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il piume i m o

mm

«

F

ulgida gloria piemontese è (juesto pittore acquarel-

lista che, partito dal suo paese natale con la sola

raccomandazione dei suoi pennelli e senza lo scojxi di

guadagnar denaro, è stato

jht

circa quarantanni un

ambasciatore dell’arte italiana a ll’estero.

Il

suo nome illuminato di gloria in tutto il mondo,

ove le sue opere sono ben conosciute, ha acquistato

a ll'Ita lia il primato dell’acquarello, portandolo a fastigi

che non temono confronto con quelli dello stesso 1urner,

che egli riuscì a superare in quella trasparenza di tinte,

in quella profondità e vaporosità di luce tli certi cieli,

che pur resero giustamente famoso il pittore inglese.

Nomade più del delicato acquarellista Kneip, com­

pagno

di (ìoethe nel viaggio in Italia, egli ha sempre

raccolto le sue impressioni sul luogo e nel loro miglior

momento di poesia di luce e di colore, mantenendo

vivissima all'esU .o quella tradizione artistica, che sul­

l'orma di tanti altri nomi, ha fatto d ell'Italia l’insuperata

maestra in ogni tempo ed in ogni luogo.

Eugenio (ìays è nato a Kivara ( anavese da nobilis­

sima famiglia del Piemonte, che conta ben sette secoli

di vita e di tradizione fulgidissima. È (juesto un parti­

colare della sua vita che non va trascurato perchè la

nobiltà di

casato

ha avuto importanza decisiva sul suo

carattere e nella sua arte, poiché e nell’uno e nell’altra

ha mantenuto la distinzione della sua nascita.

En trato giovanissimo nella scuola di Kivara, fondata

dal grande indimenticabile Carlo Pittara, vi apprese

con altri valenti compagni, tra cui il Rayper. il Viotti,

il Soldi, il Pastoris e l’Avondo, i prim i segreti di quell’arte

che doveva poi procurargli tanta gloria e tanta con­

siderazione.

Del Pittara subisce l ’influenza del soggetto, che ab

bandoliera solo dojx> diversi anni,

quando

fuori dall

pastoie della scuola avrà trovato una sua definitiva

nuova forma di espressione paesistica.

Rimasto orfano a quattordici anni del padre, che et

contrario a quella sua vocazione di pittore c che prefc

riva avviarlo agli studi classici, ottenne dalla madre

consenso per entrare a ll’Accademia Albertina di lori»

ove cominciò a dedicarsi con giovanile passione all arti

e dove si legò di affettuosa amicizia coi compagni

accademia: Calandra, («rosso, ( avalleri, Bistolfi

Canonica.

Poco più che ventenne, all'Esposizione Nazionale <

e seguendo i suoi impulsi, ferma nell’arte la sua pefl

nalità, esprimendola con pennellate pronte e soli

ottenute da una mano forte che non trema alle

mentali carezze della natura che ritrae, ma che

anzi un tale vigore descrittivo cosi da potersi rile

sebbene in diversa materia, la forza nativa di

I>. :

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>tre anni di intenso studio,

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' quale aveva per­

isti; lottando contro dure necessità materiali, lavo­

rando

appassionatamente e senza nulla attendere dal

miracolo, si presentò ad una Esposizione di Parigi.

l u d trionfo della sua schietta e già ben definita

personalità artistica. Il pubblico comprese ed amò

subito

1

quadri del pittore italiano j>er la singola­

rissima abilità acquarellistica e per il pathos delle

tinte prese da tutte le tavolozze del creato, quasi

come delle note da diverse tastiere, jh t farne

1111

canto

;ill t natura.

Dalla visione dei suoi quadri infatti si (trova la sen­

sazione di

1111

dramma musicale, il grafico del dipinto

•i trasforma e si spiritualizza nel mistico linguaggio

Iella luce e delle ombre, perchè il colore, jh t dire con

parole di Margherita Sarfatti, non è più

1111

semplice

rivestimento epidermico, càmpito dentro lo spazio

Iella superficie disegnata » ma esso è la sola materia

plastica che versata nella forma del disegno definisce

1 paesaggio secondo il desiderio di espressione del

nondo interiore dell’artista.

Ma egli non si sofferma ad ascoltare gli elogi. Per lui

* necessità organica di vita lavorare e produrre per sod-

lisfazionc propria e per l’onore della sua Patria, per la

quale esprime la sua nostalgia in acquarelli che sono

esori di delicatezza e di sentimento.

Per la sua anima di aristocratico e di artista, temendo

he d successo lo jx>ssa impigrire, e jx-r migliorare con-

inuamente le j>roprie doti culturali e crearsi una propria

pirituale realtà, si mise a viaggiare, ritirandosi prima

iella solitudine del Congo, quale illustratore ufficiale

ii una sjx'dizione scientifica, ove trascorse quattro anni

n intimità con la natura e il mistero del creato.

Ma

jH>i,

sempre più preparato, jx>rtò l’arte sua, e

on ess.i l’arte italiana, in numerose regioni d’Europa,

lell’Africa e dell'America.

Disegnatore rigidissimo, ferma i particolari meno co-

Torino, i suoi quadri ottennero subito un grande s» "uni •« °8 ni

* * N » » a conoscere con pro-

. e alcuni furono acquistati da S. M il He. dal “nda -nervazione mentale e con vtva inspirazione

dell

1

Pubblic

animo, così che il suo pennello, in ogni località, ha

lato cajxdavori di pittura che hanno arricchito gallerie

cesso

Regina Margherita e dal Ministero

Istruzione.

1

1

...

«vate, nazionali e di case regnanti.

Ma la sua vivacità e la sua sensibilità artistica, ues

derosa di svilupparsi e di perfezionarsi, non gli pena

sero di rimanere a Torino, ed egli corse a Parigi, o*

frequentò lo studio di Pasini, di De Nittis e poi la scori

del celebre Beniam ino Constant.

L ’influenza di Parigi e degli artisti di quel te: „

determinarono un nuovo indirizzo alla sua arte. # n 1-v'™ t o « S v e r n o Fascista, ha visto degna

liberandosi da, vinco!, dell'accademia cerca una tee* * ™ ' '"-sacrate e valorizzate nel segno del Lm o no

più larga. Egli inizia a concedersi il lusso dei toni

v i *

"'"'"«■ a z io n i artistiche degl, italiani.

Ma anche in Italia numerose sono le sue esposizioni,

innumerevoli sono i quadri tutto musica e colore con

qu.ih

ha ritratto questa sua Patria con la gioia di

&rle un omaggio devotamente figliale.

D

ojm

lungo viaggiare è tornato in Italia quando.

Qui egli ancora lavora con viva energia, mantenendo

Ila sua Patria il primato dell'acquarello che da lui

attato con molta forza di colore ha raggiunto un tal

ertice di perfezione della quale c difficilissimo conoscere

seg reto .

G lf m »_O r— o: ritratte (al p ittar* lugani.

Volendo classificare il Gays in un’epoca pittorica, si

deve dire che egli è ancora uno dei rappresentanti

dell’Ottocento, ma di quelli più grandi e più significativi.

Egli infatti sa cogliere i valori spirituali del paesaggio,

e sa esprimere ogni battito del cuore e tutto il linguaggio

del suo animo di artista e di poeta con miracoli di

tecnica, coi quali giunge a risolvere taluni problemi cro­

matici che per molti pittori contemporanei sono ancora

una incognita.

GIOVANNI DONNA