M A I L A B O L L I N I , N I N O C A R E T T A ,
BERNARDO NORZA, G IUSEPPE MASSIA:
P R E S E N T I !
C ia concesso a me, fratello di una delle vittime della
tragica ascensione del Becco della Tribolazione,
illustrare brevemente su queste ospitali colonne della
«Rassegna Municipale Tonno», come avvenne la scia
gura che costò la vita ai quattro goliardi.
Non è senza commozione, senza un pianto, e un fre
mito di pietà che io mi accingo a parlare di Mai la Bollini,
di Nino Caretta, di Bernardo Norza e di mio fratello
Giuseppe.
Quattro giovinezze, belle, fiorenti, promettenti, tutte
dedite ai più nobili, ai più sublimi entusiasmi ed ideali,
hanno segnato sul Becco della Tribolazione, con una
striscia rossa del loro sangue, il giorno 20 giugno 1937,
giorno caro al cuore dei Torinesi, fedeli devoti di Maria
Consolata.
La tragica sciagura che ha impressionato vivamente
tutta la cittadinanza torinese che ha tributato solenni
spontanee onoranze funebri, può trovar riscontro, per
il numero delle vittime e per il modo con cui avvenne,
soltanto con quella avvenuta qualche tempo fa sul
Dente del Gigante.
Ho potuto parlare con divètii dimu uei quattro scom
parsi, alpinisti ed accademici del C. A. I. e mi sono venuto
così formando la mia idea che non pretende certo di
essere l'ortodossa, perchè in questo campo la fantasia
lascia libero spazio alle più ampie supposizioni.
Tragedia immensa di quattro giovani esuberanti esi
stenze che là. sull'inviolata parete del Becco, in una gior
nata sfolgorante di sole, nel pieno meriggio, in mezzo
alle valli che raccolsero il loro grido, esalarono l'ultimo
anelito della loro vita, con sulla bocca una parola, un
nome: Mamma!
E Tu Bernardo e Giuseppe avrete avuto anche negli
occhi in quegli istanti terribili che io mi auguro siano
stati per Voi i p.ù brevi possibili, la visione delle Ambe
africane, dell'Alagi, dell'Aradam sulle quali, soldati
dell'impero, calcaste il vostro piede.
Erano partiti alle ore 14,45 da Torino, colla Ferrovia
Canavesana, sabato 19 giugno, diretti a Pont per prose
guire poi alla volta di Rosone e per il vallone di Teleccio
raggiungere l'inviolata parete della Becca, sulla quale
dovevano trovare sì straziante morte.
La gita sociale precedentemente organizzata dal C.A.I.,
della quale erano direttori Bernardo e Giuseppe e
l’avv. Castelli, non potè all'ultimo momento aver luogo
perchè le persistenti cattive condizioni atmosferiche
ne sconsigliarpno l'effettuazione.
Ciononostante Bernardo e Giuseppe non vollero rinun
ciare a auella che era ormai da parecchio tempo la loro
idea dominante: dare l'assalto all'inviolata parete sud
est del Becco della Tribolazione.
Ad essi si aggiunsero altri compagni che volevano pure
effettuare l’ascensione della Becca, ma dalla via normale.
Tutti alle 17 giungevano a Locana ove Papà Massia
ebbe la fortuna di vederli per l’ultima volta, ultimo fra
tutti i parenti dei quattro scomparsi. Alle ore 20 circa
erano a Teleccio ove li attendeva la fedele guida Pezzetti.
Con lui trascorsero la notte nella grangia dello stesso
M




