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Il testamento di Carlo II è pubblicato in G
UILLAUME DE
L
AMBERTY
(a cura di),
Mémoires pour servir à l’histoire
du XVIII siècle
,
contenant les negociations, traitez, resolutions, et autres documents authentiques concernant les affai-
res d’etat
, 14 voll., Den Haag: Mortier, 1724-1740, I, pp. 191-210. La designazione dei due successori si trova alla
clausola XIII.
2
Si veda il prolisso
Manifeste de la Maison d’Autriche, qui démontre clairement ses droits à la Couronne d’Espagne
(giugno 1701),
ibid
., pp. 549-605. Esso nega la validità del testamento di Carlo II ed espone la pretesa degli Asbur-
go all’intero impero spagnolo. Tale pretesa deve essere intesa come una posizione massimalista; l’obiettivo reale
della politica asburgica erano, e sarebbero restati, i domini spagnoli in Italia.
l’imperatore Leopoldo I d’Asburgo
1
. Per evitare che l’eredità spagnola finisse
nelle mani del suo rivale, l’imperatore, Luigi XIV accettò il lascito a favore del
nipote, ben sapendo che la sua decisione avrebbe portato alla guerra. In un
primo tempo in realtà parve possibile mantenere la pace. Guglielmo III, re d’In-
ghilterra e
statolder
della repubblica olandese, accettò la decisione del re di Fran-
cia nella speranza di evitare la guerra dopo aver ricevuto assicurazioni che le
corone di Francia e Spagna non sarebbero state unite, conservando in tal modo
l’equilibrio fra le potenze, e che il nuovo governo spagnolo non avrebbe interfe-
rito con i commerci inglesi e olandesi nel Mediterraneo. I governatori dei terri-
tori spagnoli nei Paesi Bassi e Italia giurarono fedeltà al nuovo re Borbone che
portava il nome di Filippo V e accolsero truppe francesi a rinforzo delle guarni-
gioni delle fortezze loro affidate. L’imperatore Leopoldo peraltro non intendeva
rinunciare alle rivendicazioni di suo figlio sull’impero spagnolo, o almeno a quel-
le parti di esso che egli riteneva essenziali per gli interessi strategici della casa
d’Austria: Milano e il regno di Napoli
2
.
Charles Inselin,
Veüe de la Ville de Turin et ses envi-
rons
, incisione in rame, 1695 circa (ASCT,
Collezione
Simeom
, D 146).




