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« cui il valoroso prestigiatore sa illudere, sorprendere

« e piacevolmente ingannare anche l'occhio più veg­

g e n te ed esercitato. Dopo tutto questo nessuna

« meraviglia se il Sig. Bosco trovò bellissimi accogli-

« menti nelle principali metropoli e presso le prime

« corti di Europa e se tutte le gazzette lo hanno

«solennemente acclamato come il più ferace m-

« ventore di siffatti curiosi ed interessanti spet-

« tacoli ».

Peccato che Casanova fosse da tempo morto, altri­

menti avrebbe appreso da Bosco qualche nuovo mezzo

per imbrogliare il prossimo ed arricchirsi alle spalle

dei baggiani!

Continuando nella serie degli articoli italiani, tro­

viamo sulla Gazzetta di Bologna del 7 marzo 1836

un altro elogio del nostro uomo.

« Bartolomeo Bosco, il celebre prestigiatore ita-

« liano di passaggio per Bologna, ha dato fra noi tre

«saggi pubblici della sua stupenda abilità nelle sere

«del 3. 5 e 6; un'affluenza straordinaria e sempre

« crescente ed i più sentiti applausi hanno pienamente

« corrisposto al di lui merito già riconosciuto dapper-

« tutto. Qualunque diversità d'impressione possa far

«nascere l'apparato, l'accessorio, la parte inanimata

«diremo cosi dei suoi giochi, certo però le persone

« di buon gusto e di fino criterio dovranno tutte

«accordargli un’arrivabile agilità di mano nel far

«comparire e scomparire, nel tramutare sotto gli

« occhi degli spettatori oggetti anche voluminosi

« senza che la maggiore oculatezza possa avveder-

« sene ».

«Questa rarissima abilità costituisce il fondo pe-

« renne dei suoi giochi, e questa lo ha fatto ammet-

« tere sempre con la più completa soddisfazione nel

« fiore delle società più colte e gentili e davanti alle

«corti di tutte le Capitali dell’Europa. A Parigi,

« Bosco era du meilleur ton; ed i giornali francesi più

« diffìcili nel rendere a noi italiani ciò che ci compete,

« senza esitare a dargli vanto su i loro famosi presti-

« giatori Turandot. Comus, Olivier, e Comte, lo

«appellano sino un Nostradamo, un Cagliostro redi-

« vivo. I fogli di Berlino e di Vienna lo qualificano il

«Paganini dell'arte sua, le Gazzette Privilegiate di

« Milano e di Venezia lo hanno equiparato nel suo

«genere alla Malibran nel canto, a Pugliesi nel cal-

«colo. Egli è insomma una delle rarità artistiche

« viventi ».

É veramente il caso di ripetere tanto nomine

nullum per elogium!

Fra i giornali esteri oltre il trafiletto già citato

sulla sua avventura a Parigi, ed il suo naufragio sulla

Senna può interessare al lettore quello comparso nel

luglio 1834 sul Giornale della Guardia Nazionale di

Marsiglia. Anche qui il Bosco... ne fece una delle sue,

così di conquistare di colpo la simpatia e l'attenzione

dei focosi marsigliesi.

Scrive il cronista:

« Al suo arrivo in Marsigl'a Bosco smontò ad uno

«dei migliori alberghi, e per giudicare un poco di

«quel paese, andò in incognito a pranzare ad una

« tavola rotonda nella quale trovavansi altri dodici

« e più commensali. Terminato il pranzo, uno di

«questi desideroso di sapere che ora fosse, cerca

«del suo orologio nè più lo trova; certo d'averlo

«avuto prima di mettersi a tavola se ne risente ama-

« ramente; un secondo cerca del suo ed ugualmente

« non lo trova; un terzo, un quarto, e così via discor-

« rendo fino allottavo. La cosa si fece seria. Uno di

«quei allora dichiarò altamente che non sarebbe

« uscito alcuno da quella sala prima che il fatto non

«fosse al chiaro, e che non si fossero ritrovati gli

«orologi che mancavano. Si mandò a chiamare un

«commissario, il quale giunse poco dopo. Si cerca,

« si interroga, quando con gran sorpresa di tutti fu

«trovato che ciascuno aveva nelle tasche del vestito

« il proprio orologio, nonché Bosco il quale si alte-

« rava oltre ogni credere e pretendeva che il suo

« parimenti si ritrovasse.

« Indovinate dov’era? Nelle tasche del commis-

« sano che era ivi giunto pochi momenti dopo la

« questione, per cui questi oltremodo sorpreso

«esclamò: — É per certo giunto a Marsiglia il ce-

« lebre Bosco. —

Nessuno.se

desso si eccettui, è

«capace di operare sì strepitosi prodigi.

« Bosco allora vedendo che il suo nome era tanto

«accreditato in quel luogo, ad onta che non si fos-

« sero ancora conosciuti i suoi giochi, manifestò la

« sua persona, ed in quella circostanza vuotate di-

« verse bottiglie di Sciampagna fu da ciascuno enco-

« miato ed applaudito il suo talento».

E finiremo col dir bene di Bosco, coll’articolo

inserito nel Moniteur des Thédtres del 18 feb­

braio 1837.

« Il nome di Bosco è divenuto ormai troppo popo-

« lare in Francia perchè possa dimenticarsi, perchè

« uno non mostri il più vivo interesse di aver notizia

« di questo famoso prestigiatore, e dei suoi suc-

« cessi.

« In questo momento egli è a Napoli ove fa gran

«figura ed attrae un numeroso concorso ai suoi

«piacevoli esercizi. Dopo aver percorsa una buona

«parte d’Italia egli si è momentaneamente fissato in

«quella capitale, dove ha dato tre bellissime acca-

« demie alla presenza del'e due corti riunite di Napoli

« e di Sardegna, e della più distinta nobiltà delle due

« Potenze. Le sue rappresentazioni hanno avuto luogo

«al teatro del Fondo, e dodici ne sono state infatti

«affollatissime di spettatori, e l’incontro che desse

« hanno avuto è servito ad impegnare l'impresario

«Sig. Barbaja ad entrare con esso in trattative per

« il rimanente del carnevale a ragione di 1000 franchi

« per rappresentazione.

« Intanto la Francia sorride sempre al Sig. Bosco.

« Egli si propone di ritornare con una magia del tutto

« nuova. É 'questa una intenzione nella quale non

«sarebbe stato facile impegnarlo a perseverare.

«Egli è stato la risorsa dei nostri spettacoli; e

«dei nostri teatri; volendo, potrebbe egli renderci

«ancora* i medesimi servigi che ci ha reso per il

« passato ».

Questo fu il nostro Bosco, veicolo d ’italianità nel

mondo, che tenne alto il nome e l’onore della sua

Patria, con dignità, quale compete a chi giustamente

era, nel suo genere, il re dei re!

A rv . G IU S C P P C O U V I t O