esempio. Pulcinella. un esserinn smilzo e patetica; questo
ijui Ini un vociane uggiosa, tdesso zampillìi anche la chiara
race ilei suo Pulcinella. Piilicinella dalla voce bella, (.osi
ih-fini
In
ha sfidato il tempo, (.otesta è una sacrilega deforma
zione. I rasti mobili cerchi vengono a galla le rimembranze
lontane, poi a poco a poco quelli si restringono serrando
(.esco come in una dolorosa morsa che incupisce I inconscio
malessere ilei
ragazzo assente.
I.n memoria del teatrino
richiama quella nebulosa delle
sere
con I Umilia, e dove
sarà, e la madre che piange in silenzio ed il padre ebro e
il grosso micio tutto bianco? Richiama la memoria delle
diverse voci fresche di marionette disperse; di nuovo vive
saltano ridono ballano balzano dinanzi agli annebbiati
occhi di ( '.escofugando gli sconci lazzi e schiamazzi.
I.a notte (.esco non può dormire. Si volta, si rivolta sotto
le coperte, che caldo. Pulicinella dalla voce bella. Italanzone
con il naso rotto, h già tornato il nostro caro amico? \o.
ci vuole ancora mezz ora. I. qui Pierrot Jila via trascinando
la sgangherata chitarra. Il ragazzo si leva a sedere sul letto.
( hi suonava quella chitarra, chi sapeva far cantine Pierrot.
chi farlo piangere fino a commuovere? Idesso è chiaro,
(.esco sorriderebbe, non parlavano mai i fantocci, come sta
sera che il burattinaio era nascosto sotto, tlloru c'era il
nonno. Detta così in pensiero la parola ha il medesimo
significato vuoto di quando la si trova sul libro di lettura.
Sul libro di lettura c'è infatti un nonno disegnato. Ila la
papalina e le babbucce, h'. seduto in poltrona e ride al ni
potino che gli augura buon natale. In fondo c'è l'albero,
iccoccolato su un cuscino il midolle pare sorrida un poco
anche lui tutto contento. La maestra ha detto che ai gatti
piacciono i nonni ed il bel calduccio. Ma nonno è in
realtà tull altra cosa, Nonno è una parola bizzarra che
si tira dietro tante cose, le marionette della scatola, il
guerriero. Pierrot. tmalia che si fa rossa. Imalia che si
annoia. Imalia che piange. \orino è una parola greve e cupa
che rammenta il freddo del pavimento e la cera attaccaticcia,
una notte fuori del tempo che venne la zia grassona, quella
deH'usma; il vecchio fu tutto bavoso e tremante da allora,
inoltre sporcava lenzuoli e mutande, h. poi e poi. Ecco il
pietrone sudicio di lucertola: quella si torce nel solleone.
Il cancello, la ghiaia, incora lo si scopre, il nonno, b. sulla
strada di polvere
vicino a
Ceretta, vicino alla giungla piena
di calabroni e di selvaggi. E Clara. Clara bercia e lascia scap
pare (.esco; lui fingerà di raccogliere margherite.
(.erto il nonno è sempre là. fors'anche con il teatrino;
gli hanno rubato tutto, a Cesco, nonno e teatrino. Magari il
nonno as/>ettu da un giorno all'altro il suo ritorno. F. intanto
quanto ha dovuto aspettare, mio Dio. Certo ( tara è rimasta
con il nonno. Di sicuro tutti
asf
tettano ('.esco. E lui invece
fa a pugni con i monelli sporchi e corre su egiù /ter le strade
in bicicletta, e va alle feste di piazza, dove Adelina ridacchia
e le danno pacche.
Quasi piangerebbe. Ma lo consola d'un tratto la non spenta
coscienza di essersi imposto di fissar ben chiaro nella mente
il viaggio che guida al cancello del nonno, così e così, quei
paracurri coi numeri neri, il fossato, l'edera, le lucertole
sul muricciuolo caldo. Oh ri saprebbe giungere di certo
ancora, che cosa contano il tem/to
e
le distanze' Tutto il
rigurgito di quel sommerso mondo traboccante lo inveite e
lo soverchia.
Da
quando legge Salgari
e va in
bicicletta,
tante
volte Cesco ha sognato di fare qualcosa come \adir chefugge
da torri altissime o come i prigionieri dei banditi i quali
scappano
sii
possenti cavalli nel vento.
/•.
allora Cesco calza
gli scarpettini. s'infila i calzoni a metà gamba, la camicia al
rovescio e. su. la giacca. La sua stanza non è troppo vicina
a quella dei genitori; brancolando si avvia senza romore alla
porta di servizio; cigola, ma con un po' d'attenzione è possi
bile cavarsela. La bicicletta è nel sottoscala. Solo ora l'ansioso
ragazzo ricorda che il lucchettoferma inesorabilmente la ruota :
la chiavetta è custodita dal padre. Così rinuncia avvilito.
L'emozione e la stanchezza e il primo freddo dell'alba lo vin
cono. La mattina dormirà fino alle dieci, è giovedì, non c'è
scuola. Quando, dopo lontane ore sommerse in un pacato
sonno. Cesco si desterà, qualcosa grava segretamente in
fondo in fonilo all'anima, qualcosa di anormale, amaro.
Cesco si alza, senza badare all'indistinto malessere, ora chia
merà la mamma per il caffelatte. Invece entra papà,
quell'ingresso improvviso turba alquanto il ragazzo, poi
balena la sjteranza dell'invito per una gita in collina. Quale
10 sbalordimento quando l'inattesa manaccia colpisce la
testolina spettinata. Perchè ancora a letto, eh? Basta che il
padre se ne vada un momento, il discolaccio ne approfitta
/ter poltrire. Come se non sapesse che alle otto deve
sbrigarsi
/ter compiti e lezioni; non c'è santi, o si ubbi
disce o si fila in collegio dai preti dove non costu e s'impara
a rigar diritto. Capito? Ma se le altre volte Cesco prende
11ceffone e resta lì rannicchiato senza piangere perchè papà
non vuole, stavolta si rincantuccia torvo, come una piccola
bestia ostile. L’altro se ne va. nè gli dispiace quel senso di
spavento un poco animalesco. Ma intanto egli ha inavver
titamente riaperto una finestra ermetica della piccola anima
spaurita. Essa celava un desolato incubo come di sorpresi
sogni che si ripetano eguali, e questi ora si librano e si
distendono prepotenti, figure e fantasmi ne escono taciti
ondoleggiando; è fra costoro il nonno, finalmente. Cresco
10 sente benissimo entrare, ora gli dirà nei soffocati
singhiozzi, a bassissima voce. \onnino. nonnino mio.
ecco come trattano il tuo povero Cesco
».
La compassione di
sè è tanto profonda che pare alleviare la [tene. Il nonno lo
accarezza in silenzio, pian piano, non si avverte nemmeno,
e sussurra, presto lo porta via con sè. e si rifà insieme il
polveroso teatro. Cesco sa bene che non è vero niente. Ma non
alza il capo /ter assicurarsi che il nonno non ci sia. e nep
pure si chiede se egli stesso risponda per lui, tra sè, nel
pulsare del sangue alle accese orecchie a causa dello schiaffo
e del pianto. Sì. sì, certo è come sembra. Il nonno non è mica
morto, solo la bugiarda Clara poteva raccontare quelle
storie. Lo ha ancor visto Cesco, si o no, a Ceretta? Nemmeno
ora può esser vero ciò che ripete insistentemente qualcuno
dentro di lui. E anche se adesso il nonno nella camera non
c'è più. il ragazzo lui alzalo il cafto e si asciuga le [toche
lagrime, è facile sentirselo vicino così, magari presso la
mamma, che naturalmente soffre e piange chi sa quante volte
di nascono come il povero Cesco, ecco jterchè è tanto magra.
11 ragazzo trama oscure insidie assurde contro sgnorgiu-
seppo. oh. è come se quest'insulto ileforme tornando prepo
tente aiuti a staccarselo di dosso.
Tutto da rifare per il creatore del verdeggiante mondo
alla periferia. Cesco si chiede turbato come potrà ancora
amare la bicicletta grigioto/to regalata dal patrigno per
uccidere la memoria dei burattini.
EZIO SAINI




