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ài organizzare il traffico intercomunale, le reti stradali,

le

zone

verdi e studiare i piani regolatori particolari per

le Amministrazioni locali ottenendo così di disciplinare

lo

sviluppo

edilizio m relazione allo sviluppo economico

della

regione con una razionale zonizzazione.

Coll'avvento de! Nazismo e la realizzazione della

grandiosa

rete di autostrade del Reich, secondo le diret­

tive di

Adolfo Hitler, verranno anche in Germania svi­

luppati i

piani regolatori a carattere regionale dei centri

più importanti quali Berlino, Amburgo, Monaco e Norim­

berga

come è stato recentemente annunziato.

In Italia siamo ancora agli inizi.

Nel

1934 la rivista «Urbanistica» avendo esposto il

progetto

del raddoppio della Padana inferiore col traforo

della

nostra Collina come un importante problema del

piano

regionale torinese, raccolse i più ampi ed auto­

revoli

consensi.

Scrisse

allora « l'ingegnere »: «La Città non può

essere

considerata a se stante: essa

è

in funzione della

sua

zona di influenza, della "regione urbanistica " che

ne

determina sviluppi e collassi, che ne favorisce o meno

l'espansione.

«Il problema del "piano regionale" comincia ad es­

sere sentito, specialmente nelle grandi città; si comincia

a comprendere che questi grandi organismi hanno bi­

sogno, per vivere ed incrementarsi, di disciplinare organi­

camente tutta la regione di influenza nei traffici, nell'e­

dilizia, nelle industrie, nei commerci, nel turismo, ecc.

«Roma, Milano, Torino sono già in linea per questo

studio di fondamentale importanza ».

Infatti nello stesso anno accademico 1934-XII al­

l’istituto di Studi Romani venivano prospettate le ne­

cessità, gli scopi ed i diversi problemi del Piano regolatore

provinciale di Roma m una sene di dotte conferenze (/)

e l'espansione dell'Urbe verso il mare e verso i colli

era da S. E. Giovannoni auspicata come «ampliamento

ampio e lontano verso la sana, lieta, ridente vita del

verde e dell'azzurro, della bellezza e del sole».

Dal 1934'ad oggi l'azione fascista lungimirante e

precorritrice ha già consentito a Roma, per volontà del

Duce, di avviare il suo sviluppo verso il mare predispo­

nendo per l'esposizione del 1941 l'attuazione di un vero

piano regionale degno della sua rinnovata grandezza

imperiale.

A Milano il nuovo piano regolatore e di ampliamento

approvato con legge 19 febbraio 1934-XII contempla

anche la creazione di una vasta rete di grandi arterie

che collegano direttamente tra loro i vari centri secondari

(I) Istituto di Studi Romani. -

Il piano regolatore provi'*’’*!* di

Roma.

Edit. Cremonese, Roma.