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il 1714 e il 1715, tuttavia, le scelte di Vittorio Amedeo II si orientarono a una

costruzione molto più semplice, dove avrebbe avuto residenza non un ordine

regolare dedito al ritiro e alla contemplazione, ma una congregazione di preti

secolari impegnata nella predicazione e nella catechesi. In questa scelta confluiro-

no probabilmente anche i progetti precedenti di costituzione di un corpo colle-

giale di ecclesiastici presso la cappella di corte, da cui si sarebbero potuti attinge-

re candidati per le nomine ai benefici di patronato ducale

87

. Nel 1714 l’incontro

di Vittorio Amedeo II con il siciliano Filippo Juvarra sarà decisivo per trasforma-

re il progetto della chiesa in quello di una grandiosa basilica dedicata al culto

della Vergine, simbolo di celebrazione e legittimazione religiosa della dinastia e

luogo di formazione per gli ecclesiastici secolari che, soprattutto nel secondo Set-

tecento, occuperanno i vescovati e le abbazie del regno sabaudo

88

.

La devozione mariana, di cui l’assedio costituisce un momento di forte incremen-

to, si colloca così in un punto di snodo di percorsi differenti, ma non alternativi,

che avrebbero caratterizzato nel tempo lungo la religione pubblica della capitale

sabauda. Le forme della devozione tradizionale, radicate nel mondo contemplati-

vo dei monaci cistercensi e centrate sulla sensibilità per il potere straordinario e

Filippo Juvarra, Progetto per l’altare maggiore della

Basilica di Superga, disegni a penna e acquerello

(BNT, Ris. 59.2, n. 14).

87

AST, Corte,

Materie Ecclesiastiche

, Benefizi di qua da monti, mazzo 31, n. 17,

Progetto per l’errezione d’una col-

legiata nella capella del Santissimo Sudario rimesso dal signor abbate di Lauriano, ed un altro del signor abbate di

Cumiana

, 1697.

88

Nel 1730 presso la basilica fu stabilita una congregazione di dodici sacerdoti secolari impegnati nel culto e nello

studio in attesa di essere nominati dal sovrano ai vescovati e alle abbazie del regno. M.T. S

ILVESTRINI

,

La politica

della religione

cit., pp. 330-354.