1/al't imiti prillili prescrive «Ile i lam inili «* Ir lati
rillllr
pussohi» essere
rullurati mediante prcscl'iltc
raillrlr pii*"*» famiglie ili olirsi i rolli attilli rlir li
rtlurliiiin alPagl'imlt ma. l’rl' r» i doveva C'siie pa
cala Ulia piil'iullc ilailr >ri allr ilirri lite lllt'Usili.
I lai I r limili» il i n
prl \est i ari n i l •). < hi volev a i il i
r a r r IIII r i c o v e r a l o d o v e v a p r e s e n t a l e ce rt i fi cat i del
S i n i l a r o r tiri P a r r o c o 'lille s ur «|Ilalil:( m o l a l i e
luezzi <li siissisirii/a ( 111. L a p n i ' i o i i c s a r e b b e s i a l a
p a c a t a solo se >i p r o v a v a r l i r il r i c o v e r a l o lussi*
t r i l li l o l»riie. 'i pr li sas sr alla ' ila edilcazium* i noral e
r religiosa n i i struzi one e l e m e n t a r e ( I . ) c lo si facessi*
ilitel‘\r i i i i r a l l r Minzioni p ar r o c c h i a l i cil al c a l e -
r h i ' i u o r f r e q u e n t a r e i s a c r am e n t i ( 1:5). I. Wi ni ni ni
slra/.ioiir i l o v r v a e s e r c i t a l e sii qu es ti la liti itili Ulta
s p ec i a l e vigi lanza ( 1 1 ). Sii ili un i r r i s i l o il oppi aiua
I l i r r s a re b b e ! * ! s tal e s c r i t te Ir ubhligaziulii I f r i p l o r h r
tlell'I si it ii
t
o r ili «Ili r i c e v e v a il f anci ul lo ( l à). I la li -
ciulli p o t e v a n o es se re restii ili! i al II irov eru o ila
q ue st i! r e c l ama t i . «piallilo Ir circi»'!aii/.e lo a v es s er u
r ic h i e s i o ( Iti), ( p i a n i l o il r i r o v r r a t o tosse s t a t o in
t r a i l o ili g u a d a g n a r s i la v i ta , a l l or a c es s a v a la
p e n si o n e e su iloina mi a •U lla ta mi gl ia, presso cui
si t r o v a v a , poteva p a s s ar e i l cl i ni l i v a i n c l i i r al suo
sei v izio.
In quest*» inoilo si e v ita v a n o ai t'am iu lli gli svan-
!
taggi tisici «- sp iritu ali tirila vita ili Istitu to .
Nrl 1SI7 si
ebbe
lilla llinlia giornaliera ili •ini* ilnli-
viilui preseli! i. inni molli» interiore a ipiclla «Irgli anni
precedenti. Le entrati* t|«*ll*I si il iitu aiutavano «li alino
in anno diminuendo lentamente sopratutto per il
minor numero tirile oblazioni ( 17): rosi si veniva piv-
paratiilo la elisi, rlir iloveva travagliar»* il Kicuvrro
Uri
pt• rii»i1
1
» 1
s |s-
1
s
Iti.
. . .
In «piesti anni fortunosi il prulilrina «Irli unita na-
/ioiialr. balzato «piasi improv \ isaim*tit«* alla ribalta
pulitira. urriipava tutti gli animi sospesi in attesa
• Irgli eventi, dir si vniivain» maturando,
fusi nuli 'i «un» pili rrsi*ruziuiu* tirile leggi contro
l'accattonaggio e la capitale venne ri«*nipieiiilosi ili
meiulicaiiti. cresciuti di uuiiien» per la guerra <- liberi
• li elemusinare. perchè nessun*» più si ucciipava ili
loro. Allora il numero ilei ricoverati nrl nostro Is ti
tuto 'i ridussi* a H it tra attuiti r lam in ili, sani e«t
infermi 1l>).
Mentre ili pari tempi» le offerte ilei pubblici» 'i
riilucevam i
11
uasi a nulla, perche tutti venivam» accu-
sanilo il llicuvrii» ili inutilità nel vedere le stradi* di
m iovo
in testate dai
mendicanti. I ua tabella delle
solitisi
rizioni annuali dal
IM I
al IS IS , compilata il
Iti dicembre |s i* . dimostra etuni* da un massimi» ili
lire 7o.7'.»n.7l* raggiunti» nel 1SI2. le somme riscosse
'ceserò nel 1>1> a lire 2 7 . 2 «>ti ( 11*).
Il
neonato potere parlamentare toglieva al Mmi-
'teru riiuniputruza iti inatrria di Opere l ’ir: alluni
l'abate Don M irlirlr Nachetta l ’rrsid riitr del Kicovcn»
di M rtnlirita rivolse una supplirà al l ’urlailiriitu,
r lir
rimette"*- m \ Igurr le leggi culitru l'accattu-
naggio peri hè
il
llicuveru si tro vava finanziariamente
a mal partito per Ir mancati- offerte dei Im iefattori
indignati che Torini» fosse ili nuovo piena di uicudi-
12
canti. La supplit a tu rinnovata rolli* Iiilin* dell'inti tu
A
II
11
11
itiist ra/iolir nrl dicembre perchè il nostro Isti,
tutu correva iìm-Iiìu di nutrire pii di'sangiianirniti.
L'Aiiiministraziuiie ura. di giorno in giorno acne-
scemiosi il pericolo per la mancanza ili lòmli. conse
guenza delriiieseglliniellii» della legge proibente il
liieiidicant isinu. si triiva di iniuvu mstretta ad espuire
chi* nessun pruvv('dimenio rinanamlusi, prima del
venturi» gellltaiu si vedrà nella deplurabile necessità
di rassegnale alla <uiigrcga generale dri Siici sullo-
si-ri11ori r
I
ti'iii'la I tori 1’iinpi i>sibiIità di «tintinnati' i:
ma
11
1t'iiiuii'ii1
1
» drlla Casa, prupuiiriidu una delini-
tiv;, deliberazitilie... (àtl).
Filialm ente il l«i marzo isil» il M inistero degli
In tern i laceva sapere al l ’rrsidriite tiri L’iciiveru t In
si sareblielu plrsi seri pt'tiv
V
ei|i|ll(‘llt i c u llili! i lllcli
dicuiiti e 'i sarebbe concesso all Is tillilo II1
1
sussidii
temporaneo Ira pochi mesi (ài i.
Il
l'.t marzi» l>ll* il Presidente Vachetta raccolsi
la b rand e Congrega tiri Su ri. L’i'llltii rusi elle i lllrli
d icau li ritirali eraliu l iti. e. per le lilluve leggi, 'a li li
bein 'la ti purtati a ino, con g iam li"im u aumenti
della 'pesa giurilaIicra. A ciò si doveva provveder*
m i ricavato drlla pubblica carila, perciò il Ministeri
av rebbi* di•v ulo pubblicali* liti manifesto et citatile all;
lid ie licenza, concedere II II a 1
1
1Ilo sussidio pel 'Oppi
mi* a tulli* Ir 'p«*'«* a t ili nella migliori- delle ipoto
la carità pubblica imu poteva bastali*; eccitare li
opere drlla M rlid irità Is tillila e ili S. I ’a«ilo a veliir»
ili soccorso del llicuv «lo. Il (in velilo avrebbe dovuto
inoltri* anticipare al nostro Istituti» tiri fondi a ulule1
ili prestito.
Il
L’ieuvem, d'alt la p a lle, prtim«‘tle va di mante
U rie in viguie la culidiziuiie principale per esser l'il*©
ve la li, rlir ria di esser ru p i a liirudiran* dalla fi
pubblica (ò_). Il M in istrili rispumb'va al Presidenti
d d l'O p era il l> aprile colii'cdcndi» mi sussidio
L . 7•
mmi
. suscettibile di alimenti se «*ra ne«*essario
pnuuct Irtidu di «it tempera r«* alleile alle altre liclli»'
II is aprile stcssu, intatti il Ministro inviava
appelli! ai l’resideiiti di tutte le Opere l ’ir di Ti
perchè v«•nissrrn in soccorso dcll'unnai moritiiru
I
tutu. Kispuscru con ini consenso sultaiito
I I
Mailrizia
111
i. r<inr<‘<lrmlu
im i
sussidio di 2200 lite,
r« Ispirili ilei <a lm i incili coli mi sii sidio «li L. 100
III seguiti» a tuttu questo il Teologo Y aclietta
veva al M inistro il 2.1 aprile 1S11», annunziando
possibilità di far nuove aitimissiuiii (à i).
Lu stessu il
geli ua io ìs-.u scriveva n ih iv
ringraziam i!! delle dis|iusiziuiii prese cu n tn i I'
tuiiaggiu • dn i ìia la 1
1
< lo clic l’Anitiiiiiist razioni
Uicuveru era piena di luiuiia vuluiità per et
dere alle direttiv e del (inverili» (àà).
Cosi
la crisi
poteva dire felicemente superala.
t uli II. I lecletu-legge Ili agosto
ls .\o
tu ri
il Itcg o laiiH iito fonda m entale della pia
Casa,
•pianili riguardava la cum|Hisiziune dell*,
zinne e della Direzioni* permaiienle (M i).
Il
nunieru degli Amm iiiistraturì fu in fatti
da ;il a -ili I."»7), e lu stabiliti» che durassero in
un triennio, scadendo di funzione 12 ogni
Vai arai niente le scadenzi1 dei primi due aulii salvi»
lui*i state (Irrise a suiti*, liuti seguendosi per «*sse il
(Tilt n u d i permanenza iu «‘urica stabilito. La Congrega
liri i vale doveva poi nominare ugni amio lo comm i'
s.irii, «■«'III ura rie» » di esamiuan* i conti d d l'ann ata
a
(ìdi I •* ('»S). «'operi i gli lllliri rimanevano 1 aitllui-
lii'lialu ri senza incarichi; «piesti avrebbero avuto
1*11
1i«- ii i di Visitatori (àll), rnll'i lira lin i ili esercitale la
siirvegliatizu Siill'ist it
I l i o
prl* I*! violili ciascuno («il»),
M pul i
va poi 'irg lie li* ini cerio numero ili Coopera-
tMi nel Ir provimi** «• di Cooperai riri per vigilare
sIIIli• ili lime (lil ).
Fu stabiliti! «h«* il Ikt'gulailientu sarebbe statu
rii-'.imina1
11
alhi srader** di un «leccnniu. I na nuova
inulina fu inv «•«•• apprnv ala sultani*» coli II.
D ccrctu
uttubre
1*71
*• servi a chiarire niegliu i «rittiii di
accctIazione dei m endicali)i, eliminando ila essi j
l'atii iulli. il cui postu era negli istituti «reati p«*r «*"i.
l’u stabilita» infatti rlu* nessuno poteva «•ssclc a cc e l-
lato, '•• nuli in seguito ad arresti» per ipicstua. se uun
aveva raggiunti! l'età tli H» anni, diniustraiidusi ina
Iiili■ ad un lavui'u bastante alla sua sussistenza,
si* limi era nativu *i residenti* «la un d ern i ilio a Turim i
ii
i ii'niiidariu, si* uun aveva parenti tenuti a uiaiite-
iitilu purché nuli fosse affetto da malattia infettiva,
>l.i alterazione di meli..........la epilessia
l'un uni pur** rilucenti anche questa vulta varii
articoli rigiianlanti rA iniiiinistrazione e le incom
benze spellanti ai va rii ìillici.
lu seguilii alla h'gge sulle ( )p*i'** l’ic *1*1 17 lugliu
I Sin» furuiiu latti altri mutamenti nella ristampa del
llegtilainniiu nel Isu7 pi i).
Ma la riforma fuiidam rntalr fu fatta «pianilo,
sii
parere drgli eliI i colisultiv • il potere esecutivo (lì I )
tolsi* la condizione essenziali* «li ammissioni', rioò
l'arresto per «pirstua. Così l'istitu to mutò natura,
ridiirnulnsi ila una rasa drstinata ad arruglirii* i
mendicanti ad un semplice ricovero ili inabili al
lavoro.
I
n regulaiueiitii interno, «■«un pila t«» tlall* Animini-
straz.iune nelle sedute del 21 novembre IS 7*i e ilei 1I
geminili ls77 era venuto a stabilire cuine si doveva
formare la lista degli amm inistratori, «piali dovevano
esser** le
attribuzioni ilei direttori, l'iiUicio degli im
piegati, mentre ili pari tempo «lava nonne p«*r i
ricoverati, c*»sa «lillicile da far** »*s«*guire. l^u«*st«*,
scritte su cart«*lli, fui «um a tlissi* in ogni eaiueronc (lià).
l'.sse presecivolio ili astenersi dalle liti, dalle ingiurie,
dalla bestemmia, da «liseocsi «ni atti imniucali «ni
antileligiiisi.
Fin dal là ottubee lSliO ecaim stat«* introdotte
eimple Siluri* «b-U'Onlilie tli S. \ iticeiizu tic’ Paoli,
perchè avessem cura della biancheria e delle masse
rizie, e quasi subilo fucoiiii portate a sette e pui ad
C
w m
I
m u
: la ara 41 asta.




