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quindi anche presso lo nostre gagliarde donne rurali,

rappresentazioni oinemat«>graliehc. eonferen/e, scuole. II

tutto, si comprende equiparato alla mentalità e soprat­

tu tto ai multiformi bisogni spirituali di gente china

ogni giorno verso la sudata interpretazione della terra.

Per di più le fiduciarie dell'organismo si accaparrano il

sincero affetto delle camerate rurali, alleviandole con

provvide istituzioni, nella loro diuturna e nobilissima

fatica... onde la nascita di scuole agresti, la novità di

parecchi concorsi rurali che oltre manifestare l'intima

magnificenza del lavoro della terra, esaltano le contadine

e le stimolano con il pungolo di un lodevole antago­

nismo da cui debbono necessariamente scaturire innu­

meri vantaggi tanto per loro quanto per l'economia

della Nazione. Chiesti concorsi sono di molti generi:

della casa colonica modello, dell’orto, del giardino, del

pollaio, della stalla, del porcile più Ix-n tenuto, del

raccolto più grandioso... tanto per citarne alcuni.

K bene notare che l’insegnamento impartito alle

massaie rurali è del tutto gratuito. I.o stesso dicasi della

multiforme assistenza, dell'uso degli ospedali, delle cli­

niche e dei ricoveri. Le camerate torinesi che hanno

l’incarico di sincerarsi del perfetto andamento dell’orga­

nismo nelle campagne e che di conseguenza debbono

visitare con la massima attenzione detti luoghi, assu­

mono il nome di Ispettrici rurali.

Per propagandare sempre maggiormente l’idea fa­

scista fra le masse contadine il Fascio lemminile di

Torino ha creduto bene di allestire un autocarro che

vada attraverso le campagne, intrattenendo con un

apposito altoparlante

1

nostri lal>oriosi coloni su argo­

menti che li interessino e nel medesimo tempo li am­

ili.ustrino

Da tu tta questa panoramica che presenta l'attività

del Fascio femminile torinese, si traggono molte consi­

derazioni. Ne esporremo una sola: il superbo periodo

che noi oggi viviamo viene anche a sfruttare le virtù

femminili e ne ritorce i benefici effetti a vantaggio della

Patria. Dunque non solo all ucino spetta il diritto di

servire il proprio paese, ma anche alla donna, che con

la forza dell'animo supplisce alla delicatezza ilei tisico...

II Fascismo ha circonfuso la donna, al cospetto di tutto

il mondo, con una nuova e rivoluzionaria auieola

sociale.

Le donne fasciste torinesi in questa ultima estate

hanno, oltre tu tto il resto, curato l’ammissione di pa­

recchi bimbi bisognosi fra i gruppi «Ielle colonie alpine

e marine, hanno, qualche mese fa, ili propria iniziativa,

vale a «lire senza che questo corrispondessi- alla tecnica

del loro già vasto programma, distribuito non

jmm

I

iì

doni nuziali a tutte le loro colleghe ed inline, vere

madri e sorelle, hanno emesso «lei libretti di risparmio

a favore «li tu tti i bimbi appartenenti a famiglie «li

scarse «lisponibilità finanziarie di Torino e della Pro­

vincia, nati nel giorno «lei battesimo del Principe

Vittorio Fmanuele.

V. E. TEDESCHI

PROGRAMMI SULLE ASSICURAZIONI

SOCIALI NEL 1788 A TORINO

T e assicurazioni sociali, nei «liversi S tati, sono prov-

\

i«lenze abbastanza recenti, come ognuno sa.

Da noi ebbero vita nel 1898 colla creazione «Iella

omonima Tassa Nazionale e vennero man inano in ­

verate sin ta n to c h é il Fascismo le potenziò con nuovi

mlinamenti e sopratutto con una stre tta vigilanza

ulla applicazione delle «liverse leggi.

Oltre un secolo prima «Iella loro introduzione in

talia, vi si ebbe un tentativo nel Piemonte, che è

senza dubbio un primato non solo italiano.

Nella nostra epoca «li rivendicazioni «li sacri d i­

ritti, di riconoscimento di doveri sociali, «li atti squi­

siti «li previdenza, non è fuor «li luogo fissare «juesta

lata. \ «‘diamo le (‘ause che scossero la pigrizia delle

menti d’allora.

Nel 1787 si verificava nel Piemonte un doloroso fatto

(conomieo. Il raccolto seri»‘o che d av a vita »* sollievo

tlle tristi condizioni agricole «lei tempo, venne a

Mancare. Ne «lerivò la disoccupazione di una classe

peeialissima «li operai, i torcitori «li seta, i «piali colla

Esazione «lei lavoro si videro piombare in assoluta

riseria. Chiuse le fabbriche, impossibilitati a cercare

ina «liialunque occupazione iu quanto eran poco a tti

xl altri lavori manuali, ogni mezzo di sostentamento

“d ogni speranza di un domani migliore venne a man-

w . La crisi,

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qu«*i tempi e |H*r il luogo, aveva

k>«tesso tragico aspetto «Foggi in certe nazioni pret-

aniento industriali. Fon una «lifferenza negativa:

*wohita mancanza di qualsiasi forma di assistenza

ubbliea o sociale o patronale.

Miseria, miseria nera su vasta scala; in quanto il

Smunte occupava un primissimo |>ostn nella produ-

uuie

«Iella seta colle molteplici filande che «lavati

tvom a migliaia di uomini, donne e fanciulle.

Nel tranquillo regno l’eco «Iella sventura e Fimpos-

ibilita «li sanarla, mosse prima l’opinione pubblica e

°i il ' uore «legli eletti, si che il barone «Iella Turbie,

««•merito cittadino piemontese, nel dicembre «lei

8* si decideva, vista la mancanza di provvedimenti

svernativi, a «•creare il modo di lenire ta n ta miseria,

°n «do per la circostanza, ma anche per l’avvenire.

Ri^ogna ricordare che eran tempi quelli non an-

ttra liIterati da concezioni feudali, tempi in cui la

poca luce che veniva «li Francia non poteva diradare

le tenebre di tradizioni e «li antichi mo«li di vita;

tempi in cui la nobiltà pensava esattam ente come la

regina «li Francia: « se il p«q>olo non ha pane perchè

non mangia dell»* brioche*? ».

Il

gesto <|uindi d«*l barone «Iella Turbie non è solo

quello «Firn filantropo, m a segna un risveglio «li co­

scienza che si ]NitreblH‘ «>ra definire fascista, e per

questo appunto è quanto mai significativo e degno di

ricordo. Se abbastanza facile è lo stanziare una somma

per soccorrere dei bisogni, più difficile è cercare la

via «l’un ristabilimento completo che dia sicurezza al

lavoratore, fiducia in una giustizia.

11

19 dicembre di quell’anno, il barone delia iu*uie

certo che la soluzione non poteva venire che da menti

illum inate e non dai governanti di allora, dal po]>olo

e non da coloro che vivevano senza lavoro, scrisse

alla Reale Accademia «Ielle Scienze di Torino offrendo

un premio di lire 400 (somma non p«>ca per l’epoca)

al vincitore del concorso che FAeca«lemia doveva

subito bandire col tema: « Dei mezzi ]>er ottenere

la sussistenza «lei torcitori di seta nei tempi che questa

classe operaia, così preziosa al Piemonte, si trova

rid o tta agli orrori della miseria per la mancanza della

seta ». Parole che in lingua moderna e con termini

tecnici suonano progetto contro la «lisoccupazione

e creazione di forme assicurative sociali.

Il

promesso premio e l’inaspettato interessamento

«lei promotori* fecero epoca sull'opinione pubblica,

il che significa come fosse, in intimo, sentita la

manchevolezza di quelle forme di assistenza che ora

così largamente, specie in Italia, sono effettuate.

Lo stesso Ministro degli Interni si congratulò col

barone della Turbie per l'iniziativa e gli scrisse del

compiacimento di Sua Maestà per lo zelo che aveva

dim ostrato interessandosi in modo così tangibile, al

pubblico l>ene.

I n oggetto di studio così

raro

ed a cui nessuno

prima aveva pensato, richiamò ogni cura della Reai

Accademia, la quale senza perder tempo, bandì il

concorso nominando una commissione per Pesame

delle memorie. L’importanza del tema ci viene con­

fermata dal fatto che nella commissione furono

chia-