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Politica, diplomazia, battaglie
di Geoffrey Symcox
IL QUADRO DELLE ALLEANZE
(1700-1703). Gli storici concordano sul fatto che la
battaglia combattuta intorno alle mura di Torino il 7 settembre 1706 rappresentò
un momento cruciale della guerra di successione spagnola. Insieme con pochi
altri scontri chiave – Vigo nel 1702, Höchstädt-Blenheim nel 1704, Ramillies nel
1706, Almansa nel 1707 e Denain nel 1712 – essa segnò un punto di svolta che
contribuì a determinare l’esito della guerra. Fra le battaglie citate, peraltro, Tori-
no e Almansa risultarono particolarmente decisive. Almansa fece sì che Filippo di
Borbone, e non Carlo d’Asburgo, occupasse il trono spagnolo. La battaglia di
Torino assicurò la futura indipendenza dello stato sabaudo, ma allo stesso tempo
condusse all’instaurazione di una forte presenza austriaca in Italia, antagonista
delle ambizioni territoriali di casa Savoia.
Bisogna in particolare sottolineare un aspetto di queste due battaglie, ovvero la
natura eterogenea delle forze schierate da entrambe le parti, in quanto essa mette
in risalto la complessità delle reti di alleanze e il carattere cosmopolita del conflit-
to. Ad Almansa (25 aprile 1707) un’armata inglese, olandese e portoghese,
comandata da Henry de Ruvigny, un esule ugonotto con un titolo nobiliare irlan-
dese – lord Galway – che rivendicava il trono spagnolo per l’austriaco Carlo d’A-
sburgo, fu sconfitta da più numerose forze francesi, spagnole e irlandesi condot-
te dal duca di Berwick, figlio naturale dell’ex re di Inghilterra Giacomo II, che
combattevano per Filippo di Borbone. A Torino un esercito franco-spagnolo
sotto la guida del duca d’Orléans, cugino di Luigi XIV, fu messo in rotta da un
contingente militare costituito da truppe piemontesi, austriache, prussiane, del
Württemberg e del Palatinato, comandate insieme dal duca Vittorio Amedeo II
di Savoia e da suo cugino, il principe Eugenio, nato in Francia da un ramo colla-
terale di casa Savoia, ma poi divenuto comandante in capo dell’imperatore Giu-
seppe I. Questi due esempi mostrano come la lotta per la successione spagnola
abbia diviso l’Europa occidentale in due campi: l’alleanza franco-spagnola guida-
ta da Luigi XIV e la cosiddetta Grande Alleanza composta da Inghilterra, repub-
blica olandese, Austria e numerosi principi tedeschi, cui si aggiunsero successiva-
mente Portogallo e Savoia.
All’inizio della guerra Vittorio Amedeo II si era allineato con i Borbone, ma alla
fine del 1703 aveva cambiato parte, schierandosi nella lotta insieme alla Grande
Alleanza. Il cambio di alleati fu una enorme scommessa. Per i tre anni successivi
il destino suo, dello stato e della dinastia restarono sospesi, mentre forze francesi
preminenti occupavano le fortezze una dopo l’altra nei suoi domini, stringendo il
cerchio intorno a Torino, la capitale. La vittoria ottenuta intorno alle mura della




