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<l't -ere vissuta. Napoli gli ha innalzato un monumento in

br‘ i/o.

Vedi: G io van n i M a rik iti,

Armando l)iaz,

Torino. Paravia,

1933 (I Condottieri).

IH»; IO N E (V ia).

(limita perpendicolare a destra del corso Francia,

1,'po la piazza Ut m ini.

( ittà della Francia orientale, capoluogo «Iella Costa d ’Oro.

\nticamente fu capitale della Horgogna di cui conserva monu­

menti insigni. M a Digiune è più particolarm ente ricordata dagli

italiani jier i com battim enti che si svolsero nelle sue vicinanze

fr.i il novembre 1870 e il gennaio 1X71, fra l’arm ata garibaldina

ili Vosgi (Franchi tiratori) e i tedeschi che furono costretti

.1 '^om berare la città: unica vittoria da parte francese nella

Campagna del 1870.

P IN A G IA C O M O (Via).

Tra il corso Stupitaci e la via Luigi

Settembrini.

I >1 Torino ( 18^4-1S7C»). Giornalista: diresse per oltre trenta

anni

{'Opinione.

Sostenne l’autorità dello Stato. Di religione

ebraica fu assertore della emancipazione ile’ suoi correligionari.

Vedi: I.. C h ia la ,

Giacomo Dina e l'opera sua,

Torino. Roux

e 1 russati, i8<>6, voi. 20.

DI( )C L E Z IA N O (Corso).

Dalla piazza Merano al corso Moncalicn.

Imperatore romano, succedette nel 284 .1 Num eriano. R i­

m a lo solo dojxì l’uccisione di Carino rivolse la sua grande atti-

\1t.1 a restaurare l’impero: egli vedeva contro di esso due grandi

nemici, i barbari e i cristiani e contro quelli decretò la tetrarchia,

contro questi le persecuzioni. Con la tetrarchia associò all’im­

pero Massimiano che fece Augusto, e creò Cesari Galerio e

Costanzo. Nel 305 abdicò ritirandosi nel suo Palazzo a Salona

in Dalm azia, dove morì nel 313.

1

>I R O B

1

L A N T , vedi

Generale di Robilant (Piazza).

1*1

S A L U Z Z O (C o n ti i>i) (Piazza),

.-ili intersecazione della ria

I.ucio Hazzam con via liaretti.

Illustre fam iglia piemontese di artisti e di patriotti.

D’IT A L IA (V ia).

Con deliberazione 15 gennaio 1857 mutata in via Milano.

D O H E R D Ò (V ia privata).

Tra la via Vittorio Bersezw e il

cur\o Xovara.

Paesetto in I*rovincia di Trieste, a 92 m. sul mare, noto

prr 1com battim enti ivi svoltisi durante la grande guerra. Dopo

la ] resa di G orizia fu occupato dagli Italiani (9 agosto 1916).

IX-RiALI (Viale).

Parte dal corso Sicilia, risale lungo il Po fino

al ponte Vittorio limonitele I I I.

Villaggio della Colonia Eritrea, a circa 18 chilometri a ovest

ila Massaua, con stazione sulla Linea M assaua-Asm ara. Quivi

il

;•>

gennaio 1887 una colonna italiana di 500 uomini, com an­

data dal tenente-colonnello De Cristoforis, fu assalita di sor­

previ dalle orde abissine «li Ras Alula. L a colonna resistette

eroicamente, finché fu sopraffatta e quasi tutta cadde compreso

tl ( ^mandante. Solam ente pochissimi, circa un'ottantina, creduti

morti sul cam po, vennero salvati da una colonna di soccorso

Kiu'ita il giorno dopo da Massaua.

INH’.L IA G U S T A V O (V ia).

Ex strada provinciale di l.anzo, tra

la ferrovia e il cavalcavia omonimo.

N ato a V alenza nel i*»oo, fu martire fascista d«*gmssimo di

ev r ricordato. Studente a Torini», venne ucciso dai comunisti

il : 1ottobri- 192

2.

Im battutosi negli aggressori di un suo amico,

ai quali rim proverava di bestemmiare la l ’atna. veniva grave-

ite provocato, accerchiato, minacciato, percosso.

11

Doglia

n stette all'assalto e si difese con ogni energia contro ben dodici

assalitori, ma colpito al petto con una pallottola, venne assassi­

nato. Trasportato all'ospedale moriva. Venne sepolto a Mez­

zana High. Gli vennero tributate solenni onoranze.

1

* K iL lA G U S T A V O (Largo).

A

11

'incrocio delle vie CasteIdeifino.

Vtbò, StradeIla, Gustavo Doglia, Orvuto, Lum i Bernardino t

Foligno.

D O G L IA N I (V ia privata).

Prima trasversale di via Cigna, oltre

la ferrovia di Lanzo.

Comune in Provincia di Cuneo, sulla riva sinistra del tor­

rente Rea, a 285 m. sul mare. H a belle e notevoli chiese. È il

principale centro agricolo delle bassi- Lunghe. Celebrati i suoi

vini, fra cui il più noto è il dolcetto. Rinomate le sue fabbriche

di stoviglie. Il suo nome

Doliana

risiile al Basso impero.

D O M O D O S S O L A (V ia).

Normale al corso Francia, verso notte

tra la piazza Rivoli e la via Sismonda A ngelo.

Capoluogo della V al d ’Ossola, nella provincia «li Novara,

con circa 10.000 abitanti. Ha una Stazione intemazionale

(Linea del Sempione) «la cui si raggiunge, per la Galleria del Sem-

pione, la Svizzera e la Francia e per il Lòtschberg la Germ ania.

Città a 111. 271 sul mare, l’antica Oscela* de’ Leponzi. posta sul

piano alluvionale della Bogna, sulla destra della Toce. E al

centro «Ielle valli ossolane. H a belle chiese e palazzi e avanzi

di un Castello, «listrutto nel 1804 per aprire la strada napo­

leonica «lei Sempione.

Vedi: P ie tro P ra d a ,

Domodossola e il Monte Calvario,

Milano, L. F. Cogliati, 1897; G. Capis,

Storia di Domodossola,

nuova edizione a cu radiG u iilo Bustico, Novara, Cattaneo, 1918.

D O N A T E L L O (Piazza).

Di fronte alla chiesa del Sacro Cuore

di Maria.

Indubbiam ente il maggiore scultore toscano del Rinasci­

mento: alunno del Ghiberti, cercò e nell'antichità classica e nello

studio della natura i caratteri della sua arte originale. Le sue

statue hanno espressione: nelle figure murarie cercò la verità,

il carattere, il movimento.

D O N A T I V IT A L IA N O (Via).

Seconda a destra di corso Vittorio

Emanuele II, dopo corso Galileo Ferraris.

Naturalista, nato a Padova nel 1713, dedicò tutta la vita

agli studi delle scienze naturali, particolarmente a.

ica.

Percorse

1

’lstria, la Morlacchia, l’Albania, la Bosnia e l'Erze-

govina. Un suo

Saggio

pubblicato nel 1750 dal conte Carli,

suo compagno di viaggio nellTstria fu un preludio lusinghiero

della sua

Storia Saturale dell'Adriatico,

di cui però non uscì

che una parte. Nel 1750 il Re di Sardegna Carlo Emanuele III

lo chiamò ad insegnare botanica a ll’Ateneo torinese, dandogli

l'incarico di studiare la flora della V alle d ’Aosta e della Savoia.