaio 1910. Varii punti furono toccati, fra cui l’a:

missione «l«*gli indigenti, la contabilità d«*gli av

«l«*i Ricoverati, la creazione ncH'infermeria «l»*l

covero «li «lue distinte sezioni; una per la mt*ilicL

e l’altra per la chirurgia, «liretta ciascuna da

primario, fissando un limito alla durata in servizio

questi sanitarii e «b*l l«»r«» m«*«lico assistente iute

residente n«*l Ri«*ov«*ro, «*he entrò in carica il l°lu;

1

!»08. -

•Durante l'ultimo cin<|uantennio il Ricovero

arricchito di notevoli lasciti, che valsero a «lare

1

base stabile allo sue condizmni economiche, a

precarie nei primi anni della sua vita. Ricnrd«*rei

innanzi tutto le somme «»fferte a più riprese di

Casa di Sua Maestà.

Fino al 1891* la Provincia «li«*do poi una sovvenir

di li

1000

lire annue, ridotte in tale anno a L.

1

mentre nel 1900 il Municipio stabiliva una sovvi

ziont- annua di 18000 lire, creando anzi in aeg

in seno all'istituto un buon mimi>r<> «li letti mu­

nicipali.

Nel 1901 l'Opcra Pia di S. Paolo d«*liberò «-In* il

Ricovero sar«*bbe stato da allora compreso fra gli enti

da «ssa beiu*ticati «* la Cassa «li Risparmio «li Toriu»»

incominciò «la allora a sovvenzionarlo aiiiiualni«*nte.

Varii comuni <l«*lla provincia inviarono pure «li quatulo

in <|iiando il loro contributo. Con <|in*sti mezzi la

popolazione anniento notevolmente. Nei primi dodici

anni di vita «i«*ll'istituto vi era stata infatti una lucilia

«li trecento ricoverati in permanenza, tra il

1807

ed

il 1S7I la m«*dia «*ra salita a«l ottocento, ritliscendeinlo

a seicentt» negli anni fra il IHH

0

ed il 1890, e salendo

11)

Torino,

F\

v ale,

Is:iT. 2 Voi.

12) Vedi PlKTKi» IIUiH'i i».

Il l'ironro ili )l iiiilirilà ili Torino

,

Turino, Mona ISS4,

p.

!».

(.'Il Arci», «li Sialo iti Torino, sez. I". Opere Pie. Torino,

I». 230.

(4) l’ntitil. in Doli S. Iìo.

10

,

Il 1,‘iqin 1,'ironro ili Mi inlii ilò

1

li Turino,

Torin ». Artigianelli, isiis. p. A

9

.

(.'>) Ari li.«li Stato Torino, sez. I*.

0|N-n*

l’ie Torino. t>. 230.

(lì) I/edera «lei Man li. Colli al Ministro «leUTntenio, In

luglio 1*37 in Areli. ili Stato Torino, Opere Pie Torino, l>. 23«*,

«•it.

(7) Arei», del Ricovero ili Memlieità ili Torino.

<si Regolamento fninl.umili.ili- per la pia rasa ili soccorro

ricovero e lavoro ai niemliei della «-ittà. territorio e provineia di

Turino, Progetto, eie. in Ardi, del Kieovero di Mendieità.

'.«I Ardi, di Stato Torino. Sez. I»,

«»|M-re

Pie Torino, ti. 230.

I li») IItili.

(Il) lliid.

Ili*) limi.

(13) R. Brevetto di approvazione, iliid.

1

14) Regolamento, ari. !i-14: stampato a Torino, Tip. Mussano

e Huiia IH3H.

( I•”>) Rdaz. della prima eungrega. In Ardi, di Stato, Torino,

m'

7

. I», «(|N-re Pie Torino, l>. 230.

1

l«>) Areli. di Stato Torino, s»-z. I*. 0|»ere Pie Torino, t». 230.

1

17) lt>id.

1

Isi Aridi, del Ricovero ili Mendieità.

(!!•) Barieeo, op. eit„ p. 12.

i-") Klenelii di eoniuni sottoscrittori in Ardi, di Stato, Torino,

MZ I», ll|M-re Pie Torino, li. 230.

(-Il Ardi, di Stato «li Torino, sez. I*. Open* Pie Torini».

I».

21

«i.

22)

Ia -

realzioni mensili sidl'andamcnto del Ricovero sono

tutti in .vreli. di Stato «li Torino, sez. I». Open- Pie Torino, b. 230.

(

21

) Ardi, di Stato Torino, s*-z. I*, Op«Te l’ie Torin«i,h. 230.

(24) lettera «lei March, «'olii al Ministero

2

«>maggio 1841,

An

i

. ,|| Stato Torino. Sez. 1*. Opere Pie Torino, b. 230.

(2'») l^-tt. del Mareli. Colli, al Ministero. 22 novembre IS4I,

in Ardi, di Stato Torino. s«-z. I*. Opere Pie Torino, b. 23«ì.

(

2

i«) Il doeumeiito non |M>rta «lata e si trova nell*Areh. del

Hi>..\.-r«» di Memlieità.

i Cenni statistici «opra il Ricovero di Mendicità di Torino

ndl'.wnio 1841. del Dott. Ile Rulamlis. Torino Tip. Fontana.

1*41 p.

4

. Alleile le notizie elle seguono soli-' tratte dallo stesso

kpux-olo.

i2s) Istruzioni provvisorie pel Ricoveri* di Mendicità di To­

nti». raccolte «lai Conte Arboiio ili (iattinara. presidente «lei-

1anirmuii4ntSH»ne, Torino, tip. F«»ntana. 1842.

•

Arch. di Stato ili Torino,

s e i.

I». Open- Pie Torino, b. 236-

<3«i) B

akicci

», op. rit., p. 14.

(31) Don s, (i«uo, op. rit.. p. 21.

(32)

111

>n S. «iuio, op. rit., p. 22.

nuovamente a settecento circa nell'ultimo venticin­

quennio. Oggi la popolazione si aggira sui novecento

ricoverati oltr«* al personale di sorveglianza e di ser­

vizio.

Questa povera umanità dolente trova (pii riposo e

conforto «*, grazie alle cure fraterno ed all’intercssa-

mcnto benevolo dei fratelli più fortunati, impara a

«limonticaro le suo grandi sventure.

Così il Ricovero di Mendicità di Torino, opera di

granitissima utilità pubblica, può iniziare fidente il

sccondii secolo «l«*lla sua vita nella (‘ertezza di tra-

s«‘«»rrere anche quello feli<*«*m«*nte, arricchendolo di

opere santo.

ROSA MARIA BORSARELLI

curiosità di storia subalpina, puntata X II*,

(33) Ricerche

p. 724.

(34) In Arch. «lei Ricovero di Mendicità.

(3.*») B

akicco

, op. cit. p. 1•*.

Citi) lliid.

(37) I bid.

(3s) Arch. di Stato «li Torino, s«-z. I*. 0|»erc Pie Torino, b. 231*.

(.'<!•) Arch. del Ricovero di Mendicità «love si trova anche il

Regolamento.

(40) Art. 2°.

((1) Art. 3°.

(42) Art. 5°.

(43) Art. 4'*.

(44) Art. li".

(4.*») Art. 7n.

(40) Art. I«>°.

(47) Arch. di Stato di Torino. Sez. I*. Opere Pie Torino, b. 231».

(45) Stato della po|tolaziouc del R° Ricovero alla sera «l«d

Ili dicembre

|S4S.

Aridi, di Stato di Torino. Sez. 1*. Opere Pie

Torino, ti. 23i».

(49) Ardi, di Stato «li Torino. Sez. 1*. Opere Pie Torino,

I». 231».

(.10)

Dicembre

IS4S.

Ardi, di Stato di Torino. Sez. I*. Opere

Pie Torino, b. 231».

(Al ) Arch. di Stato di Torino. Sez. I*.Opere Pii- Torino, b. 236.

(A2) Ordinato della («rande Congrega. 1!1 marzo 1849, pre-

sciitato al Ministero il 9 aprile dal Presidente Yachetta. - Ardi,

di Stato di Torino. Sez. I*. Opere Pie Torino, b. 23li.

(A3) Arch. di Stato di Torino, sez. I* Opere Pie Torino, b.230.

(A4) lhi«l.

(AA) Ihid.

(Ali) Areh. del Ricovero ili Mendicità.

(A7) Regolamento fomUmcntalc per la pia casa «li soccorso,

ricovero e lavoro ai inendici etc., Torino, Arnaldi 1850, art. 17.

(AH) Art. 2A.

(59) Art. 3A.

(00) Art. 30.

(01) Art. 39.

(02) Statuto pel R. Ricovero di Mendicità «lidia città e cir­

condario di Torino. Torino. Bona,

1871

, art. 31.

(03) Statuto pel R. Ricovero «li Mendicità didla città e cir-

«■«indario di Torino. Torino, Bona, 1897.

(04) («aio, op. cit., p. 28.

(0A) (liuii, op. cit., p. 29.

(

00

)

(«tuo,

op. cit. p. 32.

(07) limo, op. cit., p. 30.

(08) B

aricvo

, op. cit. p. 19.

(69) Ihid.

(70) Il R^tvero di Mendicità negli mini dal 1898 al 1910,

Torino, tip. Palatina Bonise Rmuti, 1911, p.

3

.

(71) Op. cit.. p. 4

.

(72)

La ntunificensa del Comtu. Agostino Denis al R* Rico­

vero «li ìleu«lk-iU Torino. Torino, Tip. Camilla e Bertolrro,

190».