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collocata nella sua nuova sede e nello stesso anno Domenico Arcourt, priore dei
cistercensi, aveva dato alle stampe la sua
Historica notitia della miracolosa imagi-
ne della Madonna Santissima della Consolata
in cui descriveva i miracoli compiu-
ti dalla sacra immagine e la ricchezza degli oggetti donati alla chiesa come ringra-
ziamento
50
. Nella guerra in corso la Consolata aveva già manifestato un prodigio-
so segno della sua benevolenza nel 1702, quando la lampada che ardeva di fron-
te alla sua immagine era rimasta accesa ininterrottamente, senza alcun rifornimen-
to di olio o di «bombace», dal giorno della Natività di Maria (8 settembre) all’an-
niversario della dichiarazione di guerra (8 ottobre), facendo presagire un buon
esito per le armi sabaude
51
.
Francesco Ludovico Soleri, che nell’ordine dei cistercensi di san Bernardo aveva
un suo nipote
52
, ricorda con ampiezza di particolari le novene «per implorare
l’aiuto della Vergine Santissima della Consolata in questi calamitosi tempi, per la
conservatione del nostro R. Sovrano» e della famiglia reale, che si susseguirono
quasi ininterrottamente dai primi di giugno. L’iniziativa fu assunta (2 giugno) da
gruppi di aristocratici e del ceto civile urbano – cavalieri, dame e cittadini – che
promossero uno splendido rituale assistito dai monaci di san Bernardo, «con son-
tuoso apparato di torchie, et una grandissima quantità di candelle cantandosi da
musici le litanie della Vergine», che vide «gran concorso di popolo», «non badan-
dosi ad alcun militar pericolo»
53
. Anche le successive novene (11 giugno, 1 luglio,
11 luglio) furono organizzate a spese dei «cittadini», «con quantità di lumi, musi-
ca et instromenti musicali», e il numero dei fedeli era tale che, non potendo tutti
entrare nella chiesa, si riversavano nella sacrestia, nel giardino attiguo e nella pic-
cola strada pubblica
54
. Rimasta indenne, nonostante la «grandissima quantità di
palle», durante gli attacchi del 30 giugno e il 1° luglio, la chiesa sembrava godere
di una miracolosa intangibilità
55
. Per la sua popolarità divenne punto di attrazio-
ne anche per le autorità militari. La sera del 20 luglio, intorno alle 22, il coman-
dante Daun, «havendo saputo la frequenza del popolo che correva all’intercessio-
ne di Maria Vergine della Consolata» si recò con il marchese di Caraglio presso
la chiesa, «dove furono cantate le litanie della Vergine, e data la benedittione»
56
.
In precedenza (3 luglio) era stato sepolto nella chiesa il conte di Goveano, accom-
pagnato da ufficiali e soldati del suo reggimento «con pompa e sparro di tre salve
di moschetteria», mentre nella tarda serata dell’8 agosto si tenne la cerimonia
funebre del conte Cacherano, deceduto per le ferite nella chiesa di San Francesco
da Paola, con il consueto accompagnamento dei commilitoni e il saluto di tre
spari a salve
57
.
Solo verso la fine dell’assedio Soleri menziona altri poli devozionali urbani: la
chiesa di San Francesco da Paola, dove il 15 agosto iniziava una novena, la chie-
sa dell’Ospedale di Carità, dove si recitavano le Quarant’ore in onore dei santi
Friedrich Bernhard Werner,
Veduta della Chiesa della
B. Vergine di Consolazione con il suo Palazzo in Tori-
no
, incisione in rame, [1730] (ASCT,
Collezione
Simeom
, D 496).
50
D
OMENICO
A
RCOURT
,
Historica notitia della miracolosa imagine della Madonna Santissima della Consolata, vene-
rata nella chiesa di Sant’Andrea de’ M.M.R.R. monaci di San Bernardo dell’Ordine cisterciense di Torino
.
Data in
luce dal molto reverendo padre D. Domenico Arcourt priore de’ suddetti monaci, e consultore del Sant’Ufficio
, Tori-
no: Garimberti, 1704. Nel 1705 l’opera ebbe una seconda edizione con l’aggiunta di quattro capitoli. Nel corso
del secolo sarebbe stata pubblicata solo un’altra storia anonima dell’immagine:
Istoria del miracoloso ritratto di
Maria Vergine detto della Consolata, consecrata a S.A.R. Carlo Emanuele Ferdinando Maria Principe di Piemonte
,
Torino: Stamperia Reale, 1767.
51
I
D
.,
Historica notitia della miracolosa imagine della Madonna Santissima della Consolata
cit., p. 131.
52
D. R
EBAUDENGO
,
Torino racconta
cit., p. 198.
53
F.L. S
OLERI
,
Giornale dell’assedio del 1706
cit., pp. 125-126.
54
Ibid
., pp. 128, 135, 139.
55
L’inviolabilità della chiesa sotto i bombardamenti nemici è un
topos
dell’assedio. Si veda ad esempio C
ARLO
A
MEDEO
C
AVALLI
,
Compendio della Storia di Maria Vergine venerata in Torino sotto il titolo della Consolata
, Tori-
no: Davico e Picco, 1819, secondo cui nei giorni 21, 25 e 30 giugno le bombe gettate sulla chiesa o scoppiavano
in aria o, se toccavano l’edificio, non esplodevano.
56
F.L. S
OLERI
,
Giornale dell’assedio del 1706
cit., p. 142.
57
Ibid
., pp. 136 e 152.




