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tica […] il che faremo ancor noi dal canto nostro, co’ nostri principi e famiglia,
[…] e con tutta la nostra Corte. A questo fine abbiamo deliberato di tener cap-
pella alla santa Messa di detto giorno 8 di settembre nella nostra Metropolitana
di San Gioanni, e di assistere nel medesimo giorno alla processione generale colla
solennità già praticata nella festa della Santissima Annunciazione»
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.
Il contesto dell’assedio appare dunque come il momento in cui Vittorio Amedeo
II, con la mediazione di Valfrè, amplificò la propria dedizione personale e dina-
stica per la Vergine, estendendola alla città e all’intero suo dominio. La volontà di
legittimazione religiosa del duca, minacciato non solo dall’invasione francese, ma
anche dal conflitto con l’autorità pontificia, intercettò e assecondò, con il contri-
buto dello stesso Valfrè, la costruzione del prestigio dei monaci di san Bernardo
che, anche grazie alla protezione sovrana, al termine della guerra di successione
riusciranno a far riconoscere la Consolata come la più importante devozione pub-
blica torinese. È significativo che l’ordine cistercense si trovi anche alle origini
della basilica di Superga, in quanto i primi progetti per la chiesa furono disegna-
ti dall’architetto Antonio Bertola seguendo le indicazioni dell’abate Arsène de
Jouglaz del monastero di Tamié (conosciuto dal duca dopo il 1710), che immagi-
nava un grande monastero cistercense e una chiesa ovale ricca di ornamenti
86
. Tra
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F
ELICE
A
MATO
D
UBOIN
,
Raccolta per ordine di materie delle leggi, provvidenze, editti, manifesti, ecc. pubblicati dal
principio de l’anno 1681 sino alli 8 dicembre 1798
, 29 t., 31 voll., Torino: Davico e Picco, 1818-1868, I, p. 33.
86
A
UGUSTA
L
ANGE
,
I progetti di Antonio Bertola per la chiesa di Superga
, in «Bollettino della Società Piemontese
di Archeologia e Belle Arti», XVI-XVII (1962-1963), pp. 104-120.
Filippo Juvarra, Studi per la Basilica di Superga, dise-
gni a penna, 1715 (MCAA).




