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alla chiesa della Consolata alle confraternite e compagnie laicali. Portatore di una

visione ottimistica della natura umana e impegnato nella predicazione, nella cate-

chesi, nella direzione spirituale, Valfrè sembra raccogliere e rinnovare l’eredità di

Francesco di Sales, divulgando un modello di pratica devota largamente accessi-

bile, aliena da misticismi, basata sulla preghiera e l’esercizio della carità. Nel

1725, a dieci anni dalla morte, Vittorio Amedeo II e i filippini promuoveranno la

causa di canonizzazione che terminerà con la beatificazione nel 1834. Nell’istru-

zione di questa causa il momento dell’assedio appare cruciale: il «servo di Dio»

divenne il simbolo di tutti quegli ecclesiastici secolari che, come aveva scritto

Tarizzo, «scorrevano» per la città distribuendo soccorsi, confortando i feriti e

impartendo i sacramenti ai morenti

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, e in questa veste egli è ritratto nella pittura

di Tommaso Lorenzone sull’altare a lui dedicato nella chiesa di San Filippo.

Il 20 settembre, come si è visto, fu Valfrè a comunicare al Consiglio municipale il

desiderio di Vittorio Amedeo II che la città eleggesse la Vergine a sua protettrice

e «avvocata». In seguito, in una nota lettera a Vittorio Amedeo II (13 febbraio

1707), egli si preoccupò di sistematizzare il ciclo delle festività e delle devozioni

alla Vergine, in continuità con la devozione ducale praticata da oltre vent’anni,

solennizzando non solo a Torino, ma in tutto il dominio sabaudo tre delle sue

festività e intitolandole una chiesa che ancora non era deciso fosse a Superga:

«Ho fatto qualche riflesso sopra qual divotione si potrebbe praticare il ringrazia-

mento di tanti benefici da Dio ricevuti per intercessione di M[aria] Ve[rgine]. Et

ho creduto che sarebbe bene solennizzare fra la sue festività le tre seguenti: cioè

la festa della Santissima Annunciata, festa dell’ordine della medesima. La festa

della Natività, per essersi levato l’assedio della città nella vigilia, gratia che si può

dire un gruppo di gratie. La festa dell’Immacolata Concetione, per i motivi noti a

V.A.R, havendo tal festa messa et officio proprio concesso da Chiesa Santa.

Ad honor della Vergine potrebbe dedicare la Chiesa che farà nella Cittadella o a

Soperga o in altro luogo, dedicando l’altar Maggiore all’Immacolata Concettione

di M[aria] V[ergine] e gli altri due altari alli altri due misteri. Crederei che sareb-

be bene in detti tre giorni, o almeno in quello della Santissima Annonziata e del-

l’Immacolata Concezione, tenere la capella publica, come si faceva altre volte, e

se in tali giorni si ricevessero i santissimi sacramenti sarebbe più compitamente

solennizata la festa»

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.

Per dare sanzione a questo programma Vittorio Amedeo II pubblicò, il 29 giugno

1707, un editto in cui compare il cenno a un voto, ma in relazione alla festività

dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre, non alla liberazione dall’assedio:

«consegrandoci di nuovo con tutta la nostra famiglia e posterità, e con tutti i

nostri Stati, a quella divina Madre; dichiariamo che abbiamo fatto, e facciamo, un

voto speciale, così per noi come per la detta nostra Famiglia, […] di celebrare in

perpetuo la festa di detta Immacolata Concezione agli 8 di dicembre: e perché a’

7 del passato settembre, vigilia della sua gloriosa Natività, piacque al Signore, per

l’intercessione d’essa, di liberare con sì manifesto favore la nostra città capitale

dal più terribile ed ostinato assedio che siasi forse veduto da gran tempo avanti,

e per conseguente i nostri Stati dall’imminente loro rovina, con dare alle armi de’

Principi nostri confederati, e nostre, un felice e glorioso successo sopra ogni

nostra aspettazione; perciò Noi, a perpetua memoria di quell’avventurosa giorna-

ta, vogliamo che i nostri sudditi, nella festa di detta Natività, non solamente s’a-

stengano dalle opere servili, che nelle feste più solenni la Chiesa divieta, ma desi-

deriamo di più che procurino di mostrare la loro pietà e riconoscenza colla pra-

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Si vedano le

Attestazioni giurate nella causa di beatificazione di Sebastiano Valfrè

, in F. R

ONDOLINO

,

Vita torine-

se durante l’assedio

cit., pp. 405-412; C. F

AVA

,

Vita e tempi del beato Sebastiano Valfrè

cit., p. 235; V

INCENZO

P

APA

,

Il Beato Sebastiano Valfrè nel 1706

, Torino: Celanza, 1906.

84

AST, Corte,

Casa Reale

, Lettere di Santi, m. 1, n. 17, Valfrè a Vittorio Amedeo II, 13 febbraio 1707.