In Napoli invece il Bosco ricevette una lettera
diretta Al Cavaliere Bosco, il cui soggetto dimostra
di quanta attenzione fosse circondata la sua persona.
Eccone il testo:
Rispettabile Cavaliere.
Non avendo mia cugina potuto assistere alla vostra prima Acca
demia. ed essendo desiderosa di conoscerne il risultato, io le ho
dato con alcuni versi l'idea de' giochi fatti in detta sera: che perciò
mi prendo la libertà di qui accludetene una copia in segno del 'a
mia stima ed amicizia.
Seguiva il poemetto di un centinaio di versi esal
tanti i trucchi e «gli incantevoli e strepitosi giochi»
e descriventi il teatro:
la fama che del celebre Bosco ripieno ha il mondo
mandò copioso numero di spettatori al fondo;
i palchi eran pienissimi e piena la platea
che il pubblico fanatico Bosco a veder correa.
Dalla lettura del poemetto che meriterebbe di
essere riportato per intero in quanto è una fedelis
sima descrizione deH'ambiente, si comprende il de
lirio, lo stupore, e l’amore con cui poveri e ricchi
dimostravano al Bosco che la sua fama era veramente
meritata e guadagnata.
Scherzosamente egli era chiamato demonio, ma
molte anime semplici lo dovettero credere veramente
tale. Basti accennare uno fra tanti aneddoti che risale
al tempo del ritorno dalla sua prigionia ed ebbe per
scena le montagne coperte di neve dei Carpazi. Un
giorno, dur ante la marcia, egli incontrò un povero
contadino del luogo e deliberò di strabiliarlo. Dopo
alcuni suoi giochi, il poveretto fu preso da istantaneo
spavento e cadde ginocchioni ai suoi piedi facendosi
il segno della croce e pronunziando scongiuri contro
il demonio che supponeva aver davanti.
Invece Bosco era molto di cuore e dispensava parte
delle ricchezze a tutti coloro che lo supplicavano, e
di demonio non ne aveva certo la faccia, come ognuno
può vedere.
E la stampa europea concordemente con frasi
rispettose ed onorevoli sempre ci descrisse il tori
nese, al suo apparire nelle grandi città.
Vediamo qualche giornale. La citazione servirà
molto meglio di queste note, a dare un giudizio e
ad inquadrare il personaggio nella giusta luce.
Il
G'omale del Commercio di Lione scriveva nel gen
naio del 1825:
«Ch i si diletta di genealogia trova infallibilmente
« che Bosco proviene dal famoso mago Merlino, il
«quale riposa coperto da una gran pietra in una
«foresta della Brettagna; ma Merlino era un negro-
« mante tristo e bacchettone, al contrario Bosco è
«un incantatore galante. Non abbiate timore, o da-
« migeile, Bosco non invocherà nè i fulmini nè le
«ombre, ma bensì saranno graditi fiori che farà pio-
« vere su di voi; se poi vi sorprenderete ed arrossi-
« rete vedendovi nascere al fianco della vostra cin-
«tura. e precisamente sotto il vostro cuore alla
« pubblica vista un mazzetto di violette o di rose.
« perdonerete il vostro rossore al Sig. Bosco in rico-
« noscenza del mazzolino che vi ha misteriosamente
« regalato ».
Venezia incantatrice, ricca di maschere e di ma
niere. che di incantesimi e di magie orientali era stata
più volte testimone, attraverso la sua Gazzetta Privi
legiata, si compiaceva nel novembre 1835 con un
lungo articolo che senza noia per il lettore può
essere trascritto. Bosco è paragonato, nella sua arte,
alla Malibran come più sotto vedremo; altri giornali
lo uguagliano a Paganini come già i francesi a Nostra-
damus, gran medico e gran astrologo di re e di
principi.
Eccone il testo:
«Quel Bosco che ha il potere di mangiare quasi
«le palle con le mani, e di risolverle in aria fra le
«sue dita, che fa sparire sugli occhi dello spettatore
«niente meno che una palla di cannone, che dà e
«toglie nel medesimo punto le monete senza che
« uomo se ne avveda (comodissima maniera di paga-
« mento e che il Sig. Bosco per carità del prossimo
«dovrebbe insegnare a noi pure), quel Bosco in-
« somma che è fra gli altri giocolieri ciò che è la
« Malibran fra le altre cantanti; diede giovedì sera
«nel teatro d'Apollo la sua prima rappresentazione
«dinnanzi ad un pubblico numeroso e che egli trat-
« tenne assai piacevolmente e con grande applauso
« per quasi tre ore. Quando sono 15 giorni, si annun-
« ziava in questi fogli il prossimo arrivo fra noi del
«tanto rinomato Sig. Bosco, già grande era <•orlare
«che qui si era fatto e si fac_/a di lui, e n. w„. che
« ultimamente gli impartiva la Gazzetta Privilegiata
«di Milano ripetute da coloro dei nostri che eran
«stati in quelle capitali testimoni di vista delle Acca-
«demie che il valentissimo prestigiatore vi ha dato,
«avevano destato in tutti vivissimo desiderio di am-
« mirare sulle scene del teatro Apollo la sorpren-
« dente perizia e maestria di Lui nell’arte sua. Ora
«l'universale desiderio è accontentato, il Sig. Bosco
«si è prodotto. Fedele alle promesse, il bravissimo
« Bosco intrattenne il pubblico coi suoi giochi fisico-
« meccanici svariatissimi e brillantissimi ed eseguiti
«con tanta accuratezza e precisione da non lesciar
« nulla da desiderare, di che fanno prova gli unanimi
« applausi che al terminare di ogni gioco si levavan
«da tutti gli animi... Queile tre ore furon certo per
«tutti gii spettatori una vera delizia e gli ilari visi
« e le lodi che nei crocchi che qua e là si formavano
« neN'uscita del teatro venivano all'eccellente pre-
«stigiatore, erano segno non dubbio della generale
« soddisfazione. Se non che usciti dal teatro e ognuno
« recatosi alle proprie case od altrove, se imprendeva
« a raccontare ai parenti ed agli amici alcuno dei
«giochi veduti, mal sapeva da quale s'avesse da co-
« minciare tanto riuscirono tutti meravigliosi e
non
«appena aveva appreso a dirne uno, che un altro,
« e poi un altro ancora gliene soccorreva alla memoria,
«e
tutti bellissimi,
sì
che ognuno che lo ascoltava
« mordevasi il dito per dispetto di
non
aver potuto.
« o di
non
aver voluto essere al teatro, e faceva fermo
« proposito d'intervenire alle altre rappresentazioni;
« e se per verità il Sig. Bosco ha goduto di vedere il
« teatro la prima sera, merita di vederlo affollatissimo
« la seconda; domenica, tanto più
che
in nessuna di
«dette
sere,
quando si eccettui quelle
delle palle
«invisibili. Egli
non
riprodurrà
alcuno dei giochi già
« veduti, ma saranno tutti nuovi; e vogliam credere,
« non meno dei primi svariati e brillanti. Segreti
«
mcomprensibili, raggiri
inesplicabili,
artifici fmis-
« siini, sveltezza di mosse, rapidità di operare, e
« tutto con somma naturalezza, tali sono i mezzi con
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