A. IV Gubematis, F . Dall'Ongaro e il suo epistolario sitilo.
Firenze, i S
75
; M Trabaudi Foscarini, F. Dall'Ongaro, noti di
critica letteraria, Firenze, Le Monnier,
1924
.
I) A L L E R Y Vedi
All-.ry(IV ).
D A L M A Z IA (Via). Dall'angolo dell? vie Caragho e San Paolo
al corso Trapani.
Regione ricca ili isole che si protende a sud-est dell’Istria
e verso la Penisola balcanica, su
11
'Adriatico, abitata sin dai
tempi più remoti da illirici, razza alpina simile ai Veneti. IHuni-
nata da Rom a la divise
111
tre « conventus ». di Scantona, di
Salona, e di Narona. Passò più tardi sotto l'esarcato di R a
venna, e quindi sotto Bisanzio, e |hu la repubblica di Venezia.
lK>po il
174*7
pass»') all'Austria, quindi sotto la Francia dal
1805
al
1814
, e, di nuovo, sotto l'A ustria tino al
1918
che fece
opera intensa di slavizzazione. Dopo la grande guerra passò
a far parte della Jugoslavia, meno Zara che rimase a noi jx-r il
trattato di Rapallo
(12
novembre
19 10
).
D A N D O L O E N R IC O (Via). .4 sinistra della piazza Omero
(ex barriera d'Orbassano).
Dalle seconde nozze fra il conte Tullio Dandolo e la contessa
Krm ellina nacquero due tigli- Knrico ed Kmilio.
11
primo
nacque nel
1827
e morì nel
1849
.
11
secondo nacque nel
1831
e morì nel
1859
. Essi furono entrambi eroi delle Cinque Giornate
a Milano, poi volontari con Manara e Garibaldi a Roma, dove
il primo cadde ferito mortalmente a V illa Corsini; il secondo
pur egli ferito in quel combattimento, scrisse |>oi la « Storia
dei Bersaglieri Lombardi nel
1848
»; viaggiò l'Oriente. Morì
a Milano.
D 'A N D R A D E A L F R E D O (V ia privata). In regione li. Pan o
a destra della strada comunale di Settimo, tra la p ia::a Sofia
e la Stura.
Erudito, pittore, archeologo e architetto, nato a Lisbona
nel
1839
; italiano d'adozione e di sentimento, soggiornò succes
sivamente a Roma, a Firenze, a Genova; da ultimo si stabili a
Torino. Col Giacosa e con l'Avondo, egli fu un appassionato
cultore dell'arte medioevale piemontese e nel
1885
fu il princi
pale promotore del progetto di un castello medioevale nel P a rai
del Valentino, a Torino; progetto da lui poi attuato intera
mente. Nom inato direttore dell'ufficio dei monumenti del Pie
monte e della Liguria (iS
8
»>) compi pregevoli lavori di restauro.
Allo Stato egli fece dono «lei castello di Fenis, in Val d'Aosta,
dove nel
1909
ebbe solenni onoranze. Fra
1
suoi quadri si citano:
I l mattino. Sotto
1
noci. Le paludi, Castel Fusano. ecc. ecc.
Morì a Genova nel
1915
.
D A N T E (Corso). Trasversale a via Sizza dopo via Foscolo.
Non poteva mancare a Torino una via dedicata al Sommo
Poeta che nel suo poema ricorda più volte il I*iemonte nei
luoghi e nelle persone. Torino ha una fiorente sezione della
Società « Dante Alighieri » che risale al
15
dicembre
1865
.
Della fortuna ili Dante in Piemonte si veda il grosso volume
miscellaneo Dante e il Piemonte, pubblicazione della R. Acca
demia delle Scienze, a commemorare il V I centenario della morte
di Dante (Tonno, Bocca).
D A N T E (Piazza non aperta al transito). A ll'inizio del corso
omonimo presso la ferrovia di Genova.
D ’A R B O R E A E L E O N O R A (Via). In regione Tetti Varrò, tra
il corso Cosenza e una via da denominarsi.
I
na fra le maggion figure femminili che vanti la stona d 'Ita lia
da Rom a a noi. Nata verso la metà del setolo X IV ad Oristano,
andò sposa giovanissima al pnncipe Brancaleone Doria. geno
vese. Ouando morì Martino IV , Eleonora gli succedette nel do
minio di Arborea, difendendolo strenuamente con le armi contro
il re d'Aragona che sconfisse e obbligò ad una convenzione
(
1380
) Perdette la vita durante la pestilenza che scoppiò in
Sardegna Onstano le elevò un monumento.
D A C N (Via). Sella borgata Vittoria, presso la chiesa di S . S.
della Salute.
(Juesta via ncorda il nome del maresciallo W ierich Filippo
Lorenzo Daun (
1741
). governatore di Tonno nei mesi di
assedio dell'anno
170
<>. E ra il conte di Daun pnncipe di Tiano,
marchese di Rivoli: durante la guerra di successione di Spagna
tt
il Daun fu a capo della difesa ili Torino assediata dal de F'euillade:
poi per due volte viceré di Napoli; più tardi governatore dei
Paesi Passi e di Milano. Suo padre, il conte LeojviKlo (
1705
-
17
OO)
maresciallo austriaco, abile stratega, fu generalissimo degli
imperiali durante la guerra dei Sette anni.
DA V IN C I L E O N A R IK ) (Via). Vltnna via a destra di ria Sizza
prima di piazza Carducci.
Da Vinci presso Em poli nel
1452
; visse lungamente a Mi
Lino alla Corte di Ludovico il Moro ed ebbe illustri discepoli.
Bellissimo della persona e forte tanto da spezzare con le
dita un ferro da cavallo, e tanto eloquente che «a coloro che
l'ascoltavano faceva dir di sì e di no a piacer suo ». Ebbe
genialità poliedrica: fu meccanico e costruì mirabili congegni,
precorrendo la costruzione dell'aeroplano; idraulico fece opere
meravigliosi- per regolare il corso del Naviglio, musico inventò
il liuto e coltivò il canto; fu architetto, scultore, pittore. Fu
l'uomo più colto del suo tempo. Ci lasciò disegni svariatissimi,
di anatomia, di meccanica, di monumenti, di chiese, di appa
recchi idraulici, di fontane, schizzi sul volo degli uccelli. Lasciò
pitture e ritratti, di cui è 1h-ii nota la Gioconda e 1 'U ltim a Cena
dipinta nel refettorio del Convento delle Grazie a Milano.
Morì nel
1519
.
D 'A Z E G L IO M A S S IM O (Corso). .1 ponente del parco Velanti no
da corso Vittorio limanuele 11 al corso bramante.
Nacque a Torino nel
17
»>
8
; morì nella sua villa di Cannerò
nel i
8
M>: fu pittore, letterato, soldato, uomo politico. Sotto-
tenente ili Cavalleria, lasciò l’esercito per darsi alla pittura.
Nel
1831
sposò la G iulietta figlia del Manzoni. Fu jwi in Toscana
ma ne venne cacciato j>er il suo libretto Degli ultimi casi di Ilo-
magna
111
cui esponeva le tristi condizioni politiche di questa
regione sotto il governo pontificio. Nel
1848
rijxirtò una grave
ferita a Monte Nerico. Più innanzi Vittorio Em anuale lo chiamò
alla l‘residenza del Consiglio. Senza essere un grande politico
il D'Azeglio fu l'uomo d 1buon senso e della misura: di Vittorio
Emanuele fu il consigliere saggio e moderato. Nel
'52
cedette
il posto a Cavour. Fra le sue opere sono da ricordare, oltre
a quella citata, I lutti di Lombardia (
1848
), ma anzitutto
I miei ricordi e due romanzi assai popolari durante il periodo
eroico del Risorgimento: Ettore Fteramosca o la Disfida di b ar
letta (
1800
) e Siccolò (!<■' I.api o I Palleschi e
1
Piagnoni (
1841
).
Il
D'Azeglio morì il
15
gennaio
1800
alle cinque del mattin
e il giorno medesimo la G iunta Municipale si riuniva d ’urgenza.
pn>ponendo al Consiglio ili indire una sottoscrizione pubblica
per la raccolta ilei fondi necessari all’erezione in Torino di un
degno ricordo.
11
Re contribuì per il compimento delle spese, e volle aff
dato il lavoro allo scultore Alfonso Balzico. L'opera durò sei
anni. Lo scopmnento avvenne il
9
novembre
1873
.
Il
monumento, dell’altezza totale di nove metri, con l
bronzea statua sorgente su una colonna a scanalature, con
piedestallo di granito ornato di due bassonlievi rappresentanti
l’uno Re Vittorio che firma il celebre proclama ili Moncalieri,
l’altro il D ’Azeglio fento nel
‘48
alla Ivittaglia ili Vicenza,
piacque e raccolse elogi.
Il
monumento in un prim o momento dovea sorgere in piazz
Castello, sul fianco nord di palazzo Madama, di fronte all’Ar-
mena Reale. Nel tempo stesso si sarebbe dovuto trasportare
il monumento all'Esercito Sardo sul lato sud del palazzo, ma
lo scultore Balzico si oppose, proponendo che il monumento
al D'Azeglio prendesse il posto di quello all'Esercito Sardo.
Nella seduta del
9
maggio
1873
la Commissione Municipale
d'ornato fissava l'ubicazione in piazza Cario Felice, di faccia
alla ferrovia, e qui venne posto e qui rimase tino al
1936
. perchè
per rendere più agile il movimento del Piazzale della Stazione
venne collocato sull'angolo del Parco del Valentino fra il
Corso Vittono e il corso'Massi ino d'Azeglio
Sul plinto delia statua in bronzo, si legge (fronte): IV r
tramandare ai futun - il nome illustre ili Massimo D'Azeglio -
Re V ittono Em anuele I I - che l'ebbe M inistm in tempi diffici
lissimi - e lo chiamò amico - il Municipio Tonnese e molti cit
tadini italiani - innalzarono questo monumento». (Retro):
Riconto agli italiani che l'indipendenza di un popolo - è conse
guenza dell'indipendenza dei caratteri - chi è m iao ili passioni
municipali e di setta - non si lagni di esserlo degli stranieri -
Rimanga la mia memoria nel cuore degli om ini onesti - e dei
ven italiani, sarà questo il maggiore onore - che le si possa
rendere e ch'io sappia immaginare - Da! testamento politico -
di Massimo D'Azeglio - del z luglio
1857
».




