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accenna brevemente che la basilica di Superga fu «fatta […] edificare dal Re Vit-

torio Amedeo, per voto fatto alla Vergine nel 1706»

72

. All’inizio del Novecento, in

occasione del bicentenario dell’assedio, il mito fu rivisto criticamente e se ne mise

in luce l’inattendibilità

73

.

Benché storicamente infondata, la leggenda del voto ingloba dati pubblicamente

noti, tra cui la particolare devozione mariana di Vittorio Amedeo II, che trova

riscontro nelle lettere inviate al duca da Sebastiano Valfrè. Il rapporto tra Vitto-

rio Amedeo II e Valfrè (1629-1710) era iniziato nel 1676, quando Maria Giovan-

na Battista aveva affidato l’educazione spirituale del giovane principe al sacerdo-

te di Verduno, che risiedeva a Torino dal 1645 e che nel 1651 era entrato nella

Congregazione dell’Oratorio assumendo un ruolo di protagonista nell’organizza-

zione e nello sviluppo degli oratoriani in Piemonte

74

. Salito al trono e individuate

le linee della propria politica ecclesiastica, Vittorio Amedeo II si avvalse della col-

laborazione di Valfrè sia per una missione di cattolizzazione nelle valli valdesi

(1687)

75

sia per delineare criteri di disciplina ecclesiastica volti a contenere gli

«abusi». Nel periodo tra il 1686 e il 1688 alcune lettere e memorie di Valfrè offro-

no una forte legittimazione alla politica ecclesiastica del duca, indicando, fra l’al-

tro, l’opportunità di seguire, nell’ordinazione dei chierici, le norme del concilio

di Trento, cioè la reale utilità per le chiese, anche a costo di lasciar vacanti i bene-

fici ecclesiastici se non si trovassero soggetti degni e capaci

76

. Nel 1689 Vittorio

Amedeo II lo propose alla corte di Roma come candidato ducale per l’arcivesco-

vado di Torino. Valfrè, che stava promuovendo un nuovo insediamento di orato-

riani a Savigliano, si vide oggetto del disdegno dei cardinali romani a causa delle

sue umili origini e rifiutò egli stesso la nomina

77

. Dal 1690 lasciò l’incarico di con-

fessore del duca per assumere la cura spirituale delle principesse Maria Adelaide

e Maria Luisa Gabriella, ma continuò la sua corrispondenza e il suo dialogo con

il duca.

Ricorrente è, in questa corrispondenza, il riferimento alla devozione di Vittorio

Amedeo II alla Vergine, sua «specialissima avvocata» e «protettrice», sia in rela-

zione alle preoccupazioni di Valfrè per la salute del sovrano sia a un personale e

non esplicitato motivo di riconoscenza che questi nutriva per l’Immacolata Con-

cezione

78

. Durante l’assedio Valfrè rimase in città, mentre la famiglia reale, segui-

ta poi dal duca, lasciò Torino il 16 giugno, portando con sé la Sindone, cui egli

era molto devoto, come testimonia la sua

Dissertazione istorica della Santissima

Sindone

, compilata probabilmente intorno al 1693 e dedicata alle principesse

Maria Adelaide e Maria Luisa Gabriella

79

. In una lettera al duca del 19 giugno

Valfrè gli raccomandò di «soggiornare ogni giorno qualche momento» nelle «pie-

Lettera con cui Vittorio Amedeo II, lasciando la città,

comunica di averne affidato il comando al generale

Daun, 17 giugno 1706 (ASCT,

Ordinati

, vol. 236, tra le

pp. 198 e 199).

72

G.G. C

RAVERI

,

Guida de’ forestieri per la Real Città di Torino

cit., p. 157.

73

Si vedano E

UGENIO

C

ASANOVA

,

Contributo alla biografia di Pietro Micca e alla Storia del voto di Vittorio Amedeo

II

, in

Le campagne di guerra in Piemonte (1703-1708) e l’assedio di Torino

, 10 voll., Torino: Bocca, 1907, VII, p.

181; F. R

ONDOLINO

,

Vita torinese durante l’assedio

cit., pp. 391-393.

74

Su Valfrè si vedano C

ESARE

F

AVA

,

Vita e tempi del beato Sebastiano Valfrè

, Pinerolo: Arti Grafiche, 1984; A

NNA

-

ROSA

D

ORDONI

,

Un maestro di spirito nel Piemonte tra Sei e Settecento. Il padre Sebastiano Valfrè dell’Oratorio di

Torino

, Milano: Vita e Pensiero, 1992.

75

AST, Corte,

Casa Reale

, Lettere di Santi, m. 1, n. 9,

Relazione originale del Beato Sebastiano Valfrè dello stato

della religione cattolica nelle valli di Luserna, e delle provvidenze necessarie pel maggior incremento

, 1687.

76

Ibid.

, n. 17, Valfrè a Vittorio Amedeo II, 2 e 10 marzo 1688.

77

G

AUDENZIO

C

LARETTA

,

Sebastiano Valfrè e la Corte di Roma (1689-1692)

, Torino: De Rossi, 1888.

78

AST, Corte,

Casa Reale

, Lettere di Santi, m. 1, n. 17, Valfrè a Vittorio Amedeo II, 1 maggio 1686: «La piena

remissione che V.A.R. fa d’ogni suo affare nelle mani di Dio, e nella protettione della Santissima Vergine Maria

Madre di Dio, e sua specialissima avvocata, è un atto dovuto da un cuore che sa riconoscere ogni felice successo

da Dio»;

ibid

., 26 agosto 1692: «So che ha fatto due divotioni ad honor della

Sant.ma

Vergine sua grande avvoca-

ta, continui sempre a riverirla ad honorarla, e per suo riguardo faccia tutto il bene che potrà, et impedisca tutto il

male che potrà»;

ibid.

, 4 dicembre 1704; «Si avvicina la prima festa di Maria Vergine, cioè della sua Immacolata

concettione […] So che V.A.R. è divota di si gran Regina: la invochi spesso acciò la tenga sempre sotto la sua spe-

cialissima protettione, e la mantenghi in ogni tempo con perfetta salute di corpo e d’anima», 4 dicembre 1704.

79

G

IAN

M

ARIA

Z

ACCONE

,

Una composizione del beato Sebastiano Valfrè sulla Sindone

, in «Studi piemontesi», XIII

(1984), fasc. 2, pp. 379-386.