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IV n i|uo

il loro carico glorioso. NelPautunno

•Itilo

stesso

anno - i'u l'autunno clic vide il

i>ucc a Torino - Benito Mussolini >i rccò ad

accendere nel sotterraneo la lampada votiva,

il

da allora nei giorni sacri al culto della

patria od alla memoria dei Morti, sempre

i Torinesi si accostano commossi ai loro

caduti.

Ma si vuol ricordare delle giornate vissute

dagli Ita lian i tu tti con particolare intensità;

giornate clic mutarono (‘Ossario dei Morti in

un luogo di passione e di vita. Tutti le abbiamo

ben presenti quelle ore che videro 1*11alia

impegnata nella guerra d*Africa.

Alla coalizione degli S tati che votarono e

misero in atto contro di noi le sanzioni, il

popolo d*Italia rispose col lare offerta alla

Patria degli oggetti d ’oro p iù cari: e le donne

offrirono l ancilo della loro fede nuziale, l.a

guerra >i decise così, lungi dai tavoli diploma­

tici. sui campi di battaglia; e prima ancora

'i decise nelle stanze buie, vicino ai Morti

della grande guerra, dove le madri e le spose

passavano gettando Panello senza una parola,

ma <‘on negli occhi una lagrima che valeva

più di un giuramento. Nei momenti diflieili

per la vita"*della Patria sappiamo ormai a

chi e a «‘he cosa dobbiamo Spirarci per pren­

dere le nostre decisioni, per metterle in atto

con ostinata passione. Ai Morti, ed al loro

sacrificio. Ma i Morti considerati come vivi,

vicini a noi. presenti per sempre nelPavvenire

della Patria. Kd il loro sacrificio considerato

come un insegnamento che resta vano se

non ci sentiamo pronti a rinnovarlo, se non

lo facciamo di continuo partecipe della nostra

vita spirituale, ispiratore dei nostri propo­

siti e delle nostre opere.

Così avviene che il Tempio della Gran Madre

di D io, con POssario dei Caduti Torinesi, ci

è caro, con i suoi tremilaottocento morti,

per essere un luogo sacro alla vita. Così lo

sentiamo e lo amiamo. Sogliamo narrare qui,

per ideale conclusione, una scena alla quale

ci è capitato di assistere. Eravamo nel Tempio,

un pomeriggio;

11011

vi erano funzioni, e il

belPcdificio classicheggiante era quasi de­

serto. Entrò una donna del popolo, con due

bimbi: uno di tre o quattr'anni. per mano,

e

1111

altro di cinque o sei. che camminava da

solo, serio, un po' discosto. Il pavimento,

con le sue lastre di marmo bian

rrigio,