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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici monumentali

Accademia Albertina di Belle Arti

Il principale istituto deputato all’educazione artistica tutt’ora operante nella sede storica deve il suo nome a re Carlo Alberto che si prodigò a dotarlo, oltre che di un eccellente corpo di insegnanti, dell’importante pinacoteca ancor oggi visitabile. L’Accademia Albertina di Belle Arti fu bombardata, durante il secondo conflitto mondiale, l’8 dicembre 1942  e il 13 luglio 1943.


Lat: 45.0681181701589 Long: 7.6893943548202515

Notizie dal: 1678
fondazione dell'Accademia di Belle Arti

Costruzione: 1833

Bombardamento: 08 Dicembre 1942

Bombardamento: 13 Luglio 1943

  • Indice
  • Categorie
  • bombardamento
  • risorgimento
  • museo
  • accademia
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  • mostra contemporanea
  • mostra risorgimento
  • bombardamenti
  • 1. Storia dell'edificio

    Tra le molte iniziative culturali che coronarono gli esordi del regno di Carlo Alberto (1798-1849), non poté mancare un apporto decisivo al settore dell’educazione artistica. Il 16 aprile 1833 il sovrano destinava alla storica Reale Accademia di Belle Arti (fondata nel 1678) il palazzo dell’ex collegio delle Province permettendo così che i corsi, prima dispersi, potessero tenersi nella medesima sede. L’incarico di adeguamento dell’edificio progettato dall’architetto Giuseppe Talucchi (1782-1863) fu affidato al collega Ernest Melano (1792-1867) che, grazie alla costruzione di molte parti ex novo, permise non solo una razionalizzazione didattica degli spazi ma anche la sistemazione in galleria della donazione di monsignor Vincenzo Maria Mossi di Morano (1752-1829) e della preziosa collezione di cartoni di Gaudenzio Ferrari (1471 ca- 1546) offerta dallo stesso Carlo Alberto. Regista della nuova stagione artistica della scuola fu Roberto d’Azeglio (1790-1862), dal 1829 accademico d’onore e direttore delle reali collezioni d’arte. Sotto il suo impulso furono ammodernati i regolamenti d’istituto e specialmente solidificati, in prospettiva nazionale, i legami tra il mondo dell’accademia e della corte. Con tali presupposti, non solo molte commissioni pittoriche e plastiche furono attuate in ottica italiana, ma anche diversi insegnanti non piemontesi contribuirono ad arricchire il corpo docente, tre cui il bolognese Pelagio Palagi (1775-1860) nominato nel 1832 pittore di corte e direttore della scuola di ornato dell’accademia.

     

    2. Bombardamenti

    L’edificio, che occupava i numeri dal 4 all'8 della via, secondo il rilevatore dei danni, risulta essere stato almeno due volte colpito dai bombardamenti: la prima volta nella notte dell'8 dicembre del 1942, da aerei della RAF, con bombe di grosso e grossissimo calibro e una seconda volta il 13 luglio del 1943, sempre di notte, probabilmente con la stessa tipologia di bombe. L'edificio fu sinistrato in tre dei quattro o cinque piani che componevano le sue parti. La scuola d'arte del figurino per l'abbigliamento, che faceva parte del complesso, fu in parte sinistrata e in parte distrutta.
    Durante il bombardamento del luglio 1943 un gruppo di operai ha salvato la biblioteca dell’Albertina tentando di domare un incendio divampato nel luogo.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    COMPLESSO DI S. FRANCESCO DA PAOLA; ACCADEMIA ALBERTINA
    Isolato tra Via Po, Via Accademia Albertina, Via Principe Amedeo, Via S. Francesco da Paola

    Complesso di chiesa e convento trasformato in Accademia di Belle Arti.
    Complesso di valore storico-artistico e ambientale.
    La chiesa preesisteva all'ampliamento della città verso Po; venne iniziata nel 1632 su progetto attribuito ad A. Costaguta. A seguito dell'ampliamento della città e del piano castellamontiano di Via Po, la chiesa e l'adiacente convento vennero incorporati nel volume regolare dell'isolato attuale. Tra gli anni 1823 e '26 il convento venne trasformato in Collegio delle Provincie; furono costruite le Scuole di Latinità (la "Rotonda") su progetto di G. Talucchi nel 1830, e quella di Chimica (poi distrutta) su progetto di B. Panizza. Passato il complesso nel 1833 alla R. Accademia di Belle Arti, fu progettata una ristrutturazione da C. B. Mosca, non realizzata. La trasformazione del salone e dello scalone venne attuata nel 1838 su disegno di E. Melano; altri rifacimenti furono compiuti da C. Gabetti nel 1863.

    ISTITUTO DI ARCHITETTURA TECNICA, 1968, vol. 1, p. 928 (rilievo nel 1798), pp. 1201 e 1207; L. TAMBURINI, s.d., p. 140; F. POLI, in AA.VV., L'Accademia Albertina di Torino, 1982, pp. 83-121.
    Tavola: 41

    • Bibliografia
    • Fonti Archivistiche
    • ASCT fondo danni di guerra, zona stat. 3, num. inv. 83, cart. 2, fasc. 12
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Mostra Torino: storia di una città
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà