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Ecco quanto scriveva un giornale di Parigi, al

giungere del Bosco:

« Arrivato a Parigi ed all'Albergo dell'Inghilterra,

« Bosco fece chiamare un barbiere che lo radesse

«con molta destrezza; trovò Bosco in costui una

«certa aria d'importanza assai comune presso questi

« tali. Per correggerlo si guardò in uno specchio, e lo

« rimproverò quindi di non averlo sbarbato da una

« parte. Il barbiere stupefatto lo rase senz'altra osser-

« vazione dalla parte che gli aveva indicato; ma quale

«fu la sorpresa di costui allorché il nostro prestigia-

«to re gli presentò all'istante l’altra guancia nuova-

« mente rivestita di pelo, ed anche più folto, di modo

« che pareva non fosse mai stato raso. A questo tratto

« il barbiere si confuse, e domandò seriamente a

« Bosco se avesse a che fare col diavolo o con un

« uomo, e si rifiutò ostinatamente di continuare

«un'operazione che giudicava interminabile».

« Bosco si portò I’altr'ieri di buon mattino sul

« mercato, ed avvicinatosi ad una contadina che ven-

« deva delle uova le domandò se eran fresche e quanto

« ne voleva. Stabilito il prezzo si protestò che le

« avrebbe pagate a condizione però che fossero

«fresche, e voleva egli medesimo farne l’opportuna

«esperienza. Toltone perciò uno in faccia alla vendi-

«trice vi fece trovare una moneta d’argento che si

« pose in tasca, ne rompe un secondo, ed ugualmente

« un terzo e ne estrae da questi una moneta d'oro.

«Sorpresa allora la venditrice ricusò di vendergli le

«ova pattuite, ed anzi persuasa che queste fossero

« tutte piene di denaro andò a romperle dentro un

« cortile, ma le trovò tutte vuote come necessaria-

« mente doveva accadere. Bosco allora impietosito

« per aver fatto rompere tutte le uova a questa

« baggiana le si avvicinò e volle regalarla di quelle

« monete stesse che aveva dato ad intenderle aver

« trovato dentro le uova ».

Già da allora dunque non mancavano le trovate

pubblicitarie per creare l'ambiente!

Mentre fa la spola tra Parigi e Rouen, da Londra

piovono messaggi che reclamano la sua presenza.

Vi è nella gran città, padrona del mondo, un certo

nervosismo per essere stata dimenticata e quasi evi­

tata. I londinesi non possono sopportare che la loro

metropoli sia considerata inferiore a cittadinuzze quali

Potsdam e Varsavia, per tacer delle minori. Ma a

quanto pare, e non si sa per quale ragione, Bosco si

faceva assai pregare per attraversare la Manica. Forse

la ragione si potrebbe trovare nel contratto che final­

mente stipulò per trenta rappresentazioni il cui

prezzo venne pattuito in complessivi franchi 40.000!

Stipendio questo da potersi paragonare a quelli

delle dive d’oltre oceano.

Ma pare che il nostro Bosco fosse abituato a tali

cifre perchè... rmunziò o meglio dovette rinunziare

al contratto per causa di forza maggiore.

L’intoppo è cosi descritto da un resoconto del

Giornale di Parigi in data 20 aprile 1833. dal pomposo

titolo Lo magie dans l'eau.

« Nel punto in cui vi parlo una impreveduta

«disgrazia terribile tiene istupiditi gli abitanti di

« Rouen. Tutte le loro speranze sono state rove-

« sciate, ed i loro piacevoli progetti inghiottiti in

« un istante. Eccone il fatto. Un uomo universale il

« di cui talento era stato apprezzato dalle principali

« corti d'Europa, e che per la suacelebrità si era acqui-

« stato un'immensa reputazione, l'insigne Bosco era

«con la massima ansietà atteso a Rouen, come si

« aspetta un nuovo Sottoprefetto nel Capoluogo, come

« i Giudei aspettavano il Messia e come i Sansimoniani

« la Donna libera, vi giunse alfine, ma ohimè! senza

« magia. Si era imprudentemente separato dalla sua

« cara metà, ed aveva confidato l'intero suo equipaggio

« al battello a vapore che fa il tragitto da Parigi a

« Rouen. Appena giunti al ponte del Pec, l’inabile

« Palinuro del malincontrato legno lo fa infrangere

« ad un arco e si perdono le preziose reliquie che

« trascinava a rimorchio, ed abbandona al fluido la

« fisica e la sua fortuna. Ecco dunque la Magia nel-

« l'acqua, e la metà del Sig. Bosco andò a raggiun-

«gere Giona nel ventre della balena; addio Pistole,

« addio Spade, e Piatti miracolosi. Si sono veduti dei

« lucci ingoiare le Palle magiche ed abbeverarsi nei

« bussolotti del portentoso prestigiatore, ed il pesca-

« tore trovare nella sua rete la casseruola dei Passeri

« resuscitati e servirsene per friggere il suo pesce.

« Un giocoliere ordinario avrebbe potuto credersi

« ridotto al niente per questo tragico avvenimento,

« privato dei suoi strumenti come sarebbe Rubini

« senza il la, Chodrue Duclos senza barba, il capo

«dei Sansimoniani senza Toga, le Farse senza Arnal,

« Gustavo III senza candele. Felicemente

ora più

« di energia nel nostro Mago. Non ha piai

ocrusa-

« lemme, ma ha pensato di riedificarla. Che importa

« dopo tutto, ciò? Ha perduta la sua bacchetta por-

« tentosa, ne ha trovate cento; questo non gli ha

« impedito di

scamottare

i Normanni e i loro processi,

« la Normandia e le sue

Poma,

Rouen ed il suo Sidro,

«

non

gli

mancava

più

che la parodia del passaggio del

« Mar

Rosso,

facendo aprire

la

Senna

per andare in

«traccia

del suo bagaglio in essa affondato».

Se Rouen ebbe la sua rappresentazione ugual­

mente grazie agli espedienti che non dovevano certo

mancare all'industrioso Bosco, Londra in compenso

dovette ringoiare i festeggiamenti, i desideri e le

speranze.

La sciagura faceva perdere al Bosco i 40.000 franchi

e gli causava danni considerevoli per una forzata inat­

tività. Dovette essere una bella causa quella che il

legale parigino del Bosco, instaurò all'amministrazione

dei Vapori! Una causa per cui oggi si richiederebbero

somme enormi di danni, sopratutto per il lucro ces­

sante! Ma invece le cronache dicono che l’ammini­

strazione fu condannata a pagare la metà del valore

degli oggetti perduti.

Cosa fece in tal frangente il nostro Mago?

Pensò che questo era un avvertimento od un

richiamo a riposarsi un poco.

Mentre a Parigi faceva ricostruire il suo gabinetto

fisico magico, si preparò a ritornare alla sua bella

Torino. Ai suoi ammiratori che lo supplicavano di

rimanere, ai fedeli londinesi impazziti improvvisa­

mente avrà risposto: « Vado a riveder Soperga. Pa­

rigi è bella, l’Europa anche, voi siete molto gentili...

ma io parto. Il Po è più sicuro della Senna ».

E si mise in cammino per il Piemonte, col suo bel

cocchio dorato.

Questa volta Torino accolse il suo concittadino

da par suo.

Bosco contava ormai 43 anni, era all'apice della

gloria e la risonanza del suo nome riempiva di legit­

timo orgoglio i bravi torinesi. Quattordici anni eran

m