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Infatti

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dei là giocatori che formano la squadra

del

K. appartengono a due soh* squadre: quelle

del Maramotti c del Bazzani. Per cui all'ottima tec­

nica dei giocatori si accoppiò facilmente l'assieme,

cioè l'omogeneità della squadra. La compagine venne

affidata alla direzione tecnica di Belletti.

Al campionato nazionale partecipavano r»Usquadre

di tutta Italia, divise in gironi eliminatori di zona.

La squadra del ('ornando Federale di Torino nel

torneo eliminatorio piegò facilmente, sia ncU'andata

che nel ritorno, le squadre di Aosta, Vercelli e Novara.

Superato questo primo scoglio, risultato facile, si

presentò alla squadra torinese quello ben più difficile

degli ottavi di finale. Queste difficoltà affiorarono

appieno nella prima partita degli «ottavi». Infatti

a ('remona, contro la squadra di quel ('ornando

Federale, i torinesi dovevano conoscere la prima scon­

fitta. Non tardarono però a rifarsi dello scacco patito.

Infatti nella partita di ritorno, giocatasi nella nostra

città, la squadra torinese riuscì vincitrice per uno

scarto di -I punti.

La schiacciante vittoria contro il Cremona valse

a far entrare nei (piarti di tinaie la compagine

di Torino. La squadra competitrice era quella del

0. F. di Napoli. Ma sia nella partita di andata che

in quella di ritorno i torinesi fecero, come si suol

dire, un sol boccone della squadra partenopea. Ed

ecco i torinesi entrare in semifinale. Questa volta

l'osso da rodere era ben più duro. Si trattava della

squadra «lei (’. F. di Milano. Ma anche questa volta

la forte e ardita squadra torinese si è imposta, pie­

gando sia a Milano che a Torino la squadra lombarda.

La tinaie è stata disputata contro la compagine

di Padova, ritenuta dagU intenditori la più forte

del torneo.

L’allenatore Belletti ha dovuto intanto apportare

per motivi vari diversi rimaneggiamenti alla forma­

zione del « quindici » torinese. Anche questa volta

malgrado i numerosi intoppi l'abilità e la volontà

ebbero ragione degli elementi avversi. Infatti in un’in-

fuocata partita il ('. F. Torino riusciva a battere il

(’. F. Padova per 5 a 3. Breve, la domenica succes­

siva, il primo agosto, la squadra patavina veniva a

giocare a Torino per la partita di ritorno che ebbe

luogo sul campo Napoleone. Anche questa volta i

torinesi riuscirono vittoriosi e con la cittoria conquista­

rono il campionato

nazioii.de

a degno i

di tanti

sacrifici e di tante battaglie superate cittorioxamente.

S IL V IO V A R E T T O