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nell’assedio di Torino/ Delle sue Operazioni come di quelle del Nemico/ Dell’Arti-
glierie guadagnate e perdute/ Nel corso della presente Guerra per tutto l’anno 1706/
Raccolte dall
’Ill.moSig.r Conte della Margarita/ Luogotenente Generale dell’Arti-
glieria/ DEDICATO/ a S.
ECC.zaIl Conte Maffeij/ Marescialle di Campo delle
Truppe/ e Gran Mastro dell’artiglieria/ di Sua Maestà/ L’anno 1714./ Fatto da
Fabrizio Bona/ Ingegnere e
Luog.tedi/ Reggimento fuciliero
20
, quattro delle quali
furono poi inserite nell’edizione del 1838 del
Journal historique du siège de la Ville
et de la Citadelle de Turin en 1706
21
.
Di matrice completamente diversa sono invece le altre due tipologie ravvisabili,
in qualche misura somiglianti tra loro nonostante una differente scelta di orienta-
mento in funzione della quale la città risulta altrimenti inquadrata. Se nella prima
solo una minima porzione della città viene cartografata, in queste altre la rappre-
sentazione della città assediata è resa all’interno di un contesto periurbano tutt’al-
tro che generico, bensì reso nel dettaglio. L’immagine di Torino così trasmessa
comprende le aree circostanti con le residenze ducali, sia fluviali sia venatorie,
parte integrante del sistema territoriale progettato e poi divulgato dalla corte a
partire dalle immagini del
Theatrum Sabaudiae
22
.
La seconda tipologia include dunque carte in cui la comune base cartografica pone
la città nell’esatto centro della rappresentazione: in conseguenza della scelta di
orientare il disegno con il nord in alto, il perimetro urbano risulta incorniciato
entro il corso del fiume Po, tangente la parte destra della città, e il corso della Dora
che delimita la parte settentrionale delle mura fortificate. La topografia di Torino
deriva ancora una volta dal modello del Borgonio, rispetto al quale la soluzione
prospettica è sostituita da una rappresentazione in pianta del tessuto urbano con i
luoghi simbolici del potere non più immediatamente identificabili, a eccezione
della cittadella la cui forma rievoca con immediatezza la funzione di roccaforte
militare. L’impianto della città è solo minimamente aggiornato rispetto ai modelli
seicenteschi e risulta lievemente mutato in ragione delle avvenute innovazioni
urbanistiche connesse alle opere di fortificazione nei pressi della cittadella e alla
cosiddetta «Opera a corno» progettata in corrispondenza del Bastione della Con-
solata e della porta Susina. Benché a seconda della scala scelta nelle varie rappre-
sentazioni sia inquadrata una porzione maggiore o minore del circondario, l’area
cartografata è per lo più delimitata dall’asse compreso tra Venaria e Superga a
nord, l’asse tra Venaria e Stupinigi a ovest, l’insediamento di Moncalieri a sud e la
collina torinese a est resa nella porzione compresa tra Superga e Revigliasco, come
esplicitato sin dal titolo nel «PLAN/ DE LA VILLE ET/ CITADELLE DE/
TURIN/ Avec ses Environs Depuis la/ VENERIE, jusques a Millefleurs/ Levée
Sur les lieux Dresse et/ Mis au Jour Par le S.r G./ Baillieu Geographe»
23
, al cui
modello si rifanno la maggior parte delle carte ascrivibili a tale tipologia.
20
BRT, Mil. 122.
21
Delle dieci carte contenute nel manoscritto quattro furono riprodotte in forma identica e inserite nella quinta
edizione di G
IUSEPPE
M
ARIA
S
OLARO DELLA
M
ARGARITA
,
Journal historique du siège de la Ville et de la Citadelle de
Turin en 1706: avec le rapport officiel des operations de l’artillerie
, Torino: Stamperia Reale, 1838. Esse sono: la
«PREMIÈRE DISTRIBUTION/ des/ BATTERIES DE L’ENNEMI/ Contre/ LA VILLE ET LA CITADELLE»,
tra le pp. 174 e 175, la «PREMIÈRE DISTRIBUTION de L’ARTILLERIE/ pour la défense/ de la VILLE et de
la CITADELLE», tra le pp. 180 e 181, la «DERNIÈRE DISTRIBUTION/ DE L’ARTILLERIE DES ASSIÉGÉS/
après que l’Ennemi/ EUT COMMENCÉ À BATTRE EN BRÉCHE», tra le pp. 188 e 189 e quella senza titolo
ma avente per oggetto la localizzazione delle mine di assediati e assedianti, tra le pp. 198 e 199.
22
Da questo punto di vista la rappresentazione di Torino, raramente limitata alla sola area entro le mura, ma per
lo più affiancata a una dettagliata rappresentazione del territorio circostante, può essere paragonata a quella di
altre città italiane come Firenze e Venezia, mentre si discosta invece dalla resa cartografica di Milano, nella mag-
gior parte dei casi limitata alla sola area urbana: si veda L
UCIO
G
AMBI
, M
ARIA
C
RISTINA
G
OZZOLI
,
Milano
, Roma-
Bari: Laterza, 1982.
23
ASCT,
Collezione Simeom
, D 25. Lo stesso Gaspard Bailleu è autore della «CARTE PARTICULIERE/ des Envi-
rons de/ TURIN/ Depuis Chivas Jusques a Carmagnole ou/ lon Voie les Mouvements des Armees du/ Roy et de
Celles du Duc de Savoye Dresse et des/ signe Par le S.r le S.r G. Baillieu Ingenieur et geographe» (ASCT,
Colle-
zione Simeom
, D 1772), dove l’area extraurbana rappresentata è delimitata dagli insediamenti di Chivasso, Villa-
nova d’Asti, Carmagnola e Sant’Ambrogio di Susa, e la pianta di Torino rispondente alla forma della città per il




