D
ot
C tflty i Giorgio
D« Sonnax Ettore
D E S A M H R O lS I.I IG I (Via). Continuazioni
dii lato nord
della piazza Carlo lima mu li II.
IV s Ambrois «le Ncvàche Luigi. nato noi 1807 a <>ul\
(Sus.il: fu uni) il»-' promotori del rifinir costituzionale. ('opri
carichi- importantissime tra cui quelle ili ministro dell'interno
e |K)i ilei Lavori pubblici «lei Regno ili Sardegna
(1814-1S48),
deputato nel
1S4S
Senatore dal
1840,
presidente del Consiglio
di Stato, del Senato. Nel 1S50 rappresentò il Regno Sardo alle
trattative di pace di Zurigo;
d.il1850 ,tl i8(h» Ambasciatore
a Parigi. ( oliare dcU’Annunziata nel l
80
j. Morì a Koma
nel 1S74 Sotto ai portici del
1
’a lazzo ilei Governo, 111 Piazza
Castello, venne murata .1 suo rii orilo la seguente lapide: • A
meli tona ed onore di Luigi I k-s Ambrois di Nevàche cavaliere
deUO rdine deH’Annunziata
d ie lasciò jn-r quanti lo conob-
l>ero - vivissimo desiderio di si-
e traccie gloriose dell'opera
sua nella storia del Risorgimento italiano ministro del m agna
nim o R e ta rlo A llxrto Propose la prima idea ilei traforo delle
Alpi diti Sovrano sapientemente accolta
fu tra 1 prilli ipali
compilatori dello Statuto fondamentale della m on archia-fece
parte del primo Ministero costituzionale
ministro presidente
del Consiglio di Stato
negoziatore del Trattato di Zurigo -
plenipotenziario a Parigi
presidente del Senato
meritò
giustissima lode per rettitudine d'animo, altezza di mente -
vastità ili sajx-re e maturità di consiglio 1 Suoi Colleglli sena
tori residenti in Torino - jHisero - il VI del mese ili giugno
dell .inno M D C C C L X W
Vedi:
Sotes it sourenirs inèdits dii (hevaiter Louis des
.1
m-
brois di S i ; ih he.
su cui scrisse: l'g o
P
i m i
,
l'n firmatario dillo
statuto.
111
Rassegna nazionale,
i° giugno 1901.
|)K S A N A (Via)
Ira U i n Leyni e Cigna, a notte di i ta l auro
liossi.
Comune nella provincia di Vercelli.
1
>KS G E N E Y S G IO R G IO (Via privata).
In regione Madonna
di Campagna tra ria Massaia c ria l ’aolo Veronese.
Ammiraglio, appartenente ad antica e glonosa famiglia,
nato a Chiomoiite nel 1761. e morto a G enova nel 1X3**. Prese
parte alla lotta contro 1 pirati.
Si rimanda aU'ojK ra notevole di Emilio frasca,
I 'ammiraglio
Giorgio Des Geneys 1 1 suoi tempi.
Pinerolo, 1926.
D E S A N C T IS F R A N C E S C O (Y iai.
7
ratto dilla nuota etreon-
ralln:tonf dal corso Francia alla ferrovia di Susa.
Nato a Morra Irpma (Avellinoi il ■;* m arzo 1817 fu profes
sore dapprim a nel collegio militare ili Napoli, poi, per avere
partecipato ai moti liberali ili Napoleone, sofferse il carcere
Esule a Tonno dopo il '48. vi fece pubbliche lezioni sul poema
dantesco, che ebbero grandissimo plauso. In seguito andò a
Zurigo ove insegnò letteratura italiana in «]uel Politecnico,
quindi nel »>o ritornò a Napoli ove ebbe alte cariche pubbliche.
Inificato il Kegno lu deputato al Parlam ento e tre volte
Ministro della l'ubidii a Istruzioni- Morì a Napoli, professore
di letteratura in quelTAteneo. il
dicembre 1883.
Il
IH- Sanctis non è un classihi a tori- di nomi, è un interprete
di anime Egli sa penetrare un-«»{wra d'arte impiireggiabtlmente:
il suo metodo è di immedesimarsi nello stato d'anim o in cui
l ’autore trova vasi quando stava scrivendo la sua opera e di
farsi una cosa sola con lui. e di rifare a m ano a inailo tutto il
processo creativo, intuendo con somma divinazione tutto lo
psicologico succedersi ili idee nella mente di i suo autore. Tale
procedimento forse più legato al suo linissimo giudizio personale
ed innato. 1In- a prefissi precetti estetii 1. restò nella nostra letti -
rat lira pressoché ineguagliato.
1
suoi
Saggi 1 ritiri
e la sua
Stona della letteratura italiana
restiino libri fondamentali jx r
chi voglia nella nostra letteratura conoscere Ih-ii altro che nomi
e aneddoti c date, ina intendere gli scrittori nostri 111 quanto
hanno di pili proprio e significativo: e nel medesimo tenijx»
vedere, attraverso la letteratura, il sorgere, lo svilupparsi, il
decadere, il rifarsi della coscienza nazionale.
I >E S O N N A Z E T T (> R E (Via).
1
1
>:a a •illustra di l
corso I’
m:agho.
<icncrale Savoiardo <17*7-1 *'>7): com battè nelle guerre n;q>o-
li-oniche; presi- parte alla prima guerra d'indipendenza italiana
(1848) ii Rivoli e ii l ’astrengo. Ili piazza Solferino gli venne
innalzata una statua 111 bronzo, opem di G. Dini, che reca le
seguenti epigrafi (fronte): » Ettore IH- G arbaix de Sonnaz -
generale d ’esercito e senatore del Regno dalle guerre com bat
tute nelle schiere francesi
sui primi del secolo - rijMirtò ai
suoi re - cuor di soldato, fedeltà ili savoiardo
vincitore il
l ’astrengo nel 1848 - fu l'anno stesso m inistro «Iella guerra -
e «piando l'unità d 'Italia
impose la cessione «Iella Savoia
itila Francia - rimase ove erano ancora incertezze e perìcoli -
devoto al Re «• alla Nazione risorta » (retro) M lH ’C l L N X N I I I
(a destra) • N ato a Thonon 111 Savoia il 3 di gennaio 1787 -
morì ii Torino
il 7 di giugno 18(17» (a sinistra) «C o l denaro
offerto - dal Re e didla famiglia Reale dal Municipio, daU'E-
sercito - dai cittadini e dai Savoiardi ».
I > 'H A R C O U R T (Strada consortile).
Tra Ir frazioni Madonna
del Pilone e Reaglie.
I>id nome di una villa
ivi
esistente.
D IA Z A K M A N IH » (Lun go Po),
ritinta ria a destra della piazza
l
ittorio Veneto.
N ato ii Napoli nel 18(14 da nobile fam iglia spagnuola. Fre
quentò l'Accadem ia Militare di Torino e nel 1881 ne usciva
sottotenente «li Artiglieria. Nel i o l i fu ferito nel com batti
m ento ili Zangur in Libia. Durante la grande guerra ehi*- il
comiindo di un Corj*o d'arm ata, segnalandosi nell'offensiva
dellT Ienuada e ne riportò una grave ferita. Capo «li Stato M ag
giore nel novem bre i»>*7.
Chiam ato iti Com ando supremo in un'ora decisiva j»cr Li
Nazione, seppe affrontare ed assumere le più tremende respon
sabilità con cuore fermo, con lucida e piena visione delle neces
sità che incom bevano e dei rimedi che bisognava apprestare.
Si trattava, oltreché ili ricostituire le forze dell'Esercito, «li
provvedere a sventare il pencolo, che appariva immediato,
dell'invasione. Il nemico, inorgoglito da un facile insperato
successo, prem eva su tutto il fronte, specialmente sugli altipiani
e Li situazione appariva «Ielle più tragiche. Ridotte alla difesa
delle estreme alture marginali, le truppe della I Arm ata si
trovavano nelle condizioni di un naufrago, jx-r dirLi col Mare
sciallo Conrad. aggrappato disperatam ente con le unghie ad
una tavola, al «juale sarebbe bastato m ozzare con un colpo
«l ascia le «lita |K-r farlo precipitare nel baratro.
Nel m om ento 111 cui 1 destini d ’Italia dipendevano dalle
decisioni di un uomo, quest'uom o seppe essere all'altezza del
terribile incarico. L'opera «li riorganizzazione fu rapida e pro-
cetlette senza incertezze nè soste tino al raggiungim ento «li una
com pleta efficienza. M a soprattutto Diaz seppe trasfondere in
tutti, capi e gregan, quella sua serena sicurezza che non era
frutto «li baldanza, ma nposava su una visione chiara e fidu
ciosa della situ«yri<mo e su un coscienzioso apprezzam ento della
n-altà.
Ministiti delLi Guerra di Mussolini, subito «
1
o(m> Li con«]uista
del potere da parte «
1«-1
Governo Fascista, ilutle tutto se stesso
a riorganizzare le istituzioni militari, sbalestrate tra l'inevitabile
scom paginam ento «li un dopoguerra e il disonentam ento delLi
c«»scK-nza pop* «Lire determinato dalla propaganda sovversiva
ed antim ihtansta. e nell’opera di ricostruzione il Maresciallo
Diaz non fu meno grande che nella condotta della guerra.
M a sopra ogni cosa ciò che in Ihaz superò, nell'azione di
iomand<>, persino il suo granale intelletti», fu il cuore, sede di
tutti gli affetti, generatore di tutte le forze, anim atore «li tutte
le audane. dt tutte le prodezze, di tutti gli eroismi, propulsore
di tutte le azioni che danno nobiltà alla vita e la rendono degna
«a




