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te di illustrare efficacemente il tessuto edilizio dei singoli isolati e, al loro interno,

gli alzati dei singoli edifici, tra cui sono immediatamente riconoscibili i luoghi

simbolici del potere politico e militare (il castello e la cittadella). Tale carta divie-

ne appunto l’archetipo delle piante a stampa della città comparse nel Seicento al

di fuori degli stati sabaudi e costituisce la base cartografica per la famosa rappre-

sentazione della città realizzata da Girolamo Righettino nel 1583: un disegno a

penna a scopo celebrativo, enfaticamente dedicato a Carlo Emanuele I, nel quale

la città è incastonata all’interno di una sontuosa cornice allegorica atta a evocare

simbolicamente il «Buongoverno» del duca attraverso riferimenti di tipo religio-

so, militare e letterario

4

.

Per un rinnovamento di tale modello, bisogna attendere l’assedio subito dalla città

nel 1640, durante la guerra tra la duchessa reggente Maria Cristina, vedova di Vit-

torio Amedeo I, e i cognati, i principi Tommaso e Maurizio. A illustrare tale avve-

nimento, prima occasione per diffondere una diversa immagine della città, sono

prodotte tre differenti carte. All’interno de i

Campeggiamenti del Piemonte

di

Emanuele Tesauro

5

viene pubblicato il «Vero tipo della città, circonvallatione, et

posti/ di Torino assediato l’anno M.DC.XXXX. Per dar luce al secondo libro de’

Campeggiamenti del Piemonte & alle principali attioni in esso riferite». Si tratta

di una carta, con caratteri del tutto nuovi, disegnata dall’ingegnere e «Capitano

Agostino Parentani» e incisa da Giovanni Paolo Bianchi. Orientata con l’est-sud-

est in alto, rappresenta non solo il tessuto urbano della «città vecchia» entro l’an-

tico perimetro di impianto romano, ma comprende anche il successivo amplia-

mento della «città nuova» verso meridione; essa rende inoltre conto, grazie a una

sequenza numerica che rimanda a una legenda, delle posizioni degli schieramenti

francesi e spagnoli intorno alla cinta muraria e sulle colline oltre Po, efficacemen-

te rese in prospettiva frontale. Realizzato a partire dalla medesima base cartogra-

fica, ma estremamente semplificato nel contenuto militare e capovolto nell’orien-

tamento, è invece il «Dissegno del Capitano Agostino Parentani». Vi sono inqua-

drati non solo la città assediata e le campagne immediatamente circostanti, ma

anche il suo più ampio circondario, ovvero l’area compresa entro il corso del

fiume Po a oriente, gli insediamenti di Orbassano e Moncalieri a meridione, l’abi-

tato di Leinì a settentrione e Avigliana e l’imbocco della Val di Susa a occidente

6

.

La scala scelta privilegia la rappresentazione della città inserita nel suo contesto

geografico, a discapito della leggibilità della maglia urbana, i cui isolati sono scan-

diti in pianta e senza la resa in alzato degli edifici, a eccezione del castello.

Finalizzata alla descrizione grafica dell’assedio del 1640, è poi la carta redatta da

Giovenale Boetto su disegno di Michele Antonio Raynero e intitolata «PIANO

DELLA CIRCONVALLA[ZIO]NE FATTA ALLA CITTÀ DI TORINO DAL-

L’ARMATE DI S[UA] M[AE]STÀ/ XMÀ [CHRISTIANISSIMA] ET DI S.A.R.

SOTTO IL COMANDO DEL SIG[NO]R CONTE D’HARCOURT

G[E]N[E]RALE DELL’ARMI/ DELLA ME[DESIM]A M[AES]TÀ IN ITA-

LIA TIRATO DAL COLLONELLO RAYNERO D’ORDINE DEL SI[GNO]R

MARCHESE/ DI PIANEZZA G[E]N[E]RALE DELL’INFANT[ERIA DI

4

Carte derivanti dall’archetipo del Caracha, quasi sempre impoverite, sono pubblicate nella

Raccolta di le più illu-

stri et famose città di tutto il mondo

curata da Francesco Valegio, nel

Theatrum urbium italicarum

edito a Padova

da Pietro Bertelli nel 1599 e nelle edizioni successive, nella

Nova et accurata Italiae hodiernae descriptio

curata da

Jodocus Hondius, e ancora a metà del secolo si ripropone questo modello, senza rilevare gli avvenuti ampliamen-

ti urbanistici della città, nella

Raccolta delle principali città d’Italia intagliate con tutte le contrade, e Palazzi di esse,

stampate del Anno 1643

, pubblicata a Roma da Giovanni Battista De Rossi. Per una delle rare copie della carta

del Righettino si veda AST, Corte,

Biblioteca Antica

.

5

«DE’ CAMPEGGIAMENTI/ DEL PIEMONTE/ Descritti Dal Conte/ D. EMANUEL TESAURO/ CAVA-

LIER GRAN CROCE/ De’ Santi/ MAURITIO & LAZZARO./ VOLUME SECONDO […]/ MDCXXXX».

6

L’attenzione per il circondario è espressa nella rarissima incisione firmata da Cesare Bassani su disegno del capi-

tano Francesco Prestino, che riporta i medesimi contenuti e inquadra lo stesso ambito territoriale della carta del

Parentani.

Vero Tipo della città circonvallazione et posti di Tori-

no assediato l’anno MDCXXXX

e Pianta della città di

Torino e delle campagne circostanti, incisioni in rame

di Giovanni Paolo Bianchi, su disegno di Agostino

Parentani, in Emanuele Tesauro,

De’ campeggiamenti

del Piemonte [...]

, 1640 (ASCT,

Collezione Simeom

, B

61, vol. II, tavv. 1 e 2

ante

p. 5).