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processione la nuova statua d’argento, mentre i sindaci insistono sull’utilizzo della

statua lignea di Plura, ormai entrata nella tradizione devozionale della festa. La

questione viene rimessa all’autorità di Madama Reale, che scrive al proprio con-

fessore padre Indurmia dei monaci della Consolata, al padre Majino dei padri

della Missione, confessore del principe di Piemonte, e ai sindaci, demandando la

decisione ai primi due. Inutile dire che la statua d’argento prende il posto di quel-

la di Plura. Ma il 29 dicembre 1789 l’abate della Consolata padre Fantini verrà

costretto dal governo francese a cedere la statua alla zecca come «dono patriotti-

co» per riutilizzarne il prezioso metallo

46

.

Anche il dipinto del Legnanino non gode di gran fortuna. L’artista si trovava a

Torino dal 1694, chiamato in città dalla Congregazione dei banchieri e dei mer-

canti, assai vicina ai gesuiti, per diretto interessamento del rettore della Compa-

gnia di Gesù padre Agostino Provana, sicuramente tramite anche per le succes-

sive commissioni di palazzo Provana di Druent e Palazzo Carignano. La scelta

del Legnanino tra i pittori accreditati che avevano partecipato al concorso per

l’assegnazione del lavoro, di nuovo si ricollega con ogni probabilità alla media-

zione di padre Provana, che perizia il quadro insieme con l’intendente Carlo Rai-

mondi. La struttura complessa della

Natività della Vergine

, affollata di personag-

gi, collega la mediazione mariana al carattere votivo dell’episodio, inserendo

nello sfondo, indicato da Gioacchino, due edifici simbolo di Torino: la cupola

della cappella della Sindone e la torre civica con il toro sulla sommità. Della

«pala della vittoria» si perdono presto le tracce e solo alla metà dell’Ottocento

le note dell’erudito e cultore di storia piemontese Antonio Bosio permettono di

ritrovare la tela nella sede dove si trova ancora oggi, la chiesa di San Massimo a

Torino

47

.

La grafica conosce infine un discreto sviluppo legato agli aspetti di culto e di

devozione più popolari a ricordo della liberazione dall’assedio. L’incisione ano-

nima che riproduce il dipinto eseguito da Domenico Maria Muratori per la cap-

pella della Concezione nella chiesa di San Lorenzo, fatta costruire dalla vedova

Ludovica di Savoia in memoria del cardinal Maurizio, raffigura l’

Immacolata

Concezione

con san Luigi IX re di Francia e i beati Ludovica e Amedeo IX di

Savoia, che riceve dalle mani di un angelo il modellino della città di Torino, fa

riferimento nella dedica alla vittoria di Vittorio Amedeo II, alla protezione da

parte della Madonna e alle celebrazioni che in segno di ringraziamento la corte si

impegna a sostenere

48

. Le stampe consentono un’immediata e ampia diffusione

delle immagini dei santi più venerati in tempo di guerra, dichiarati patroni della

città insieme ai tre martiri Solutore, Avventore e Ottavio, o quelli più attivi nel-

l’assistenza ai cittadini e all’esercito. A titolo esemplificativo, vale la pena segna-

lare, oltre al proliferare di immagini legate alla devozione della Consolata, una

stampa come quella di Bartolomeo Giuseppe Tasnière del 1710, su disegno di

Giulio Cesare Grampin, che raffigura sant’Antonio da Padova, eletto comprotet-

tore della città durante l’assedio, in un’elaborata composizione che reca sullo

Alle pagine seguenti:

Stefano Maria Legnani detto il Legnanino,

Natività

della Vergine

, olio su tela (Torino, Chiesa di San Mas-

simo).

Francesco Solimena, bozzetto per

San Filippo Neri

intercede per la città di Torino presso la Madonna col

Bambino

, olio su tela (MCAA).

L’Immacolata Concezione con san Luigi IX, re di Fran-

cia, la beata Ludovica di Savoia e il beato Amedeo IX

di Savoia, incisione in rame, [1710] (ASCT,

Collezione

Simeom

, D 2256, particolare).

46

L’episodio è narrato da Soleri e riportato in D. R

EBAUDENGO

(a cura di),

Torino racconta

cit., pp. 305-306. Alla

processione del 1716 non partecipano né il re né la regina, ma solo i magistrati della città.

47

Un appunto a margine della copia della Biblioteca Civica di Torino di Antonio Bosio,

Nuova chiesa parrocchia-

le di San Massimo

, in «Gazzetta piemontese», 1853, n. 146, che indicava l’opera come donata dal Municipio alla

parrocchia nel 1853, ne ha consentito il ritrovamento da parte di Franco Monetti e Arabella Cifani («

Nativitas Tua

gaudium annunciavit

»

. La

«

pala della vittoria

»

di Torino di Stefano Maria Legnani

, in «Paragone», XL

(

1989), n.

467, pp. 95-102). Si veda anche, con bibliografia aggiornata, M

ARINA

D

ELL

’O

MO

,

Stefano Maria Legnani.

«

Il

Legnanino

», Bologna: Edizioni Tipoarte, 1998, pp. 197-198, n. 71, fig. 91 e p. 253, mentre per il restauro dell’o-

pera, si veda C

ARLENRICA

S

PANTIGATI

(a cura di),

Restauri in Piemonte

, Torino: Allemandi, 1996, p. 74, tav. 21.

48

G

IUSEPPE

D

ARDANELLO

,

Altari piemontesi: prima e dopo l’arrivo di Juvarra

, in A. G

RISERI

, G. R

OMANO

,

Filippo

Juvarra a Torino

cit., pp. 153-228, tav. 43 per il dipinto di Muratori. Dell’incisione un esemplare in ASCT,

Colle-

zione Simeom

, D 2256, per cui A. P

EYROT

,

Torino nei secoli

cit., I, pp. 157-159, n. 107; A. P

EYROT

, V. V

IALE

,

Imma-

gini di Torino nei secoli

cit., p. 121 n. 125. Il catalogo a cura di L. M

ANZO

, F. P

EIRONE

,

I giorni dell’assedio

cit.,

offre un’ampia panoramica sulle incisioni sacre legate alla battaglia di Torino.