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Comune di Torino,

Piano Topografico del Territorio ripartito in Frazioni e

Sezioni di Censimento

, 1911. ASCT,

Tipi e disegni

, 64.8.17.

Il borgo è contenuto entro la sezione di censimento

A

, corrispon-

dente al nucleo della città più antica, entro i segmenti

18

e

16

e in piccola parte

19

e con il perimetro esterno correttamente

definito dal tracciato della cinta daziaria del 1853. Anche l’ansa

della Dora rispetto alla via

Circonvallazione

(poi corso Altacomba

e oggi corso Svizzera) è correttamente collocata come perimetro

occidentale. All’interno non vi sono indicazioni di numeri o di nu-

clei, a riprova dell’appartenenza del borgo al nucleo più compat-

to, entro cinta, della città.

Ufficio Municipale dei Lavori Pubblici,

Pianta di Torino coll’Indicazione dei

due Piani Regolatori e di Ampliamento rispettivamente delle Zone piana e

collinare adottati dal Consiglio Comunale nel 1913, colle Varianti approvate

successivamente sino a Maggio 1915

, 1916. ASCT,

Tipi e disegni

, 64.6.8.

La mappa annota il progressivo addensarsi dell’edificato lungo la

maglia definita e leggibile già nella carta del 1900, ma segnala

anche l’apertura di una importante arteria diagonale, a collegare

corso Regina, corso Principe Oddone, lungo il tracciato ferroviario

della linea per Milano, corso Regina Margherita e il sedime

della vecchia cinta daziaria, oggi corso Mortara, rappresentato

dal nuovo

corso Regina Elena

(oggi corso Umbria) con una

piazza omonima (oggi piazzale Umbria), definita dalle vie Bari,

Livorno, Capua e Ceva (già così denominate). La vecchia

fabbrica

d’armi

, che ancora compare indicata, appare ormai in avanzato

smantellamento, mentre l’

Ospedale per malattie infettive

ha

raggiunto il suo assetto definitivo, poi in parte ancora sviluppato.

Ufficio Municipale dei Lavori Pubblici,

Carta Topografica del Territorio di

Torino con l’Indicazione dei Piani Regolatori e degli Ampliamenti

[…], 1900.

ASCT,

Tipi e disegni

, 64.6.1.

La mappa registra l’avvenuto processo di ampia saldatura con il

tessuto più antico della città e l’organizzazione per lotti regolari

a nord del corso Regina Margherita, ormai prolungato fino a in-

contrare la cinta daziaria del 1853, in modo omologo con quanto

fatto per il corso Valdocco, prolungato fino a incontrare a nord

la stessa cinta attraverso la via Cigna (qui già con l’indicazione

toponomastica odierna). Divide sostanzialmente il borgo in due

sezioni il tracciato della strada ferrata per Milano. Al di sotto di

questa si insediano alcuni grandi istituti assistenziali (

Salesiani

corrispondente al grande complesso di Maria Ausiliatrice e, sul

margine opposto della via Cigna, quindi di fatto in borgo Dora,

ma con connessioni importanti, l’

Opera Pia Barolo

). Al di sopra

permane ancora l’indicazione della

Fabbrica d’Armi

(la vecchia

fucina delle canne), alimentata dal

Canale del Martinetto

. Tra

l’ansa superiore della Dora e il corso della cinta daziaria (poi cor-

so Svizzera) si colloca anche il grandissimo complesso a padiglioni

dell’

Ospedale per malattie infettive

(poi Amedeo di Savoia) indi-

cato come in costruzione, con il suo campo di epurazione affac-

ciato sul torrente.