103
11
Sugli uffici e sulle competenze si veda R
OSANNA
R
OCCIA
,
Gerarchia delle funzioni e dinamica degli spazi nel
Palazzo di Città tra XVI e XIX secolo
, in
Il Palazzo di Città
, 2 voll., Torino: Archivio Storico della Città, 1986, II,
pp. 21-24.
12
Sulla figura e sull’attività del vicario e del personale del suo ufficio si veda D
ONATELLA
B
ALANI
,
Il Vicario tra città
e stato: l’ordine pubblico e l’annona nella Torino del Settecento
, Torino: Deputazione Subalpina di Storia Patria,
1987,
passim.
Il vicario era coadiuvato da un certo numero di assessori, un segretario, un usciere e alcune guardie.
dere i conti. Perpetui erano invece gli uffici di segretario della città, cui spettava
verbalizzare le sedute del Consiglio e della Congregazione, di archivista e taluni
uffici con compiti eminentemente tecnici: il tesoriere, che custodiva nelle sue
casse i proventi dei redditi cittadini, effettuava i pagamenti, registrava le entrate
e le uscite e redigeva i bilanci; l’economo, che vigilava sul buon uso del denaro
investito in opere pubbliche; l’avvocato e il procuratore, cui spettava sbrigare
tutte le questioni legali del comune
11
. Di durata biennale, anche se rinnovabile,
era infine l’importante e prestigiosa carica di vicario di politica e polizia, dalle
molteplici incombenze giudiziarie e amministrative riguardanti l’ordine pubblico,
l’approvvigionamento alimentare e il commercio, l’igiene e la nettezza urbana,
nonché la politica edilizia
12
. Al vicario, nominato dal duca tra i membri del Con-
siglio, toccava la delicata funzione di tramite tra la città e lo stato: a lui spettava il
compito di convocare il Consiglio e la Congregazione, su istanza dei sindaci, e di
presiederne le sedute.
Nei drammatici mesi dell’assedio la Congregazione esercitò un’attività intensis-
sima, riunendosi quasi quotidianamente per far fronte ai bisogni dei cittadini,
Francesco Lanfranchi,
Disegno del Pallazzo del Illu-
strissima città di Torino [...]
, disegno a penna, china e
acquerello, 1659 (ASCT,
Tipi e disegni
, 1.1.2).




